Auto usata, cosa controllare prima dell’acquisto


Acquistare un’auto usata può essere un grande affare o può nascondere una truffa. Ci sono diversi motivi per cui si punta a comprare nel mercato di seconda mano, secondo gli studi più recenti indicano che la principale ragione resta il risparmio.

A seguire poi vengono le convinzioni ambientaliste dei consumatori e il diffondersi di consumi responsabili.

I consigli di riviste e siti specializzati sono numerosi quando si tratta di comprare una macchina di seconda mano o “appartenuta ad precedente proprietario” come recitava il venditore di un popolare Blockbuster. Vediamo quali sono le principali raccomandazioni e quali accorgimenti adottare per evitare di prendere un bidone.

Innanzitutto questo tipo di vendita può avvenire o tra privati o tra un privato e un concessionario. Nessuna delle due soluzioni vi salvaguarda in realtà da una truffa o da un raggiro. Non fanno più notizia infatti le piccole furbate messe in atto anche dai concessionari per riuscire a vendere ad un prezzo più alto auto usate. Una tra le più famose è la manomissione del contachilometri delle vetture.

Nel caso decidiate di acquistare l’auto usata da un concessionario dovrete comunque prestare attenzione, ma in caso di guasti molto gravi - chiaramente dovuti ad una precedente cattiva manutenzione del veicolo - potrete far valere il diritto di recesso entro 12/24 mesi. Questa garanzia secondo quanto riportato dall’Adiconsum consente all’acquirente qualora “l’autovettura usata dovesse mancare di conformità rispetto al contratto di vendita” a richiedere:

  • riparazione

  • sostituzione

  • riduzione del prezzo

  • risoluzione del contratto

Visura dell’auto

La visura dell’auto, come quella del catasto, vi restituirà uno storico della situazione di questa vettura. Tramite questo strumento di possono conoscere i trascorsi giuridico-patrimoniali associati alla targa dell’automobile.

Procedendo a questa verifica potrete in poco tempo scoprire se l’auto che vi stanno cercando di vendere è stata ipotecata. Eviterete quindi di acquistare un prodotto che poi potrebbe esservi requisito per essere messo all’asta. Tramite visura potrete accertarvi anche che il veicolo non sia tra i beni di un fallimento aziendale o soggetto a fermo amministrativo.

La visura è una delle prime tutele per il compratore di una macchina usata stando ai consigli dell’ACI (Automobile Club d’Italia). Per procedere alla visura è necessario il numero di targa dell’auto che volete acquistare, dovrete poi inoltrare la richiesta di informazioni all’ufficio provinciale ACI - Pubblico Registro Automobilistico (PRA). Non si tratta di un servizio gratuito, ma pagare 6 € (o 8 € nel caso del sito online) per evitare una truffa da migliaia di € potrebbe essere una spesa utile.

Se non potete recarvi in ufficio potrete utilizzare anche il form online sul sito dell’ACI. In questo caso dovrete compilare prima la sezione con i vostri dati e quindi fornire quelli dell’autovettura. Dopo di che procedete al pagamento elettronico e ricevete il risultato. Il sito ACI specifica che il documento non è un certificato e che otterrete dei dati solo se “il veicolo è stato certificato nella Banca dati giuridica costituita ai sensi della Legge n. 187 del 1990”. Viene anche fornito un indirizzo mail a cui rivolgere ogni domanda in merito alle visure della auto, si può indirizzare le domande a visurenet@aci.it.

Le auto per poter circolare devono essere iscritte al Pubblico Registro Automobilistico, nel caso in cui il veicolo esaminato sia stato cancellato dal PRA dovrete richiedere a vostre spese una nuova immatricolazione alla Motorizzazione Civile (UMC). Oltre al costo l’auto potrebbe non essere più idonea alla circolazione su strada secondo le recenti normative antinquinamento e sulla sicurezza stradale, soprattutto se si tratta di un’auto d’epoca. Ottenuta la re-immatricolazione, con rilascio di nuove targhe, si dovrà richiedere l'iscrizione al PRA, portando una marca da bollo di 16 € da apporre sull'atto al momento dell'autentica della firma.

Primo libretto: la carta di circolazione

Uno degli elementi da controllare con attenzione è il numero di telaio, questa informazione la trovate sul libretto di circolazione della vettura (lettera E) e nel vano del motore o sulla portiera. Potete fare una ricerca per modello e anno online e trovare le indicazioni su dove trovare il riferimento che state cercando. Dovrete controllare che i numeri riportati sul documento di circolazione corrispondano a quelli sull’auto.

Il numero di telaio è riportato anche sul certificato di proprietà che dal 2015 è possibile richiedere anche in formato digitale. Il Certificato di proprietà digitale è uno strumento di recente istituzione che si può rivelare un vostro alleato anti truffe. Non si tratta di altro che del tradizionale certificato di proprietà del veicolo digitalizzato, in questa versione però è più difficile che lo possiate smarrire o che vi venga sottotratto. Facendo richiesta all’ACI otterrete un codice d’accesso che vi consentirà l’accesso al vostro Certificato tramite smartphone, pc o tablet con lettura del QR code presente sulla ricevuta, oppure con i dati account potrete consultarlo direttamente dal sito riportato sulla ricevuta.

Se rispetto a quando è stato registrato il certificato sono intervenuti dei cambiamenti, ad esempio rispetto alle pendenze giuridiche legate all’auto, il sito ve lo segnalerà.

Il libretto d’uso

Il libretto d’uso e manutenzione dell’auto insieme ai tagliandi della vettura sono come la cartella clinica dell’automobile. Nel primo documento sono contenuti tutti i dati sugli interventi subiti negli anni dal veicolo. Mentre i tagliandi garantiscono un controllo e una manutenzione costante negli anni e dato molto interessante si potrà fare una stima dei chilometri percorsi dalla vettura. Viste le truffe sui chilometri registrate nel campo delle auto usate non si tratta di un fattore secondario.

Chiavi e antifurto

I recenti sistemi di antifurto possono creare dei problemi se non si procede correttamente nei passaggi di proprietà. I nuovi modelli di auto hanno degli antifurto integrati nelle chiavi o nel pannello di avvio della macchina. Per questo viene raccomandato che al momento della vendita/acquisto di un’auto usata che monti questi allarmi ci si assicuri di:

  • consegnare tutte le chiavi – in caso di smarrimento in genere infatti è possibile creare un duplicato solo dalla chiave principale oppure si deve chiedere una copia alla casa produttrice ma è indispensabile avere una copia provvisoria;

  • fornire eventuali tessere coi codici di attivazione o di disattivazione delle apparecchiature.

Accertamento meccanico e visivo

Non affidatevi solo al vostro istinto, alle letture fatte online e ai consigli di conoscenti e amici. Portate con voi il meccanico di fiducia e fategli valutare il veicolo.

Se per alcune operazioni base di controllo potete infatti affidarvi alle vostre capacità e non servono grandi competenze: bozzi su portiere e parafango o la presenza di graffi o ruggine. Per altre o siete degli esperti o difficilmente vi accorgerete di qualche imperfezione che potrebbe implicare un cattivo acquisto. Ad esempio, sarà necessario controllare l’olio o il refrigerante. O ancora rendersi conto se la cinghia di trasmissione è integra e se ci sono perdite di liquidi (olio o altri).

Molto importante può rivelarsi il giro di prova su strada per capire se ci sono magari freni usurati, oppure se l’auto magari tira da un lato e ha problemi di convergenza.

Il prezzo è giusto?

Le quotazioni delle auto usate si trovano facilmente su Internet o consultando una rivista di settore. Ad incidere sul prezzo sono sicuramente la marca e il modello, ma ancora di più l’anno di immatricolazione, i chilometri percorsi e le condizioni in cui è tenuto il veicolo. Ci sono poi da considerare gli optionals rispetto ai modelli di serie.

Le quotazioni riportare da Quattroruote e simili infatti tengono conto di un’auto con una meccanica e dei componenti elettrici ed elettronici perfettamente funzionanti. È una valutazione di un veicolo ideale insomma, uno che sia stato revisionato con una certa regolarità e che abbia carrozzeria e interni in ottime condizioni.

Spie d’allarme: l'auto non in buone condizioni, come scovarla 

Euroconsumatori ha stilato un vademecum scaricabile con tutte le informazioni importanti da conoscere sia per effettuare una buona ricerca che per concludere un buon contratto d’acquisto. Ci sono tre tips che secondo quanto riportato in questa guida devono insospettire gli acquirenti che stiano valutando un’auto di seconda mano.

In primis, una verniciatura fresca su finestrini o maniglie. È un male perché potrebbe nascondere un recente incidente del veicolo che ha costretto a questa operazione last minute.

Altro elemento che dovrebbe mettervi in allarme o che dovrebbe spingervi a fare ulteriori controlli è la presenza nella parte frontale di piccole abrasioni. Non segni eccessivamente visibili, ma di quelli che possono essere provocati dal brecciolino o da sassolini magari in fuori pista o durante delle competizioni.

Infine, se nonostante le accortezze adottate dal venditore/concessionario nell’auto è rimasto quell’odore di fumo o di animali l’auto potrebbe non valere la spesa.

La consegna

Mentre tra privati non ci sono regole fisse, ovviamente si raccomanda all’acquirente di non firmare contratti non completi e sottoscriverli solo davanti al notaio o all’avvocato dopo aver letto il documento con attenzione. E quindi di farsi consegnare le chiavi al momento della stipula.

Nel caso della compravendita presso un concessionario ci sono alcune regole che il venditore dovrà rispettare. Euroconsumatori nel suo report sottolinea come la consegna dovrà avvenire entro i termini concordati e che in caso di ritardo l’acquirente dovrà inviare con una raccomandata A/R una diffida al venditore.

Se l’auto non sarà consegnata entro la data prevista l’utente potrà risolvere il contratto e ottenere indietro l’acconto eventualmente versato al momento della stipula del contratto. Se al contrario sarà l’acquirente a non rispettare i tempi e i modi di pagamento il venditore potrà non consegnare l’auto e tenersi la caparra.

Se tra acquirente e venditore dovessero nascere delle discussioni il tribunale a cui rivolgersi è quello a cui fa riferimento l’utente. In pratica se si acquista un’auto a Milano, ma il consumatore è di Torino sarà il Foro di Torino quello competente. Se vi viene proposto un contratto in cui è inserita una specifica clausola in base alla quale il foro competente è quello del venditore non firmate e denunciate. È una clausola vessatoria e chi la inserisce può essere multato. 

Assicurazione da stipulare

Una volta comprata la vettura usata, occorre stipulare un’assicurazione auto. Non conta niente la classe di merito (il fattore che più incide sulla tariffa) del vecchio proprietario, né il fatto che quella macchina abbia causato o subìto incidenti: a pesare è solo il nuovo titolare del mezzo.

Se il precedente proprietario aveva già sottoscritto una polizza, entro 7 giorni dalla stipula del contratto di compravendita, potrete chiedere la cessione di questa assicurazione. Ottenere la cessione della polizza potrebbe essere conveniente nell’immediato, ma a scadenza del contratto al momento del rinnovo vi troverete in una posizione tutt’altro che vantaggiosa. Con la cessione infatti l’assicurazione non rilascia l’attestato di rischio quindi l’anno successivo ripartirete dalla classe di merito più bassa la 14 che è quella più costosa.

Per conoscere quale sia la migliore Rc auto per la vettura di seconda mano che state acquistando usate il comparatore di SosTariffe.it e in pochi minuti otterrete un confronto delle migliori tariffe proposte dalle compagnie assicurative al momento.

 

 

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