Voltura luce e gas: costi, come si fa, tempistiche


Con la voltura – a differenza dall’apertura di una nuova utenza o del subentro – si richiede il cambio di intestatario per un’utenza di gas o energia elettrica ancora attiva.

Si tratta di una fattispecie molto comune durante i traslochi, quando la casa in cui ci si trasferisce è stata lasciata da poco dai precedenti inquilini.

Non si tratta però di un’operazione sempre facile, soprattutto per chi non è pratico: ecco quindi una serie di indicazioni per districarsi tra i vari obblighi burocratici per non avere poi brutte sorprese.

La differenza tra voltura e subentro

Per prima cosa è necessario distinguere con chiarezza ciò che viene definito “voltura” dal “subentro”.

La voltura si effettua solo quando sia il contratto di fornitura sia il contatore sono attivi, e quindi è necessario cambiare soltanto l’intestatario.

Il subentro, invece, viene fatto quando il contatore c’è ma è chiuso perché il contratto precedente è stato cessato, e quindi bisogna riattivare contatore e fornitura.

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Quanto costa fare la voltura

L’operazione di voltura ha dei costi, molti dei quali fissi. Qui la differenza più grande deriva dalla tipologia di contratto in essere, sia per il gas che per l’energia elettrica: maggior tutela (con costi fissati rigorosamente dall’autorità) e mercato libero.

La maggior tutela è il regime in cui si trova chi non ha mai cambiato il proprio fornitore di energia elettrica o di gas, ed è destinato a durare ancora poco più di un anno, visto che dal 2020 sarà obbligatorio passare al mercato libero, ovvero il regime di libera concorrenza tra i vari operatori.

Per quanto riguarda la voltura luce, in regime di maggior tutela si pagano circa 77 euro per portare a termine la pratica, risultanti dalla somma tra gli oneri amministrativi (26,13 euro + IVA), il contributo fisso (23 euro + IVA) e l’imposta di bollo (16 euro).

Può essere necessario, però, pagare qualcosa di più se il fornitore richiede un deposito cauzionale. Altri aumenti rispetto alla cifra qui indicata possono venire dalla richiesta contestuale, insieme alla voltura, dell’aumento della potenza contrattuale.

Per chi effettua una voltura per l’energia elettrica in regime di mercato libero, invece, rimangono immutate le quote degli oneri amministrativi ed eventualmente l’imposta di bollo, ma è richiesta anche una quota di servizio a discrezione del fornitore.

Infine, nell’ambito del gas – sia maggior tutela che mercato libero – vista la natura fortemente territoriale di questa fornitura e della sua distribuzione, è impossibile fare un discorso generico: le condizioni infatti variano sia per la zona che da un fornitore all’altro (per conoscerle è necessario vedere che cosa c’è scritto nel contratto).

I tempi per la voltura

I tempi della voltura sono abbastanza brevi: una volta effettuata presso il fornitore la richiesta del cambio intestatario per la luce e del gas – ovviamente completa di tutti i dati necessari, e su questo torneremo più avanti – il fornitore stesso ha 2 giorni lavorativi per effettuare tutte le comunicazioni necessarie per registrare l’attivazione presso il distributore; poi ci vorranno altri 2 giorni per registrare la voltura, per un totale di 4 giorni lavorativi dal momento della richiesta (i tempi per il subentro invece sono più lunghi, fino a 7 lavorativi per la luce e 12 lavorativi per quanto riguarda il gas).

L’Autorità, inoltre, vigila che le società coinvolte non impieghino più del dovuto per portare a termine la pratica. Ci sono infatti dei risarcimenti automatici previsti per i ritardi, nella misura di 35 euro se l’attivazione viene effettuata entro il doppio del tempo previsto, di 70 euro se l’attivazione viene effettuata entro il triplo del tempo previsto e di 105 euro oltre il triplo del tempo previsto, almeno per quanto riguarda l’energia elettrica; per il gas il rimborso automatico è di 30 euro qualora la fornitura venga attivata oltre il tempo previsto.

Buona parte degli attuali operatori nell’ambito dell’energia elettrica e del gas offrono la possibilità di seguire l’andamento della pratica direttamente online, accedendo all’area riservata con i dati di login forniti dalla società al momento della stipula del contratto; in alternativa sovente ci sono numeri verdi da chiamare nel caso in cui l’attivazione tardi e si voglia essere ragguagliati sulla situazione.

Come effettuare la voltura

Per effettuare la voltura per prima cosa bisogna contattare la società che gestisce la fornitura (quasi sempre sono numeri verdi gratuiti, almeno da fisso).

I dati che vengono richiesti sono quasi sempre gli stessi:

  • dati personali: carta d’identità o altro documento d’identità dell’intestatario del nuovo contratto, recapito telefonico e mail, indirizzo della casa dove viene attivata la nuova fornitura;

  • codice della fornitura: sono il POD per la luce e il PDR per il gas. Si possono trovare comodamente sulla bolletta del precedente inquilino;

  • l’autolettura del contatore;

  • la potenza impegnata (per quanto riguarda i contratti per l’energia elettrica) ed eventualmente, sempre per i contratti luce, l’autocertificazione di residenza anagrafica, visto che com’è noto le forniture per la prima casa hanno diritto a tariffe agevolate;

  • le coordinate bancarie per chi richiede il pagamento tramite addebito diretto;

  • in caso di cambio uso, bisogna restituire compilato anche il modulo attestante la regolarità urbanistica dell’immobile.

Non è richiesto invece alcun tipo di adempimento all’inquilino precedente, che si limiterà a ricevere dal venditore una comunicazione che lo informerà dell’avvenuta cessazione del suo vecchio contratto.

Volture con accollo e senza accollo

Le volture possono essere di due tipi: con accollo e senza accollo. Nel primo caso, il nuovi richiedente conserva le stesse condizioni contrattuali ed economiche del contratto stipulato dal precedente intestatario, un po’ come se si trattasse di una successione nella posizione contrattuale. In questo modo il successore si prende carico anche degli eventuali debiti e oneri dell’intestatario precedente, come le bollette non pagate e ancora da saldare.

Nella voltura senza accollo, invece, si stipula un vero e proprio nuovo contratto con condizioni contrattuali nuove, e non si devono pagare né debiti né oneri dell’intestatario precedente.

A differenza della voltura con accollo, però, che non richiede costi per il trasferimento e può essere scelta solo nei casi di successione ereditaria, separazione, divorzio, acquisizione, fusione e modifica dell’intestazione societaria, la voltura senza accollo richiede il pagamento delle cifre citate più sopra.

La voltura con accollo e quella senza accollo hanno tempi diversi: quella senza accollo è attiva da quanto vengono consegnati i documenti e il fornitore registra la correttezza della pratica, mentre quella con accollo è attiva dal primo giorno del mese successivo a quello in cui si consegnano i documenti necessari a effettuare la richiesta di voltura.

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