Guida risparmio energetico: come ridurre i consumi in casa


Tutti parlano di risparmio energetico, me che cosa significa davvero? Questo termine fa riferimento a un sistema di metodi e tecnologie la cui adozione è finalizzata alla riduzione del consumo di energia. Il contesto di utilizzo può essere sia quello domestico, sia quello di produzione industriale.

tariffe luce e gas a confronto

Se parliamo di risparmio energetico per ridurre i consumi in casa, è bene porre il focus sull’individuazione e l’analisi delle modalità di utilizzo dell’energia. L’obiettivo è quello di ridurre gli sprechi, ottimizzando i consumi energetici. È bene ricordare che il risparmio energetico non è dovuto solo a misure che toccano l’utilizzo dell’elettricità, bensì riguarda ogni fonte, tra cui l’acqua e il gas.

Risparmio energetico: vantaggi

Lavorare in direzione di un maggiore grado di risparmio energetico del proprio contesto domestico consente di ottenere due importanti vantaggi. Da un lato, queste misure permettono di limitare la propria impronta energetica in ottica di sostenibilità ambientale. Allo stesso tempo, il risultato è quello di risparmiare notevolmente sul costo delle bollette.

1. Limitare l’impatto ambientale

Da decenni, in tutto il mondo, il termine risparmio energetico è diventato sinonimo di protezione degli ecosistemi e della sostenibilità della presenza degli esseri umani all’interno di essi. Grazie ad una nuova presa di coscienza globale, ogni singolo cittadino è invitato ad agire di conseguenza per limitare gli effetti disastrosi del cambiamento climatico, un insieme di fenomeni provocati dall’utilizzo immoderato delle risorse naturali.

Per questo motivo, uno dei più importanti vantaggi delle misure di risparmio energetico è quello di garantire maggiore sostenibilità ambientale, per se stessi e per il mondo da noi abitato. Nei limiti del possibile, è bene contribuire alla risoluzione di questi problemi adottando nuovi metodi e tecnologie a disposizione per il risparmio energetico in casa.

2. Migliorare il margine di risparmio economico

Ripensare ai propri consumi energetici consente di aumentare il margine potenziale di risparmio in casa per tutta la famiglia. La maggior parte delle abitazioni presente sul territorio italiano sono antecedenti al 1976, ovvero l’anno in cui fu pubblicata la prima legge in tema di risparmio energetico. Questa informazione implica che i sistemi presenti in queste costruzioni non sono solitamente in linea con le ultime possibilità offerte dalle nuove tecnologie presenti sul mercato oggi, impedendo così risparmi che sarebbero certamente significativi.

Oltre alle possibilità di riduzione del consumo energetico grazie a soluzioni più efficienti e sostenibili, che di conseguenza producono bollette decisamente più leggere, un’altra argomentazione a favore legata a questo secondo punto sono i vantaggi fiscali previsti a livello governativo. Si tratta per lo più di misure di sostegno e detrazione fiscale dedicate a coloro che decidono di adottare tecnologie per la maggiore efficienza energetica e puntano sull’adozione di energia verde. Nel dettagli, queste agevolazioni possono essere di due tipi:

  • detrazione di parte delle spese sostenute per i lavori dall’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef);

  • detrazione di una porzione dei costi necessari per l’intervento dall’imposta sul reddito delle società (Ires), ma in questo caso solo con riferimento ai fabbricati strumentali all’esercizio della propria attività.

Queste misure consentono un risparmio variabile sull’imposta relativa tra il 50% e l’85% rispetto alla spesa sostenuta per gli interventi coerenti.

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Risparmio energetico: come ridurre i consumi in casa

Ridurre i consumi domestici con l’obiettivo di aumentare il risparmio energetico presuppone una serie di azioni su più livelli. Vediamo quali sono le principali.

1. Analizzare la certificazione energetica

Il principale punto di partenza per verificare il consumo energetico domestico è recuperare e analizzare il documento di certificazione energetica. Si tratta di un’attestazione obbligatoria per tutti gli immobili oggetto di compravendita o di locazione.

Se state cercando la certificazione energetica di consumo domestico, potreste trovarvi davanti a documenti che riportano sigle diverse. Ecco le tra diverse opzioni con le relative descrizioni e significati:

  • Attestato di Prestazione Energetica (APE), che dimostra la prestazione energetica dell’unità considerata secondo le linee guida indicate dalla legge 90/2013. È obbligatorio in occasione della compravendita di un immobile, di affitto, pubblicazione di un annuncio, nuova costruzione, o ristrutturazione. La sua produzione è affidata ad una figura professionale specifica, l’Esperto Abilitato Indipendente o certificatore energetico. Una copia dell’APE deve essere consegnata anche alla Regione di riferimento.

  • Attestato di Certificazione Energetica (ACE), si tratta della vecchia versione dell’APE, prodotta prima dell’entrata in vigore della legge 90/2013. Se paragonato all’APE, questo documento include meno. Non sono ad esempio presenti i dati sulla differenza tra climatizzazione invernale ed estiva, il riscaldamento dell’acqua per servizi igienico sanitari, la ventilazione, la tipologia di illuminazione presente e l’installazione di impianti speciali necessari ad attività del settore terziario. Nonostante ciò, un ACE eseguito prima dell’entrata in vigore della legge del 2013 è considerato ancora valido ad eccezione che non siano trascorsi più di 10 anni dalla data di rilascio.

  • Attestato di Qualificazione Energetica (AQE), a cui è data la funzione di controllo rispetto a lavori di costruzione o ristrutturazione che stanno avvenendo per una specifica unità immobiliare. La principale differenza tra AQE e APE sta nel fatto che il primo è una proposta o una previsione rispetto al consumo energetico dell’edificio. Dunque, l’AQE ha la funzione di dare una sola indicazione temporanea e non riporta la classe energetica finale dell’immobile in questione. Differentemente dall’APE, l’AQE viene prodotta da un progettista o dall’incaricato dei lavori in corso. Una copia dell’AQE deve essere consegnata al Comune in cui è presente la casa.

2. Ripensare le proprie abitudini di consumo

Una volta verificato lo stato di consumo energetico casalingo e le potenzialità in termini di risparmio energetico, è bene anche ripensare le proprie abitudini di consumo. Grazie a questi primi due step, sarà possibile scegliere gli interventi prioritari da effettuare in casa.

Il principale sistema su cui è possibile applicare importanti misure importanti di risparmio è quello elettrico. Ecco alcuni degli elementi da valutare per ridurre i consumi elettrici in casa:

  • pannelli fotovoltaici, questi sistemi sfruttano la potenza del sole come fonte energetica per la produzione di elettricità, servendo al funzionamento degli elettrodomestici;

  • impianto solare termico, si tratta di un sistema costituito da pannelli simili ai pannelli fotovoltaici, ma che sono anche in grado di provvedere al riscaldamento dell’acqua domestica in sostituzione alla caldaia o scaldabagno;

  • lampadine LED, si tratta di una soluzione dedicata all’illuminazione domestica che consente un consumo energetico ridotto fino all’80% rispetto agli impianti tradizionali a incandescenza;

  • riscaldamento con pompe di calore, utile per riscaldare e rinfrescare la propria casa, la cui tecnologia è fortemente ecologica e ad alto risparmio.

3. Paragonare le offerte tariffe energetiche sul mercato

Oltre all’introduzione di nuovi sistemi di consumo energetico, valutate di cambiare la tariffa dell’azienda di fornitura luce e gas. Il modo migliore per farlo è effettuare una ricerca e comparazione di tutte le offerte attualmente presenti sul mercato.

In particolare, un servizio gratuito e affidabile è quello offerto da SOSTariffe.it. Per utilizzarlo, dalla Home Page del sito, cliccate alla voce “Luce e Gas” e, nella tendina in apertura, “Offerte Luce e Gas”. A questo punto, scegliete quale tra le due tariffe preferite consultare per prima. Ad esempio, selezionando il bottone “Luce”, dovrete aggiungere alcune informazioni utili per filtrare le offerte migliori per il vostro profilo. Si tratta di:

  • consumo domestico in kWh;

  • numero di persone in famiglia;

  • numero e tipologia di elettrodomestici utilizzati.

Una volta inseriti questi dettagli, potrete visualizzare una lista delle promozioni luce delle principali aziende di fornitura, tra cui Engie, Illumia, E.On, AGSM, Sorgenia, wekiwi, Edison e Eni.

Una volta effettuata la selezione delle tariffe che fanno al caso vostro, non dimenticate di leggere tutti i dettagli sulla Scheda di Confrontabilità, una veloce panoramica di tutte le caratteristiche essenziali della tariffa, sempre presente sulla pagina web dedicata della tariffa.

4. Ricercare promozioni speciali, incentivi fiscali e bonus

La ricerca di promozioni speciali, incentivi e bonus ad hoc per la soluzione risparmio energetico domestico che avete deciso di attivare è fondamentale per abbassare ulteriormente le spese in materia di consumo. Nel dettaglio, vi suggeriamo di:

  • valutare le promozioni delle aziende energetiche attivate nel corso di tutto l’anno, come le offerte “green” che utilizzano energia proveniente esclusivamente da fonti rinnovabili;

  • informarsi sugli incentivi e le agevolazioni fiscali.

Un esempio concreto sono gli ultimi incentivi per gli impianti solare termico.

Risparmio energetico: come scegliere migliore tariffa luce e gas

Abbiamo già parlato di come la scelta della giusta tariffa di fornitura luce e gas può servire per migliorare il grado di risparmio energetico e sulla bolletta finale. Se state valutando una nuova offerta, dovrete distinguere tra diverse tipologie di proposte:

  • la tariffa mono-oraria riguarda un prezzo dell’energia elettrica sempre uguale in ogni momento della giornata. È dunque l’opzione adatta nel caso in cui lavoriate a lungo da casa, avete una routine irregolare che vi richiede di passare lunghe ore in casa anche durante i giorni infrasettimanali, oppure è sempre presente un membro della famiglia che utilizza le forniture;

  • la tariffa a fasce orarie presuppone una differenza di costo a kWh dell’energia a seconda della fascia oraria in cui viene adoperata. Le fasce della giornata che consentono di consumare energia ad un costo più basso sono quelle delle ore mattutine oppure in tarda serata, nei giorni feriali. Si tratta dell’opzione ideale per le famiglie che si trovano in casa solo durante la mattina presto oppure alla sera, oltre che nel weekend.

  • la tariffa a prezzo fisso, che indica un contratto di fornitura il cui prezzo della materia prima energia elettrica è bloccato per la durata dell’offerta da voi sottoscritta. Si tratta di una scelta sicura che vi consente di evitare eventuali sorprese a fine mese che possono essere causate dalle fluttuazioni del mercato dell’energia;

  • la tariffa a prezzo variabile o indicizzato presuppone al contrario una tariffa in cui il costo dell’energia elettrica è variabile, in quanto segue le dinamiche del mercato della materia. Se si conoscono adeguatamente gli andamenti dei mercati, questa soluzione può rivelarsi molto conveniente.

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