Quando finirà il caro bollette?


Quando finirà il caro bollette? Una domanda che si fanno in molti, visto l’aumento vertiginoso del prezzo dell'energia elettrica e del prezzo del gas dovuto alla difficilissima situazione internazionale. Davvero difficile dare una risposta precisa, visto che è impossibile, allo stato attuale, sapere come evolverà la crisi tra Russia e Ucraina, prima causa dei rincari che stanno costringendo molti italiani a fare i conti con forniture sempre più care e quindi con la necessità di cambiare abitudini, dai condizionatori per far fronte al gran caldo all’attenzione alla spesa vista l’inflazione galoppante, passando per il rialzo dei carburanti. In più, alla guerra va aggiunta la pandemia, che non è ancora terminata e che negli anni scorsi ha provocato enormi difficoltà per l’economia mondiale. Vediamo qui di seguito quali elementi ci sono che permettono d'indicare una data, se non precisa, perlomeno di massima sulla fine del caro bollette.

Caro bollette

Aumenti luce e gas 2022, quali sono le cause?

Prima di tutto va ricordato che il caro bollette 2022 non è legato soltanto alla crisi politica e alla guerra in Ucraina, tanto che i rincari relativi al primo trimestre di quest’anno erano già stati ampiamente previsti nel 2021: questo significa che è inutile aspettarsi, anche con una rapida risoluzione della crisi, un ritorno immediato ai livelli precedenti, perché il problema è congiunturale. È infatti da luglio del 2021 che il trend del rialzo dei prezzi per il gas e per l’energia elettrica ha raggiunto livelli record. Se parte di questi aumenti era già da imputare alle ridotte forniture di gas dalla Russia, la fine della pandemia ha contribuito a consolidare l’incremento dei prezzi in questa direzione. Il ritorno a pieno regime delle fabbriche dopo la fine di gran parte delle restrizioni dovute al coronavirus ha causato in pochi mesi un parallelo aumento della domanda di materie prime energetiche, che a sua volta a portato a far lievitare il cartellino del prezzo di gas ed energia.

Altra questione è quella dei certificati che “consentono” alle aziende di inquinare (in realtà ogni ditta acquista quote di emissione per compensare del danno causato all’ambiente), sempre più rari e commercializzati in quantità sempre più scarse sui mercati, anch’essi arrivati a costare moltissimo. Infine, da ricordare anche il ruolo del cambiamento climatico, visto che l’accoppiata tra una primavera molto fredda e un’estate molto calda nel 2021 ha fatto aumentare la domanda di gas (prima per il riscaldamento, subito dopo per la produzione di energia elettrica per alimentare i condizionatori). Insomma, tutti ingredienti che già prima della crisi tra Russia e Ucraina mettevano il nostro continente in una posizione molto scomoda.

Con lo scoppio della guerra, la Russia ha risposto alle sanzioni dei Paesi NATO con un taglio sempre più drastico delle forniture, ufficialmente per guasti e motivi di manutenzione. Nei mesi estivi questa situazione non è grave nell’immediato perché il fabbisogno è pienamente soddisfatto ogni giorno, essendo basso; storia molto diversa sarà quella dell’autunno e dell’inverno, quando il riscaldamento imporrà livelli molto più alti di gas per un Paese come l’Italia che, notoriamente, ne produce pochissimo e deve acquistarlo per il suo fabbisogno da Paesi stranieri, tra i quali la Russia fa la parte del leone. È già importante in queste settimane raggiungere i giusti livelli di stoccaggio per la stagione fredda in modo da evitare il rischio di dover prendere misure drastiche ai primi freddi, e quindi bisognerebbe cominciare ad accumulare.

In questa tabella si può vedere l’origine del gas importato in Italia nel 2021:

Russia 38%
Algeria 29,6%
Azerbaijan 9,4%
Libia

4,2%

Norvegia 2,5%
Qatar 8,9%
Stati Uniti 1%
Produzione nazionale 4,4%
Altri 1,8%

Insomma, per i motivi indicati qui sopra la situazione per il caro bollette non è affatto semplice e non si può prevedere quando migliorerà, anche se è ovvio che una soluzione alla guerra porterà a un alleggerimento delle tensioni. Purtroppo, però, la maggior parte degli analisti è convinta che i tempi per la fine del conflitto saranno lunghi. La stima più credibile relativa al caro bollette è che questo possa durare fino al 2023, ma continueranno a essere necessari gli interventi del Governo – molto attivo su questo fronte già da tempo – per far sì che soprattutto le fasce più deboli possano far fronte agli aumenti senza effetti disastrosi sui propri bilanci familiari.

L’ultimo decreto Bollette, promulgato da pochi giorni, ha un valore di più di tre miliardi e replica in buona parte le misure che erano già state approvate per i mesi scorsi, ad esempio con l’annullamento delle aliquote relative agli oneri di sistema per le famiglie e per le attività non domestiche con una potenza disponibile anche superiore a 16,5% (prima era solo sotto questa soglia). Questa misura, che rimuovendo una delle voci più onerose dalle bollette rappresenta di fatto un taglio al costo delle forniture finali, è la più importante per quanto riguarda l’investimento totale (1,9 miliardi di euro). Un altro provvedimento di rilievo è quello grazie al quale viene confermata la riduzione dell’IVA al 5% per le bollette del gas relative al terzo trimestre del 2022 (costo totale di circa 480 milioni).

Viene inoltre stabilito che Arera, l’Autorità pubblica che vigila su gas ed energia, non cambi le aliquote per gli oneri generali di sistema relativo al gas naturale per il secondo trimestre del 2022 (292 milioni di copertura, più altri 240 milioni per gli scaglioni di consumo fino a 5.000 metri cubi all’anno). La tassazione sull’extragettito delle aziende del gas ha come periodo di riferimento il 1° ottobre 2022 e il 31 dicembre 2022, per un contributo pari al 10% della differenza tra la componente CMEM stabilita dall’Aerera a il prezzo medio di importazione per il gas naturale.

Offerte Luce in evidenza
Offerte Gas in evidenza

Come funziona il bonus famiglie contro il caro bollette

Tra le iniziative più popolari per limitare l’impatto del caro bollette in Italia c’è il Bonus famiglie, che si rivolge alle famiglie più in difficoltà ed è legato all’ISEE, l’indicatore che misura la situazione reddituale e patrimoniale degli italiani. Per i nuclei con un ISEE al di sotto dei 12.000 euro annui (oltre a quelli con un ISEE non superiore a 20.000 euro annui e almeno quattro figli e ai beneficiari di reddito o pensione di cittadinanza) infatti taglia in maniera considerevole (fino a 177 euro per una famiglia con più di 4 componenti per l’energia elettrica e fino a 245 euro per il gas) gli aumenti in bolletta. Il nuovo decreto conferma gli sgravi anche per il prossimo semestre.

Cosa fare finché dura il caro bollette

È indubbio che per minimizzare gli effetti dei rincari sia necessario consumare di meno, limitando l’uso degli elettrodomestici più energivori (come il condizionatore ma anche il frigorifero tenuto a temperature troppo basse), ricordandosi di spegnere le luci nelle stanze, cercando di migliorare l’isolamento termico di casa per evitare che in questi mesi entri troppo calore dall’esterno (e, quando sarà autunno e inverno, succeda la stessa cosa con il freddo). Ma è consigliabile anche controllare se sul mercato libero dell’energia elettrica e del gas è disponibile un’offerta più conveniente per chi apre un nuovo contratto, magari con qualche promozione che offre sconti in bolletta, ad esempio per chi sceglie il dual fuel (cioè gas ed energia con lo stesso fornitore). Un controllo su SOSTariffe.it aiuterà a sciogliere ogni dubbio e a trovare la tariffa con il minor prezzo praticato per kWh o metro cubo di gas in questo momento.

 

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