Conto corrente cointestato: come funziona e quali sono i migliori

Il conto corrente cointestato è uno strumento molto popolare quando si vuole avere un solo punto di riferimento in famiglia per gli stipendi o le pensioni, con una gestione più semplice ma anche un maggior controllo, soprattutto nel caso del conto con firma congiunta. Qui di seguito, tutte le informazioni al riguardo e alcuni esempi di conti cointestati particolarmente convenienti.

Cosa cambia tra la firma congiunta e quella disgiunta

A che cosa serve il conto cointestato

La maggior parte dei conti correnti ha un solo intestatario: questo significa che un solo soggetto – che può essere una persona fisica, ma anche una persona giuridica, come una società – è l’unico arbitro di tutto quello che riguarda il suo conto (e le sue finanze) dall’apertura alla chiusura. 

Altra fattispecie è invece quella del conto corrente cointestato, intestato cioè a due o più persone. Sono vari i motivi che possono portare a questa scelta: ad esempio, il risparmio (in una famiglia, se gli obiettivi sono comuni, diventa inutile aprire due conti e quindi pagare due canoni se si può utilizzare un solo conto dove far convergere stipendi e pensioni), ma anche la possibilità di tenere sotto controllo la situazione, magari con l’ausilio delle utili piattaforme di calcolo delle proprie spese che ormai sempre più istituti di credito propongono nelle loro interfacce, gratis o a pagamento. Inoltre, la tutela garantita dal Fondo Interbancario per la tutela dei depositi (quello a cui ci si affida nell’improbabile caso che una banca fallisca) è doppia rispetto a un semplice conto corrente: 200.000 euro invece di 100.000.

I tipi di conto cointestato

“Conto cointestato” significa, quindi, che due o più persone possono operare come titolari del conto corrente, anche se con una fondamentale differenza, che divide in due questo genere di conti correnti: i conti cointestati a firma disgiunta e i conti cointestati a firma congiunta.

Nei conti cointestati a firma congiunta, è necessario che, per ogni operazione bancaria, tutti – nessuno escluso – i titolari del conto abbiano firmato per avallare l’operazione stessa, garantendo così a ognuno dei cointestatari il massimo controllo. Tutti insomma devono dare l’ok per un bonifico o per un pagamento, e se anche soltanto uno dei titolari è contrario, l’operazione non ha luogo.

Nel conto cointestato a firma disgiunta, invece, la situazione è opposta: i titolari sono infatti autonomi, e chiunque può decidere di effettuare un’operazione, dal prelievo al bonifico, senza che gli altri debbano firmare (e potenzialmente, che ne sappiano nulla). È una fattispecie, quindi, che garantisce un controllo sicuramente minore ma molta più libertà, ed è molto diffuso tra le coppie che vogliono avere maggiore semplicità nella gestione delle finanze di famiglia.
Confronta i conti correnti »
La scelta tra conto corrente cointestato a firma congiunta e a firma disgiunta non è comunque per forza definitiva: è possibile infatti passare da una tipologia all’altra, ovviamente con il consenso di tutti gli intestatari. 

Apertura, chiusura, divorzio

L’apertura di un conto corrente cointestato funziona come quella di qualsiasi altro corrente: sono cioè necessari i documenti del titolare, e in questo caso di tutti i titolari. Per quanto riguarda invece la chiusura, se il conto è a firma congiunta ci vorrà l’approvazione di tutti i soggetti, altrimenti sarà sufficiente la richiesta di un solo titolare.

In caso di decesso di uno dei soggetti cointestatari, il conto viene “congelato” fino a quando non vengono identificati gli eredi legittimi del defunto, e la responsabilità di gestione del conto passerà a loro (ovviamente in caso di conto a firma congiunta, mentre non ci sono problemi di sorta per il conto a firma disgiunta). 

Se due coniugi con un conto cointestato divorziano, l’esito può essere piuttosto complesso; in genere le somme vengono divise a metà, ma in altri casi l’autorità giudiziaria ha rilevato che il capitale derivasse esclusivamente dal lavoro di uno dei coniugi, e quindi che la cointestazione fosse stata meramente per facilità di gestione e non per un’effettiva compartecipazione alle finanze familiari. Di conseguenza, a volte può essere assegnata a un solo ex coniuge la titolarità delle somme nel conto.

I conti correnti cointestati più convenienti

I conti correnti cointestati oggi sono estremamente diffusi, e si può dire che la stragrande maggioranza degli strumenti offerti dai vari istituti di credito prevede la possibilità di un’apertura (e gestione) condivisa del conto stesso. 

In particolare, tra le proposte attualmente più interessanti tra i conti correnti cointestati c’è Widiba: Conto corrente Widiba infatti offre, per chi apre il conto entro il 19 giugno del 2019, la possibilità di accedere a un tasso lordo annuo dell’1,60% per i vincoli a 6 mesi relativi al suo conto deposito, oltre a zero spese per i primi 12 mesi per tutti i nuovi clienti (o per sempre con l’accredito dello stipendio o una giacenza media di 5.000 euro). Widiba inoltre comprende il conto gestibile con la voce o con l’impronta digitale, disponibile per Apple Watch, la carta di debito che supporta Apple Pay e Google Pay, le carte di credito Classic, Gold o Prepagata per gli acquisti online.

Tra i conti che possono essere cointestati c’è anche Conto Webank, con un’altra promozione valida entro il 31 luglio del 2019: i nuovi correntisti (a fronte dell’accredito dello stipendio o della pensione, o di un’apertura di una linea vincolata 12 mesi senza facoltà di svincolo anticipato con almeno 1000 euro) hanno infatti diritto a 80 euro in buoni carburante IP, oltre a diversi servizi a costo zero (tra cui il canone annuo del conto gratuito, i prelievi con carta di debito illimitati in area euro, i bonifici gratuiti verso l’Italia, le ricariche telefoniche, i pagamenti di MAV, RAV, F23 e F24, il trasloco in Webank completamente gestito dall’azienda).

Un altro conto corrente a zero spese, dedicato soprattutto a chi opera online, è Conto Corrente Digital di CheBanca!, anche questo con possibilità di cointestarlo. Nessun canone mensile (a meno che non si usino gli sportelli fisici), zero spese per l’imposta di bollo anche in caso di giacenza media annua superiore ai 5.000 euro), operazioni illimitate online o al telefono, carta di debito gratuita e contactless, prelievi gratuiti n tutto il mondo.

Attenzione perché, a differenza dei casi qui citati, la grande maggioranza delle carte conto tanto in voca in questo periodo (ad esempio N26 o Hype) non permettono di aprire un conto cointestato, visto che si tratta di strumenti personali e che quindi sono legati indissolubilmente a un solo, singolo titolare.

Commenti Facebook: