Bollette: quanto costano i rincari agli italiani

Famiglie e imprese italiane devono fare i conti con una pioggia di rincari, legati principalmente agli effetti della guerra in Iran. Un nuovo studio ha stimato il costo effettivo di questi rincari per gli italiani. Ecco tutti i dettagli in merito.

In 30 sec.
  • la guerra in Iran ha portato a un aumento dei costi di luce, gas e carburanti
  • famiglie e imprese italiane devono fare i conti con quasi 29 miliardi di euro di rincari nel 2026
  • la spesa aggiuntiva per l'energia elettrica sarà di oltre 10 miliardi mentre per il gas si spenderanno oltre 5 miliardi
Bollette: quanto costano i rincari agli italiani

La guerra in Iran ha portato a un sostanziale aumento dei costi dell’energia all’ingrosso, con una conseguente serie di rincari per le famiglie e le imprese. A quantificare questi rincari sono le stime dell’Ufficio studi della Cgia che ha analizzato l’impatto sull’economia dell’aumento dei prezzi di luce e gas e dei carburanti.

Prima di entrare nei dettagli dell’indagine, ricordiamo che, soprattutto in questo momento, è fondamentale ridurre al minimo il costo di luce e gas per  risparmiare sulle bollette. In aggiunta, per evitare le oscillazioni del mercato all’ingrosso, è conveniente puntare su offerte a prezzo fisso.

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Un conto salta per gli italiani

Secondo le stime dell’Ufficio studi della Cgia, per famiglie e imprese italiane c’è da mettere in conto un sostanziale incremento delle spese: complessivamente, infatti, a causa della guerra in Iran si registrano quasi 29 miliardi di euro di rincari che rappresentano un vero e proprio shock per l’economia.

Tra gli aumenti principali evidenziati dallo studio troviamo:

  • 13,6 miliardi di euro di extra costi su benzina e diesel nel 2026, con un incremento del 20,4% rispetto al 2025
  • 10,2 miliardi di euro di extra costi per l’energia elettrica nel 2026, con un incremento del 12,9% rispetto al 2025
  • 5 miliardi di euro di extra costi per il gas naturale nel 2026, con un incremento del 14,6% rispetto al 2025

Complessivamente, quindi, Cgia stima 28,9 miliardi di euro di spese aggiuntive nel corso del 2026, con un aumento del 16% rispetto al 2025.

Le regioni più colpite

Secondo l’analisi, gli aumenti non saranno uniformi e in alcune regioni si sentiranno maggiormente. Per la Cgia “A pagare il conto più salato saranno le regioni più popolose e con la maggiore concentrazione di attività manifatturiere e commerciali, ovvero i principali motori produttivi del Paese“. In particolare, i rincari si faranno sentire  in:

  • Lombardia, con un aumento della spesa di 5,4 miliardi di euro e un incremento percentuale del 15,1% 
  • Emilia-Romagna, con un aumento della spesa di 3 miliardi di euro e un incremento percentuale del 16,1%
  • Veneto, con un aumento della spesa di 2,9 miliardi di euro e un incremento percentuale del 15,8%

La variazione percentuale più alta è attesa, però, in Calabria, con rincari del 17,8% (in valore assoluto si stimano aumenti per 746 milioni di euro nella regione). L’aumento percentuale di spesa più basso, invece, è proprio in Lombardia, regione che, come visto, registra il rincaro in valore assoluto più alto.

Gli aumenti in valore assoluto più bassi vengono registrati nelle regioni più piccole e meno popolate che però registrano ugualmente rincari percentuali significativi. Tra queste regioni troviamo Basilicata (+243 milioni, +16,3%), Molise (+146 milioni, +16,6%) e Valle d’Aosta (+76 milioni, +15,7%).

Davide Raia
Esperto in Telecomunicazioni, Energia e Assicurazioni
Nato e cresciuto a Napoli, è specializzato nella realizzazione di contenuti relativi a tariffe energia, telefoniche e assicurative grazie al suo background formativo in ambito giornalistico e al suo lavoro in collaborazione con diverse importanti realtà editoriali italiane, come Libero Tecnologia, Sicurauto.it, Virgilio.it, Tomshw.it, Clubalfa.it, Key4biz.it e Cinquecolonne.it. Collabora attivamente con SOStariffe.it dal 2015, occupandosi della stesura di testi per il sito aziendale e per aziende partner. Contribuisce alla realizzazione di indagini di mercato dell’Osservatorio SOStariffe.it
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