Quanto costa all'anno un conto corrente bancario?

Aggiornato il: 11/01/2023
di Alessandro Voci
Pubblicato il: 11/01/2023

In 30 secondi

  • Un conto corrente bancario è la destinazione standard dei risparmi degli italiani, almeno per quanto riguarda gli accrediti di stipendio o pensione e la gestione di quella parte di patrimonio utilizzata per pagamenti e operazioni di tutti i giorni.
  • I costi del conto corrente bancario riguardano soprattutto il canone annuo, ma bisogna tenere conto anche dell’imposta di bollo e della tassazione sulle eventuali rendite finanziarie.
  • Per chi è in situazioni di difficoltà economica, c’è la possibilità di richiedere un conto base con funzionalità standard

Il conto corrente bancario è lo strumento standard per chi vuole al tempo stesso conservare il proprio patrimonio in un luogo sicuro e utilizzarlo per le più svariate operazioni, dal pagamento dei bonifici all’accredito dello stipendio, dal saldo delle utenze fino al trading online.

Negli ultimi anni, la grande rivoluzione in questo ambito è stata il progressivo passaggio ai conti correnti online, che consentono di gestire tutto con il PC o, ancor di più, con lo smartphone o con il tablet.

Una delle principali preoccupazioni riguardo al conto corrente è legata al loro costo, ma con un po’ di accortezza è possibile spendere ogni anno solo una manciata di euro, o addirittura nulla, per non parlare di chi ha diritto a conti gratuiti perché si trova in condizioni di difficoltà economica. Vediamo qui di seguito, quindi, quanto costa all’anno un conto corrente bancario.

I costi annui di un conto corrente

Naturalmente,  costo di un conto corrente bancario varia a seconda del tipo di conto e delle esigenze individuali. I costi possono variare da una banca all'altra e a volte possono essere anche compresi in un pacchetto di servizi. In generale, i conti correnti bancari possono avere costi di apertura (sempre più rari) e, molto più spesso, di, gestione annua, canoni mensili, commissioni per operazioni, costi per carte di credito e servizi aggiuntivi, come bonifici internazionali, bonifici online o servizi di consulenza. In più c’è da tenere conto, come vedremo, dell’imposta di bollo qualora la giacenza media del conto superi i 5.000 euro.

Ogni banca in Italia ha la sua strategia di gestione dei costi per il conto corrente: la maggioranza di questi strumenti oggi viene presentata a zero spese, anche se è difficile trovare un conto completamente gratuito, visto che per alcune operazioni, prima o poi, ci si trova a dover pagare qualcosa: ad esempio per un bonifico verso un Paese extraeuropeo o per un bonifico istantaneo, per i prelievi di contante presso sportelli di altre banche (o quelli sotto una certa cifra presso gli sportelli della banca che ospita il conto corrente), per le operazioni eseguite in filiale se si tratta di un conto soprattutto online (e viceversa), e così via.

In più, abbondano le promozioni per convincere i clienti ad aprire un conto corrente: alcune, ad esempio, offrono buoni promozionali per i nuovi clienti, altre si impegnano a farsi carico dell’imposta di bollo per un anno o per un periodo superiore, altre ancora offrono speciali sconti per altre spese comuni che il correntista si trova a dover affrontare nella vita quotidiana (ad esempio per le proprie utenze).

Il modo migliore per conoscere i costi annui di un conto corrente e fare la propria scelta è utilizzare un comparatore che metta a confronto tutte le caratteristiche principali, compreso l’interesse corrisposto per la custodia del proprio denaro, come quello di SOSTariffe.it.

L’imposta di bollo sul conto corrente

L’imposta di bollo sul conto corrente è un’imposta che si applica sia ai conti correnti che ai conti deposito e si basa sulla giacenza media, ossia la la media dei saldi del conto corrente dell'utente nel corso di un periodo di tempo specifico: di norma la soglia è 5.000 euro, come mostra la seguente tabella.

Tipo di imposta Persone fisiche Persone giuridiche
Imposta di bollo su conto corrente 34,20 euro all’anno per le giacenze medie inferiori a 5.000 euro 100 euro all’anno
Imposta di bollo su deposito titoli 0,2% 0,2% (fino a un massimo di 1.400 euro)

Se non si vuole pagare l’imposta di bollo sul proprio conto corrente, l’unica possibilità è non raggiungere i 5.000 euro di giacenza, ad esempio scegliendo di aprire più conti correnti in cui suddividere il proprio capitale. Attenzione però a tenere conto dei vari canoni.

I costi per le rendite finanziarie

Oltre ai costi fissi annui per il conto corrente, bisogna tenere presenti anche gli eventuali costi fiscali sulle rendite finanziarie che possono derivare dagli interessi maturati ma anche dalle operazioni di trading eseguite sulle piattaforme messe spesso a disposizione dal conto stesso.

Attualmente la legislazione italiana prevede una ritenuta a titolo di imposta (imposta sostitutiva) del 26% sui redditi di capitali (interessi maturati su conti correnti bancari e postali; redditi derivati da obbligazioni e cambiali finanziarie; dividendi percepiti), sui redditi diversi di natura finanziaria (come le plusvalenze, sia su partecipazioni qualificate che non qualificate) e infine sui redditi finanziari percepiti nell’esercizio di attività di impresa.

Il conto di base

Con finalità di inclusione finanziaria e vista la funzionalità e la diffusione dei conti correnti, l’ordinamento italiano impone alle banche l’offerta di un conto di base per le persone in situazioni di difficoltà economica, per le quali il costo annuo di un conto corrente bancario è troppo alto.

Il conto di base offre un pacchetto prestabilito di operazioni e di servizi di pagamento fondamentali (come ad esempio i bonifici e gli addebiti per effettuare i pagamenti, l’accredito dello stipendio e della pensione, la possibilità di richiedere una carta di debito). Il conto è canone zero per i consumatori il cui ISEE in corso di validità è inferiore a 11.600 euro, nonché per gli aventi diritto a trattamenti pensionistici di importo lordo annuo non superiore a 18.000 euro.

C’è però un’importante differenza tra queste due categorie: nel primo caso infatti c’è l’esenzione anche dal pagamento dell’imposta di bollo, mentre nel secondo questa è normalmente dovuta. Tutte le banche, Poste Italiane e gli altri soggetti autorizzati a offrire servizi di pagamento in Italia sono tenuti a offrire almeno un prodotto denominato in euro che ha le caratteristiche di un conto di base.

Le alternative al conto corrente

Il conto corrente, come si è visto, è molto utile ma non è quasi mai il luogo migliore dove investire il proprio capitale, visti gli interessi irrisori di questi anni, a differenza di qualche tempo fa quando si potevano spuntare percentuali interessanti. In questo senso, le principali alternative al conto corrente sono:

  • Conti deposito: un conto deposito è un conto bancario con un tasso di interesse più alto rispetto a un conto corrente, ma con prelievi limitati a causa delle linee di investimento vincolate.
  • Investimenti in obbligazioni a breve termine: le obbligazioni a breve termine sono un modo sicuro per investire i propri risparmi, con la possibilità di ottenere rendimenti più elevati rispetto a un conto corrente.
  • Investimenti in azioni: le azioni sono un modo di investimento più rischioso rispetto ai conti correnti, ma con l'opportunità di ottenere rendimenti più elevati.
  • Conti di trading: i conti di trading sono conti bancari specializzati per l'investimento in azioni, obbligazioni e altri strumenti finanziari. Offrono una piattaforma di trading online con accesso a informazioni di mercato in tempo reale.
  • Investimenti in fondi comuni: un fondo comune di investimento è una raccolta di asset, come azioni, obbligazioni e altri strumenti finanziari, gestita da un gestore di fondi. Offrono un modo più semplice per investire in numerosi strumenti finanziari contemporaneamente.