Come cointestare un conto corrente già esistente

La cointestazione di un conto, come quella del libretto postale, è lo strumento più utile a disposizione di coppie o famiglie per risparmiare sulle spese di apertura e gestione di un deposito somme. Come cointestare un conto corrente già esistente? Per farlo bisogna depositare la nuova firma. Ecco la procedura da seguire e il funzionamento dei conti correnti cointestati.

Modifiche al conto e sui prelievi. Funzionamento del deposito intestato due persone

Per custodire i risparmi e gestirli in modo unitario e congiunto, molte persone scelgono di aprire conti correnti cointestati. La procedura di cointestazione, ovvero l’aggiunta di una persona al conto successiva alla sua apertura, è molto semplice da effettuare: ecco come cointestare un conto corrente già esistente.

Quanto un deposito risulta già aperto sotto forma di conto intestato ad una persona unica, solo la medesima può compiere operazioni di gestione, modifica conto o movimentazione di denaro. Una coppia o una famiglia invece, ma anche i soci d’impresa, possono trovare conveniente intestare il conto a due o più persone, in modo che tutte (anche in modo disgiunto), possano versare, prelevare denaro, inviare e ricevere bonifici, e, più in generale, accedere al conto.

Come cointestare un conto corrente già esistente

Cointestare un conto corrente già esistente è semplicissimo: basta recarsi presso l’istituto bancario o postale in cui è stato aperto con il nuovo cointestatario e depositare la sua firma. Nei conti correnti online la procedura è certamente più snella e veloce. Esistono due tipi di conto corrente cointestato: il conto a firma congiunta e il conto a firma disgiunta.

Il primo tipo (conto corrente a firma congiunta), richiede la firma e la presenza di tutti i titolari del conto per effettuare operazioni di prelievo, disposizione di bonifici, emissione di assegni etc etc…. Nel secondo tipo (conto corrente a firma disgiunta) invece, ogni cointestatario può disporre liberamente e in modo separato del conto, senza necessità di alcuna autorizzazione da parte degli altri titolari. Naturale che per scegliere di aprire o meno un deposito a firma disgiunta dovrà esistere massima fiducia tra i contitolari.
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In famiglia di solito, i genitori scelgono di aprire un conto corrente cointestato con i figli a firma congiunta (o vincolato) per evitare che, almeno prima dei 18 anni, questi possano disporre in modo inopportuno dei risparmi. Successivamente il deposito può essere trasformato in conto a firma disgiunta, per consentire ad entrambi i titolari di disporre liberamente delle somme. Si verifica spesso poi, che lo stesso conto a livello contrattuale, preveda che al verificarsi di una determinata condizione (ex. raggiungimento della maggiore età), i contitolari possano operare disgiuntamente.

Pignoramento del conto corrente cointestato

In caso di esecuzione forzata sul conto cointestato (pignoramento presso terzi), sorge la necessità di sapere quali somme saranno prelevate, su ordine del giudice, per estinguere il debito. In caso di pignoramento del conto corrente infatti, il terzo, ovvero l’istituto presso il quale il deposito è stato aperto, sarà tenuto a rendere una dichiarazione in corso di causa (c.d. dichiarazione del terzo) sull’esistenza di somme e sugli importi.

Se il debito riguarda solo uno dei cointestatari è giusto che gli altri titolari del conto non vengano coinvolti dall’esecuzione. In linea generale, si presume l’uguaglianza delle quote parti, ma se gli altri cointestatari riescono a dimostrare (magari provando la maggioranza o minoranza di versamenti) la divisione del conto, e precisamente quali somme possono essere attribuire al debitore, non rischieranno il pignoramento.

Come cointestare un conto corrente già esistente senza rischiare il pignoramento? Partiamo dal presupposto che la cointestazione di un deposito somme, soprattutto se a firma disgiunta, è un operazione di fiducia. Nelle società in ogni caso, anche se di persone (Snc ad esempio), si consiglia di optare per il conto a firma congiunta, soprattutto se il denaro versato fa parte del patrimonio societario. Aprire un conto per la società e conti singoli per ciascuno dei soci, è il modo più semplice per tenere divisi i patrimoni personale e imprenditoriale.
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Spese sul conto corrente: come risparmiare

A quali spese ci si riferisce quando si parla di conto corrente? I conti correnti prevedono costi fissi e variabili. I costi fissi sono i costi di apertura conto e le spese per mantenerlo attivo, mentre i costi variabili, sono tali proprio in quanto dipendono dal numero di operazioni che si compiono sul conto (si pensi ad esempio alle commissioni che ciascuna banca impone ai non clienti sul prelievo bancomat).

conto corrente cointestato

Tra le spese riguardanti il conto c’è l’imposta di bollo, dovuta per il solo fatto di aver aperto un deposito. Anche il canone fa la sua parte. Quando un canone è fisso, va pagato mensilmente o annualmente (in cambio la banca offre un pacchetto di operazioni comprese nel prezzo). Quando si richiede l’estratto conto in filiale poi, esso ha un costo, che si azzera al contrario nei conti correnti online perché il documento può essere scaricato accedendo all’area clienti.

Quando più soggetti aprono un deposito unico, risparmiano indubbiamente sulle spese di apertura e gestione conto. Tuttavia sul web, esistono varie offerte di conto corrente zero spese adatte a tutte le esigenze (depositi famiglia, pensionistici, giovani, imprenditoria etc etc…). I conti correnti online inoltre, evitano la fila in agenzia, perché possono essere gestiti in un solo click accendendo alla propria area clienti in tutta sicurezza.

  • Ricordiamo che il contratto di conto corrente, come quello di deposito, e’ regolato sia dal codice civile (art.1823 e segg.) che dal testo unico delle leggi bancarie e creditizie, il D.lgs.385/93 negli articoli dal 116 in poi, nelle quali non si rinvengono particolari divieti di cointestazione successiva all’apertura del conto. Esistono altre norme introdotte successivamente in materia di trasparenza. Oltre queste, le disposizioni bancarie rimangono generiche e gli istituti  godono di ampia libertà  decisionale sia riguardo le condizioni generali dei propri contratti sia riguardo le condizioni economiche. Pertanto è possibile che la maggior parte degli istituti bancari non consentano la cointestazione successiva per ragioni economiche, ma a quanto pare, non esistono divieti al riguardo.

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