Bollo auto scaduto: verifica, sanzioni e rischi


Il bollo auto è una tassa regionale sulla proprietà della vettura: chi è proprietario della macchina versa una quota annuale. Questa tassa automobilistica è gestita dalle Regioni e dalle Province Autonome di Bolzano e Trento.

Fanno eccezione le Regioni Friuli-Venezia Giulia, Sardegna e, fino all’anno 2015, Sicilia per le quali la tassa è gestita dall’Agenzia delle Entrate.

Chi deve pagare

Per la precisione, sono tenuti al pagamento della tassa automobilistica coloro che, alla scadenza del termine utile per il versamento, risultano essere proprietari del veicolo al Pubblico Registro Automobilistico (PRA).

Attenzione però: in caso di veicolo con contratto di leasing, usufrutto o acquisto con patto di riservato dominio, deve pagare il bollo auto i soggetti che, alla scadenza del termine utile per il versamento, risultano essere rispettivamente utilizzatori, usufruttuari, acquirenti con patto di riservato dominio del veicolo.

Dove si vede chi è proprietario

L’archivio chiave è il PRA: Pubblico Registro Automobilistico. È l’ACI (Automobile Club d'Italia) a gestirlo. Nel PRA sono effettuate le iscrizioni, le trascrizioni e le annotazioni relative agli autoveicoli, ai motoveicoli e ai rimorchi, in quanto "beni mobili registrati" secondo le norme previste dal codice civile.

Essendo il PRA un Registro Pubblico, chiunque abbia interesse può richiedere ed ottenere i dati e le informazioni relative a qualsiasi veicolo iscritto sulla base della indicazione del numero di targa.

Oggi è possibile ottenere tali informazioni anche online, effettuando, sempre sul web, il pagamento degli importi dovuti.

Ma perché c’è il PRA?

Il Pubblico Registro Automobilistico nasce nel 1927 per eliminare incertezze e conflitti inerenti alla proprietà dei veicoli e al fine di rafforzare le posizioni giuridiche di chi vanta diritti reali di garanzia su un veicolo, così passa da un regime di bene mobile comune, dove il "possesso vale titolo", al regime di bene mobile registrato.

  • Il PRA è anche utilizzato come banca dati per la riscossione delle tasse automobilistiche, il cosiddetto bollo auto.

  • L'archivio del PRA è organizzato secondo una "base reale", secondo cui "ogni autoveicolo viene iscritto nel foglio del PRA che porta il numero progressivo corrispondente a quella della licenza di circolazione". Di conseguenza, tutte le richieste devono essere formulate con riferimento alla targa del veicolo.

  • Il PRA è organizzato su base provinciale, e nel PRA di ogni Provincia devono essere iscritti tutti gli autoveicoli dei residenti in quella provincia e sempre nello stesso PRA anche le formalità successive, purché richieste da residenti della stessa Provincia.

In caso di passaggio di proprietà a favore di un residente di un'altra Provincia, si trasferirà la competenza in quest'ultima, dove poi andranno richieste tutte le formalità successive.

Verifica del bollo auto: Agenzia delle Entrate

Per effettuare il controllo del bollo auto, si può andare nel sito dell’Agenzia delle Entrate.

  • Questo servizio permette di controllare i versamenti delle tasse automobilistiche effettuati presso gli intermediari abilitati (tabaccherie, agenzie di pratiche auto, Poste e ACI) e trasmessi all'Agenzia delle Entrate da parte degli intermediari stessi.

  • Il servizio è disponibile per i pagamenti effettuati a beneficio delle Regioni per le quali la tassa automobilistica è gestita dall'Agenzia delle Entrate (Friuli-Venezia Giulia e Sardegna). Il servizio è inoltre disponibile per le Regioni Marche, Sicilia e Valle d'Aosta. È in funzione dal lunedì alla domenica dalle ore 7 alle ore 24.

  • Ci sono i menu a tendina che aiutano. Si inserisce la Regione beneficiaria, poi la categoria del veicolo e la targa del mezzo. Infine, l’anno di pagamento e un codice affinché il sito capisca che il consumatore non è un robot.

Controllo del bollo auto: ACI a distanza

Sul sito dell’ACI, vengono indicati i recapiti per l'assistenza diretta ai cittadini residenti nelle Regioni e nelle Province autonome convenzionate. È attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18.

Ci sono un numero a pagamento e un indirizzo e-mail. Per le chiamate sia da rete fissa sia da rete mobile, il costo della tariffa varia a seconda del gestore telefonico del chiamante e delle condizioni economiche praticate al momento.

Enti non convenzionati

I cittadini residenti nelle regioni non convenzionate con ACI per la gestione delle tasse automobilistiche, possono avvalersi della consulenza generale offerta in materia dagli sportelli Ufficio relazioni per il pubblico delle Unità territoriali ACI.

Controllo bollo auto: nelle agenzie

I bolli auto si possono controllare anche:

  • nelle tabaccherie,
  • tramite ACI Bollonet,
  • servizio online disponibile sul sito ACI,
  • negli uffici ACI provinciali e nelle agenzie di pratiche auto.

Come ricorda Sermetra (rete di agenzie di pratiche auto), il bollo può essere pagato utilizzando molti canali (banca, tabaccai, poste, internet), ma il modo più sicuro è sempre quello di recarsi presso le agenzie di pratiche auto che sono collegate con gli archivi regionali.

Stesso discorso per il controllo dei bolli arretrati. Anche per sapere la scadenza del bollo, basta andare in un’agenzia di pratiche auto abilitata alla riscossione. Tramite il collegamento con gli archivi regionale e nazionale, l’agenzia può risalire alla corretta scadenza.

Bollo auto scaduto: sanzioni

Se il bollo auto è scaduto e viene pagato successivamente al termine previsto, il consumatore deve pagare sia la tassa sia le sanzioni e gli interessi che saranno calcolati in base ai giorni di ritardo. È il ravvedimento operoso.

  • Per il versamento effettuato tra il quindicesimo e il trentesimo giorno successivo alla scadenza del termine previsto per il pagamento, si applica una sanzione pari al 1,5% della tassa originaria. Più gli interessi legali giornalieri calcolati sugli effettivi giorni di ritardo la cui percentuale annua è pari allo 0,3%.

  • Per il versamento effettuato dopo il trentesimo giorno di ritardo, ma non oltre i 90 giorni, si applica una sanzione pari al 1,67% della tassa originaria, oltre gli interessi legali giornalieri calcolati sugli effettivi giorni di ritardo la cui percentuale annua è pari allo 0,3%.

  • Per il versamento effettuato dopo il novantesimo giorno di ritardo ma entro un anno, si applica una sanzione pari al 3,75% della tassa originaria, oltre gli interessi legali giornalieri calcolati sugli effettivi giorni di ritardo la cui percentuale annua è pari allo 0,3%.

  • Per il versamento effettuato oltre un anno di ritardo, si applica una sanzione pari al 30% della tassa originaria più gli interessi pari all’1% fisso per ogni semestre maturato di ritardo.

Che cos’è il ravvedimento operoso veloce

È stato introdotto un altro tipo di ravvedimento operoso cosiddetto “veloce”.

C’è una sanzione ulteriormente ridotta, pari allo 0,1% per ogni giorno di ritardo, se il versamento viene regolarizzato entro 14 giorni dalla scadenza del termine utile per il pagamento, più gli interessi legali giornalieri.

Quali rischi per chi non paga

Chi non ha pagato il bollo, riceverà entro tre anni dalla scadenza un avviso dalla propria Regione. In genere, il meccanismo è il seguente.

  • I contribuenti che non risultano in regola con il pagamento della tassa automobilistica per un certo anno riceveranno un “avviso di mancato pagamento”. Si tratta di una comunicazione informale con la quale l’interessato viene messo a conoscenza di una presunta irregolarità, con l’obiettivo di consentirgli di regolarizzare la propria posizione con i minori oneri possibili o, nel caso in cui il pagamento sia stato effettuato, di ottenere la sua collaborazione per la rettifica dei dati in possesso della Regione.

  • La Regione si appoggia all’Agenzia delle Entrate (una volta a Equitalia). Questa invia una cartella esattoriale a casa del proprietario della macchina.

  • Il titolare del mezzo ha la possibilità di pagare il dovuto: tutto e subito; oppure a rate.

  • Se non paga, l’Agenzia delle Entrate può mettere in campo misure coercitive. Arriva a casa del titolare dell’auto l’avviso di fermo amministrativo: la vettura non potrà circolare se il debito non verrà saldato. Poi si passa al fermo amministrativo vero e proprio: le ganasce fiscali.

Fermo amministrativo: che cos’è

Il fermo amministrativo è un atto con il quale le amministrazioni o gli enti competenti (Comuni, INPS, Regioni, Stato ecc.), tramite i concessionari della riscossione, "bloccano" un bene mobile del debitore iscritto in pubblici registri (come le auto). Eccone i punti principali.

  • Obiettivo della ganasce fiscali: riscuotere i crediti non pagati che possono riferirsi a tributi o tasse: vedi il bollo auto o le multe relative a infrazioni al Codice della Strada.

Come ricorda l’ACI, in caso di mancato pagamento della cartella esattoriale nei termini di legge, il concessionario della riscossione può disporre il fermo dei veicoli intestati al debitore, tramite iscrizione del provvedimento di fermo amministrativo nel Pubblico Registro Automobilistico (PRA).

  • A seguito dell'iscrizione del fermo la disponibilità del veicolo è limitata fino a quando il debitore non saldi il proprio debito e provveda a cancellarne l'iscrizione dal PRA. Il veicolo non può circolare né essere radiato dal PRA.

Ganasce fiscali da bollo auto: come eliminarle

Per la cancellazione del fermo amministrativo, occorre presentare a un qualsiasi ufficio provinciale del Pubblico Registro Automobilistico (PRA):

  • il provvedimento di revoca in originale (rilasciato dal concessionario della riscossione dopo aver saldato il debito per il quale il fermo è stato iscritto) contenente i dati del veicolo, del debitore e l'importo del credito di cui si chiede la cancellazione;

  • il certificato di proprietà (CdP) o il Certificato di Proprietà Digitale (CDPD), sul cui retro compilare la nota di richiesta, o il foglio complementare;

  • il modello NP-3 (se non si utilizza il CdP o il CDPD come nota di richiesta)

Quanto costa cancellare il fermo

Gli importi da versare al PRA per la cancellazione sono i seguenti:

  • imposta di bollo di 32 euro (se si utilizza il retro del CdP o il CDPD come nota di richiesta),
  • 48 euro: se si utilizza il modello NP-3 come nota di richiesta. 

A seguito dell'esito positivo della richiesta, viene cancellato il fermo amministrativo e viene rilasciato il nuovo Certificato di Proprietà Digitale (CDPD).

Ganasce per errore: il bollo era stato pagato

Se il fermo amministrativo è stato iscritto erroneamente, perché basato su una somma non dovuta dal contribuente (bollo auto pagato regolarmente), il concessionario della riscossione provvede a richiedere al PRA la cancellazione gratuita dell'iscrizione del fermo.

Prima la vendita, poi le ganasce

Se il veicolo è stato venduto con atto di data certa anteriore all'iscrizione del fermo (da bollo auto o da altro), dopo aver trascritto il passaggio di proprietà al PRA, il concessionario della riscossione, a seguito di comunicazione da parte dell'ACI, provvederà a cancellare gratuitamente il fermo amministrativo dagli archivi del PRA. Il veicolo non è quindi soggetto ad alcuna limitazione della disponibilità.

Bollo auto non pagato: paura del fermo

Come verificare se è stato iscritto un fermo amministrativo per non aver pagato un bollo?

  • È possibile richiedere una visura della targa del veicolo all'ufficio provinciale ACI (PRA), al costo di Euro 6,00 o tramite il servizio online, o a una delegazione ACI o ad uno studio di consulenza automobilistica (agenzia pratiche auto).

  • Se ci si rivolge a una delegazione ACI o a uno studio di consulenza automobilistica (agenzia pratiche auto), oltre ai costi previsti per legge, vanno aggiunti i costi per il servizio di intermediazione offerto in regime di libero mercato. La visura riporta tutte le informazioni giuridico-patrimoniali relative al veicolo, risultanti in quel momento.

Bollo auto: pagamento sbagliato

In caso di pagamento con importo inferiore al dovuto, è sufficiente eseguire un versamento integrativo con le modalità ordinarie.

Il sistema calcolerà automaticamente la somma residua ed eventuali interessi e sanzioni. In caso di errore nell'indicazione della targa, del codice fiscale, della scadenza o della Regione di competenza, è possibile, entro la stessa giornata in cui è stato effettuato il pagamento, ottenere l’annullamento dell’operazione, con contestuale restituzione della somma versata rivolgendosi allo stesso punto di riscossione (purché si tratti di Tabaccaio Lottomatica o Agenzia di pratiche automobilistiche autorizzata).

Rimborso del bollo

Il contribuente può richiedere il rimborso totale o parziale della tassa versata, qualora si sia verificata una delle seguenti situazioni.

  • Pagamento doppio: il versamento è stato effettuato due volte per lo stesso veicolo e per il medesimo periodo di imposta.

  • Pagamento versato superiore all'importo dovuto (in base agli elementi fiscali del veicolo e al periodo di riferimento per il quale è stata corrisposta la tassa automobilistica).

  • Pagamento non dovuto: la tassa non doveva essere corrisposta in caso di intervenuta esenzione a favore di soggetti portatori di handicap o di familiari di cui il disabile sia fiscalmente a carico.

  • Pagamento effettuato a favore di Regione diversa da quella di residenza, nel caso in cui sia stato effettuato anche il versamento corretto.

  • Pagamento con errata indicazione della scadenza, nel caso in cui sia stato effettuato anche il versamento corretto.

Il secondo obbligo: Rc auto

Oltre a pagare il bollo, il proprietario della macchina deve stipulare un’assicurazione auto  è la Rca obbligatoria per legge, che protegge sia il titolare sia chi viene eventualmente danneggiato dal veicolo assicurato. Le Forze dell’ordine controllano solo la Rca, e non il bollo. Possono multare chi viaggia senza polizza, ma non verificare il regolare pagamento della tassa di proprietà.

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