Mercato Libero energia e gas: attenzione alle sanzioni


Il passaggio al mercato libero di energia e gas previsto per il 1° luglio 2020 è slittato al 1°gennaio 2022: chi si trova ancora con il servizio di salvaguardia avrà a sua disposizione un periodo di tempo maggiore per effettuare il passaggio obbligatorio. Qual è il motivo di tale rinvio? E perché è consigliabile non aspettare troppo e passare al mercato libero dell’energia e del gas per evitare di andare incontro a condizioni fortemente peggiorative e pagare molto di più? Di seguito, ecco come fare per evitare il salasso.

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Dal 2022, mercato libero per tutti

Il passaggio obbligatorio al mercato libero dell’energia si farà, anche se è slittato al 1° gennaio 2022 (non si parla più, dunque, del 30 giugno 2020 come data ultima per abbandonare la maggior tutela). 

Da quando il Ddl Concorrenza è diventato legge dello Stato, dopo un iter parlamentare durato ben tre anni, non si tratta più di un invito ma di un vero e proprio obbligo per chi non ha ancora scelto il proprio operatore del mercato libero, con tanto di sanzioni per chi è inadempiente.

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Com’è noto, dalla riforma del mercato dell’energia sono coesistiti – almeno fino ad ora – due mercati paralleli: da una parte il mercato libero, con le diverse offerte energia degli operatori e dall’altra la Maggior Tutela, ovvero il regime per chi non aveva scelto un operatore del mercato libero. Ora questa situazione verrà sostituita dal mercato libero obbligatorio a cui si affiancherà un servizio di salvaguardia.

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Che cos’è il servizio di salvaguardia

Il servizio di salvaguardia finora è esistito solo per le aziende ed è differente dalla vecchia Maggior Tutela: gestito dagli operatori territoriali di riferimento, infatti, può causare considerevoli aumenti della bolletta, a causa del famigerato “parametro omega” che aumenta il prezzo di acquisto dell’energia dalla Borsa elettrica.

In altre parole, anche se tecnicamente il passaggio al mercato libero non è obbligatorio (come chiarisce l’articolo 62 della legge sulla Concorrenza), in sostanza lo è, perché la maggiorazione che si è costretti a pagare (se non si sceglie un operatore del mercato libero, ma si finisce nel servizio di salvaguardia) rappresenta una sorta di penale, spesso salata. Passare al mercato libero conviene quindi sempre, a causa delle condizioni peggiorative legate alla salvaguardia.

Nonostante l’attrattiva delle offerte del mercato libero, i cui costi sono molto bassi perché stimolati dalla competitività tra le varie società, sono in tanti i clienti che sono rimasti nel mercato tutelato perché hanno il timore di peggiorare la propria situazione. In molti casi, non sono stati in grado di percepire i reali vantaggi di una tariffa del mercato libero perché, per esempio, non fanno ricorso agli strumenti di comparazione online, canale sul quale sono di solito disponibili i prezzi più convenienti.

Qual è stata la motivazione alla base di questo secondo rinvio per una novità prevista ormai da tanti anni? Una delle ragioni principali è legata alle perplessità mosse da varie associazioni dei consumatori, che hanno messo in evidenza il circolare di informazioni lacunose in merito al passaggio al mercato libero e a quelle che saranno le conseguenze effettive per i consumatori che non lo effettuano entro i termini previsti. Per questo motivo, è bene fare un po’ di chiarezza, per esempio sul ruolo del servizio di salvaguardia.

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Gli obblighi per ARERA e gli operatori

Molti hanno già scelto il mercato libero, ma tanti utenti sono rimasti in Maggior Tutela, anche perché di fatto ignari sulle procedure da seguire e sui maggiori o minori costi di un operatore in regime di concorrenza. Una buona idea sarà comunque quella di passare al mercato libero con un po’ di anticipo rispetto a quando, per via dell'obbligo, lo faranno tutti, per evitare rallentamenti e problemi.

L’Autorità dell’Energia Elettrica, del Gas e del Sistema Idrico, che vigila su tutte le delicate fasi del passaggio, per legge si è fatta comunque carico di una serie di iniziative per renderlo il meno problematico possibile. Per prima cosa, entro cinque mesi dall’entrata in vigore della legge, verrà approntato un portale Internet pensato proprio per chi deve essere traghettato verso il mercato libero, con tutte le principali offerte di vendita al dettaglio di energia elettrica (e di gas, visto che per il riscaldamento il discorso è analogo).

Gli obblighi ricadono anche sugli operatori, per evitare che approfittino della situazione: passati sei mesi dall’entrata in vigore della legge, dovranno infatti fornire almeno una proposta di fornitura di energia elettrica e gas a prezzo fisso e almeno una a prezzo variabile.

Che cosa sono i contratti Placet

Nel mercato tutelato, i prezzi delle tariffe luce e gas vengono stabiliti da ARERA ogni trimestre in base all’andamento dei prezzi all’ingrosso, mentre nel mercato libero sono le varie società che si occupano di fornitura luce e/o gas di tipo residenziale o business a stabilire il prezzo di vendita, sulla base del principio della libera concorrenza e di quelle che sono le politiche commerciali dell’azienda.

Spesso la presenza di servizi e vantaggi esclusivi, che è uno dei valori aggiunti del libero mercato, crea confusione nel consumatore: per questo motivo ARERA si è impegnato per favorire la nascita delle offerte Placet, che in sintesi possono essere spiegate come contratti più semplici, come quelli del mercato tutelato, ai prezzi delle tariffe del mercato libero.

I contratti“Placet”sono, dunque, più semplici da confrontare tra di loro perché privi di caratteristiche, come sconti od omaggi, che a volte rendono complesso capire quale offerta sia più conveniente. I Placet sono insomma delle offerte standard e senza fronzoli dove il confronto finalizzato a capire la spesa minore sarà più immediato.

Questi contratti sono a durata indeterminata (recesso a parte) e le condizioni economiche verranno rinnovate ogni 12 mesi; prima della scadenza l’operatore è tenuto a comunicare al cliente i nuovi prezzi, e il cliente potrà decidere se aderire o meno, anche in forma tacita (attenzione, perché dal secondo anno non ci sarà più lo sconto una tantum pensato per favorire il passaggio).

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