Fermo amministrativo auto: come verificare e richiedere la cancellazione


Il fermo amministrativo è l’atto con il quale viene bloccato il bene di un soggetto debitore iscritto in pubblici registri, come per esempio un veicolo, con l’obiettivo di riscuotere i crediti che non sono stati pagati, che possono avere natura differente.

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Può infatti trattarsi di tributi, come l’IVA, l’IRPEF o il bollo auto, oppure di una multa legata a una violazione del Codice della Strada. Il fermo impedisce all’automobilista non solo di non poter utilizzare la sua vettura, ma gli nega anche la possibilità di venderla.

Ecco come si può verificare il fermo amministrativo auto e come funziona la sua cancellazione o l’eventuale sospensione.

Come funziona il fermo amministrativo

Il fermo amministrativo comporta l’iscrizione del provvedimento al Pubblico Registro Automobilistico (ovvero il PRA). Nell’ipotesi di fermo amministrativo auto, non sarà più possibile circolare, altrimenti si rischia di incorrere in una sanzione.

Il veicolo che è stato soggetto al fermo non potrà inoltre essere radiato dal PRA, quindi non sarà possibile né demolirlo né esportarlo. Nel caso in cui venisse venduto, invece, non potrà comunque circolare né essere cancellato dal PRA.

Come si verifica l’iscrizione di un fermo amministrativo

Per verificare se la propria auto è stata iscritta al PRA sarà possibile rivolgersi all’ufficio provinciale ACI oppure a un ufficio PRA: al costo di 6 euro sarà possibile ottenere una visura della targa del veicolo.

In alternativa:

  • si potrà accedere ai servizi online dell’ACI;

  • ci si potrà rivolgere a una delegazione ACI, oppure a un’agenzia di pratiche auto, che svolge consulenza automobilistica.

In questi casi, al prezzo previsto dalla legge si dovranno aggiungere gli eventuali altri costi che coprono il servizio di intermediazione. All’interno della visura saranno contenute tutte le informazioni giuridico-patrimoniali che riguardano la vettura.

Cancellazione del fermo amministrativo auto

Ai sensi del Decreto Legislativo n. 98 del 2017, i provvedimenti di revoca del fermo amministrativo che sono stati emessi dal 1° gennaio 2020 saranno comunicati telematicamente al Sistema Informativo del PRA dal Concessionario della Riscossione.

La cancellazione del fermo amministrativo avverrà dunque in modo automatico e il proprietario del veicolo in stato di fermo non dovrà più richiederne la cancellazione.

Diversa è, invece, l’ipotesi dei provvedimenti che sono stati emessi prima del 1° gennaio 2020, per i quali resta in vigore la vecchia normativa. Nella pratica sarà necessario da parte del contribuente procedere con l’inoltro della richiesta di cancellazione presso qualunque PRA, tramite l’invio di una PEC o di una mail.

Quanto costa la cancellazione del fermo

La cancellazione del fermo amministrativo auto comporta un costo di 32 euro relativi all’imposta di bollo da applicare sula richiesta.

La cancellazione:

  • non dovrà essere presentata al CdP/CDPD:

  • non produrrà l’emissione di un nuovo Certificato di Proprietà Digitale (CDPD).

Per ottenerne uno aggiornato si dovrà richiedere il duplicato del Certificato di Proprietà.

La sospensione del fermo amministrativo

Oltre alla cancellazione, la legge prevede anche che il fermo amministrativo possa essere sospeso. Anche in questo caso, la procedura cambia a seconda che il provvedimento di sospensione sia stato emesso prima o dopo il 1° gennaio 2020.

I provvedimenti che sono stati emessi dopo il 1° gennaio 2020 non prevedono il pagamento dell’imposta di bollo ma vengono notificati direttamente al PRA dal Concessionario/Agente di Riscossione, per via telematica. In più, anche in questo caso l’annotazione della sospensione non dovrà più essere richiesta dal cittadino.

Allo stesso modo, i provvedimenti che sono stati emessi prima del 1° gennaio 2020 prevedono che l’annotazione della sospensione del fermo venga richiesta al PRA tramite mail o PEC, che dovrà essere inviata dal contribuente. Si dovranno dunque pagare 32 euro per l’imposta di bollo.

La sospensione del fermo amministrativo può avvenire nel caso in cui il contribuente debitore sia riuscito ad ottenere la rateizzazione del suo debito, ma comunque dopo aver sostenuto il pagamento della prima rata. Il fermo potrà essere, invece, cancellato solo dopo aver completato il pagamento di tutte le rate.

Nell’ipotesi in cui si dovesse inviare la domanda di sospensione, si dovrà dunque allegare la copia del pagamento della prima rata, oltre che tutti i dati anagrafici e le informazioni che riguardano il veicolo.

Casi particolari in cui si verifica la cancellazione

Possono verificarsi alcune situazioni particolari nelle quali si può procedere con la cancellazione del fermo amministrativo auto: si tratta, per esempio, del caso in cui il fermo sia stata iscritto in modo erroneo a causa di una somma che è stata attribuita al contribuente in modo indebito.

In tale ipotesi è il concessionario della riscossione che richiede al PRA la cancellazione del fermo, che avviene in modo gratuito.

Un altro caso è quello relativo alla vendita, avvenuta prima dell’iscrizione del fermo del veicolo: anche in questo caso sarebbe prevista la cancellazione gratuita del fermo amministrativo, con la possibilità da parte di chi ha acquistato il veicolo di poterne disporre in modo illimitato.

Lo stesso non si verifica nel caso in cui la vendita sia avvenuto dopo l’iscrizione al registro.

È possibile la cancellazione del fermo sui veicoli strumentali?

Il termine veicoli strumentali indica quelli che sono necessari allo svolgimento della libera professione o dell’attività d’impresa del contribuente. Entro 30 giorni di tempo sarà possibile dimostrare che la propria auto ha una funzione strumentale e, di conseguenza, si potrà anche ottenere l’eventuale cancellazione del fermo.

Come fare ricorso

Il ricorso contro il fermo amministrativo auto potrà svolgersi secondo modalità differenti. Nello specifico:

  • ci si potrà rivolgere al giudice tributario nelle ipotesi in cui i debiti contratti riguardino tasse, imposte o tributi;

  • si potrà invece fare ricorso al giudice ordinario per le sanzioni legate alle infrazioni del Codice della Strada, oppure nel caso di debiti INPS.

In merito ai tempi di prescrizione del fermo, non è previsto un limite temporale: la durata, e dunque la cancellazione, sono in sostanza legate alla risoluzione dei propri debiti, che rappresenta l’eliminazione del motivo che ha generato il fermo.

La procedura di applicazione del fermo amministrativo

Abbiamo detto che il fermo amministrativo viene applicato nel momento in cui si ha un debito non saldato nei confronti dell’erario. Il primo passaggio consiste nell’invio di una cartella esattoriale da parte dell’ente che si occupa della riscossione.

A partire dalla notifica della cartella esattoriale, il soggetto creditore avrà a sua disposizione 2 mesi di tempo per provvedere al pagamento del suo debito. Viene anche concessa la possibilità di richiedere:

  • la rateizzazione dell’importo dovuto;

  • la sospensione o la cancellazione del provvedimento, nei casi in cui è possibile procedere facendo ricorso.

In assenza di un’opposizione da parte del debitore e in caso di mancato pagamento, l’Agenzia dell’Entrata procederà con quanto previsto dalla legge.

Nell’ipotesi in cui il debito dovesse avere un valore inferiore ai 1.000 euro, allora si avranno a propria disposizione ben 4 mesi di tempo per tentare una conciliazione. Al termine dei 120 giorni partiranno le azioni esecutive da parte dell’Agenzia delle Entrate e si calcolerà a quanto ammonta di preciso il debito da pagare.

Cosa succede prima del fermo effettivo

Giunti in questa fase della procedura l’Agenzia delle Entrate invierà al contribuente la comunicazione relativa al fermo del suo veicolo. A quest’ultimo viene dato un mese di tempo per pagare i suoi debiti.

Trascorso questo periodo, si procede con il fermo effettivo dei veicoli che sono intestati al debitore, che viene dunque iscritto al PRA. Nell’ipotesi in cui il debito insolvente fosse superiore ai 120.000 euro è anche possibile procedere con l’iscrizione di un’ipoteca sull’abitazione del debitore.

In tale ipotesi, il fermo sarà applicato a tutti i veicoli in suo possesso: il contribuente avrà comunque 30 giorni di tempo per dimostrare che l’automobile gli serva per poter svolgere la propria attività lavorativa.

Qualora il contribuente non dovesse ricevere alcuna notifica dall’Agenzia delle Entrate, il fermo non sarebbe legittimo. La notifica di pagamento dovrà contenere sia l’anno nel quale è stato contratto il debito, sia la cifra da pagare e la natura del debito.

Come si può evitare il fermo amministrativo

Quali sono i casi previsti dalla legge che permettono di evitare il fermo del proprio veicolo? Esiste una possibilità legata al fatto che il veicolo sia cointestato a un’altra persona, che potrà essere sia un congiunto o un familiare, sia un amico.

In questa evenienza, il fermo non sarebbe possibile in quanto illegittimo poiché il cointestatario avrebbe comunque il diritto di circolare liberamente con la vettura in questione. Questo può verificarsi, per esempio, in caso di mancato pagamento del bollo auto.

Un altro caso è rappresentato dall’ipotesi in cui il mezzo debba essere utilizzato necessariamente per motivi di lavoro: si dice che il mezzo sia strumentale alla professione, la quale non potrebbe essere svolta con l’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico.

Sanzioni previste in caso di circolazione in stato di fermo

Qualora si dovesse violare il divieto di circolazione previsto dal fermo amministrativo auto si andrebbe incontro ad alcune sanzioni amministrative. Nello specifico, si tratta di una multa che va da un minimo di 714 euro a un massimo di 2.859 euro. Il mezzo potrebbe, inoltre, essere confiscato.

Se il contribuente non dovesse saldare il debito che ha portato al fermo amministrativo, il concessionario alla riscossione avrebbe anche il diritto di procedere con la vendita del veicolo.

Per i debiti di importo compreso tra gli 800 e i 2.000 euro si verifica, in genere, il fermo amministrativo si una sola vettura, mentre:

  • per i debiti compresi tra i 2.000 e i 10.000 euro è possibile agire su un totale di 10 vetture;

  • per i debiti che superano i 10.000 euro, invece, il fermo viene applicato all’intero parco auto del contribuente.

Sanzioni previste per mancata assicurazione

Un altro caso, che può verificarsi con una certa frequenza, soprattutto da quando le assicurazioni Rc auto non si rinnovano più in automatico in quanto è stata eliminata la clausola del tacito rinnovo, è legato alla guida di un veicolo con assicurazione scaduta.

La legge prevede che tutti i veicoli iscritti al Pubblico Registro Automobilistico devono essere assicurati, in modo tale di poter disporre di una copertura in caso di incidenti con danni provocati a sé, a soggetti terzi o a mezzi altrui.

Una volta superato il cosiddetto periodo di tolleranza, che prevede di poter circolare entro 15 giorni dalla scadenza della propria polizza Rc auto, sono previste delle sanzioni, la cui gravità è variabile.

Prima di tutto, chi circola con una macchina senza assicurazione rischia di pagare una multa il cui importo va da un minimo di 849 a un massimo di 3.396 euro. Nel caso in cui la multa venga pagata entro 15 giorni di tempo o sia prevista la demolizione del veicolo in seguito alla violazione commessa, è prevista una riduzione dell’importo da pagare.

In situazioni di recidiva, ovvero se la stessa infrazione sia commessa più di una volta nel corso di un biennio, è prevista invece:

  • la sospensione della patente;

  • una multa che va da un minimo di 1.698 euro a un massimo di 6.792 euro.

La guida senza assicurazione Rc auto o con assicurazione scaduta può comportare anche la decurtazione dei punti della patente di 5 punti, il sequestro del veicolo, che sarà “custodito” in un luogo indicato dalle Forze dell’Ordine, o addirittura la sua confisca.

L’auto potrebbe addirittura diventare di proprietà dello stato per il perdurare della morosità o per la mancata regolarizzazione della propria posizione assicurativa.

Per procedere con la scelta di una nuova polizza Rc autos che risulti più conveniente rispetto a quella scaduta o in scadenza, si consiglia di utilizzare il comparatore di polizze auto di SOStariffe.it, strumento gratuito e di utilizzo immediato.

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