Cambio fornitore luce e gas: come funziona e 8 motivi validi per cambiare


In 30 secondi

Cambiare fornitore luce e gas conviene: ecco perché

  1. il passaggio da un fornitore a un altro permette di risparmiare considerevolmente in bolletta, sia cambiando gestore sempre all'interno del mercato libero che spostandosi dalla maggior tutela al mercato libero
  2. Il cambio fornitore luce e gas è gratuito e non invasivo: non si dovranno effettuare lavori domestici
  3. Il termine ultimo della Maggior Tutela è a gennaio 2024
  4. Per sottoscrivere una tariffa variabile o una tariffa bloccata a seconda delle esigenze di consumo
  5. Per sottoscrivere una tariffa energia elettrica monoraria o multioraria (bioraria o trioraria) o viceversa a seconda delle esigenze 
  6. Per attivare un’offerta luce gas inclusiva di assicurazione per la casa
  7. In caso di trasloco in una casa nuova con relativa voltura, cambiare gestore permette di non doversi per forza adeguare all’offerta dal precedente inquilino
  8. Per attivare un’offerta luce e gas insieme "dual fuel" con lo stesso gestore, o attivare tariffe energia verde o ancora per avere un servizio clienti più reattivo

Da quando esiste il mercato libero, in seguito alla liberalizzazione decisa dal decreto Bersani del 1999, è diventato possibile per tutti gli italiani cambiare fornitore di energia elettrica e gas scegliendo il gestore più conveniente per risparmiare qualche euro sulla bolletta. Il cambio gestore energetico sarà un’operazione che la maggior parte dei consumatori si troverà a dover affrontare da gennaio 2024 con la scadenza del termine stabilito per il passaggio dal mercato a Maggior Tutela a quello liberalizzato.

Lampadine cambio fornitore luce

Si tratta però di un processo che a volte può portare a una certa confusione tra i clienti. L'anche detto switch luce e gas è obbligatorio? Come funziona il passaggio? Cosa succede se non si passa al mercato libero? Ecco le risposte a tutti i vostri dubbi.

Mercato libero e Mercato di Maggior Tutela e cambio fornitura

Uno dei motivi per cui la liberalizzazione del mercato del gas e dell’energia non può dirsi ancora conclusa è il fatto che non tutti gli utenti italiani hanno già fatto il passagio dal mercato tutelato a un fornitore del mercato libero. Per capirci, si parla di mercato tutelato o di maggior tutela quando l’utente dopo la liberalizzazione non ha mai cambiato gestore ed è sempre rimasto col suo vecchio fornitore (ad esempio, Enel per l’energia elettrica, visto che era la società monopolista).

Questo mercato ha prezzi decisi dall’Autorità, ovvero l’ARERA, che vengono aggiornati periodicamente; al contrario, il mercato libero fa sì che i fornitori possano offrire contratti intervenendo sul prezzo della materia prima e così consentire al cliente un risparmio. Va ricordato che solo una parte del costo finale della bolletta – all’incirca metà – deriva dall’energia, perché sono da tenere presenti anche i vari oneri (ad esempio quelli di trasporto e distribuzione, o gli incentivi decisi dallo Stato) e le tasse.

Offerte Luce in evidenzaOfferte Gas in evidenza

Passare al mercato tutelato è obbligatorio?

Il passaggio al mercato libero non è obbligatorio, tuttavia dal 10 gennaio 2024 cesserà di esistere il Mercato di Maggior Tutela. Arrivati alla data fatidica, chi non effettuerà lo switch verrà automaticamente assegnato a un fornitore provvisorio per 6 mesi (lo stesso che serviva l’utente nel regime di maggior tutela), con condizioni contrattuali che coincidono con quelle delle offerte PLACET. Passati i sei mesi, chi non è ancora passato al mercato libero si vedrà proporre un nuovo contratto PLACET con un altro fornitore selezionato tramite gara nazionale. Si tratterà, cioè, di uno switch forzato, anche se l’utente rimarrà sempre libero di cambiare operatore del mercato libero in qualsiasi momento. L’unica cosa che non si potrà fare sarà tornare alla maggior tutela, che a quel punto non esisterà più.

Quante volte si può cambiare fornitore energia elettrica?

Non c’è un limite per il numero di cambi fornitore di energia e gas possibili: essenza del mercato libero è la possibilità di scegliere liberamente il fornitore più adatto alla propria situazione senza che ci siano limiti o penali di sorta. In altre parole, si può scegliere in qualsiasi momento un’altra offerta del mercato libero, se se ne trovano di più convenienti utilizzando strumenti come il comparatore di SOSTariffe.it. Attenzione, però: anche se non si possono applicare penali bisogna evitare che il passaggio a un altro fornitore sia troppo costoso a causa di spese varie legate alla chiusura del contratto. Per saperlo basta leggere con estrema attenzione tutte le clausole del mercato di fornitura.

Tipologia di cambio Attivo per chi passa volontariamente al mercato libero; passivo per chi non l'ha ancora fatto a gennaio 2024
Numero di cambi possibili per gas e luce Nessun limite
Cosa accade in caso di mancato passaggio al mercato libero Offerta PLACET per 6 mesi
Cosa accade in caso di mancato pagamento bollette Saldo delle pendenze esistenti tramite CMOR

Cosa succede se cambio gestore luce e gas e non pago la bolletta?

Si può cambiare fornitore energetico approfittando della flessibilità del mercato libero anche se si hanno delle bollette ancora da pagare o delle morosità? Sì, ma attenzione: l’ARERA ha introdotto uno specifico strumento, ovvero il CMOR, che sta per “corrispettivo morosità”. Questo significa che se si cambia gestore luce o gas e non si paga il vecchio è comunque previsto il saldo delle pendenze attraverso il pagamento del CMOR, che viene automaticamente applicato dal nuovo fornitore quando quello vecchio ne fa richiesta.

Il "turismo energetico" non è più praticabile: anche se chi è moroso può cambiare fornitore energetico, non può sottrarsi in alcun modo al pagamento di eventuali fatture in sospeso o di arretrati, che altrimenti rimarrebbero a carico del vecchio fornitore con una chiara perdita economica.

Il CMOR può essere richiesto per le fatture non pagate degli ultimi 3 mesi, a patto che il vecchio venditore abbia inviato al cliente la segnalazione della messa in mora, il titolare della fornitura non abbia provveduto già a saldare quanto dovuto e, infine, che l’importo del corrispettivo CMOR per l’indennizzo del vecchio gestore sia superiore a 10 euro. Il CMOR può essere applicato sia alle utenze domestiche per il gas naturale, sia per quelle luce a bassa tensione, oltre ai condomini con un consumo di gas fino a 200 mila Smc/anno, comprese le utenze gas con un consumo inferiore a 50 mila Smc/anno.

8 motivi per cambiare fornitore luce e gas

  1. per il passaggio dalla Maggior Tutela al mercato libero a gennaio 2024

  2. per il passaggio da una tariffazione variabile a una tariffazione a prezzo bloccato per un certo periodo di tempo (di solito da 12 a 36 mesi), per mettersi al sicuro dagli eventuali aumenti del costo delle materie prime che periodicamente si verificano

  3. per il passaggio da una tariffazione per l’energia elettrica monorariamultioraria (bioraria o trioraria) o viceversa in base alle proprie esigenze (ad esempio se si sta più a casa durante il giorno può convenire la monoraria, o un’offerta bioraria in caso di coppia senza figli in cui entrambi i coniugi lavorano, e così via)

  4. per avere un’offerta luce gas che includa anche un’assicurazione per la casa, con professionisti pronti a intervenire qualora si verifichi un problema di qualsiasi genere.

  5. in caso di trasloco in una casa nuova con relativa voltura, per non doversi per forza adeguare all’offerta scelta dal precedente inquilino, magari non altrettanto conveniente per te.

  6. per attivare un’offerta luce e gas insieme "dual fuel" con lo stesso gestore

  7. per attivare tariffe energia verde, cioè che garantiscono l’utilizzo di elettricità prodotta da fonti rinnovabili e gas con emissioni compensate

  8. per avere un servizio clienti migliore, più pronto a intervenire per situazioni particolarmente complesse o in caso di guasto

Che cosa fare per cambiare il fornitore del gas e dell’energia

Per prima cosa, una scelta ragionata su un nuovo fornitore delle utenze casalinghe (o del negozio o dell’ufficio) non può prescindere da un accurato controllo tramite un comparatore, come quello di SosTariffe.it.

Grazie a questi strumenti, infatti, è possibile confrontare le diverse tariffe, inserendo i propri dati, come ad esempio:

  • metratura della casa

  • numero di membri della famiglia

  • percentuali d’uso nell’arco della giornata

  • elettrodomestici posseduti e utilizzati

In tal modo si fa una stima dei consumi. Solo a questo punto vengono elaborati dei preventivi con tanto di spesa annua stimata e risparmio rispetto alla maggior tutela.

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Una volta che ti sei chiarito le idee e hai deciso a che fornitore rivolgerti, è un’ottima idea recarti sul sito ufficiale del nuovo fornitore da te scelto e seguire le istruzioni fornite per aderire alla tariffa. Il più delle volte si tratterà soltanto di un modulo da compilare con i tuoi dati, ma in altri casi potresti dover telefonare, inviare una mail, accedere da un’app per smartphone e tablet e così via.

Quanto tempo ci vuole per cambiare fornitore di gas o energia elettrica?

A livello teorico, un fornitore di servizio potrebbe “ritardare” il più possibile il passaggio di uno suo cliente a un’altra azienda, ma per fortuna l’ARERA ha stabilito le tempistiche relative alla procedura, valide per tutti i gestori.

In questo modo l’Autorità fa sì che ci sia una vera concorrenza tra i vari gestori attivi nel mercato libero, avvantaggiando in questo modo il cliente finale che non si trova a dover sopportare interruzioni del servizio che lo scoraggerebbero nello scegliere un nuovo fornitore.

Le tempistiche per il cambio energia riguardano prima di tutto il recesso dal vecchio contratto, il cui preavviso parte dal 1° giorno del mese successivo a quello in cui il vecchio gestore ha ricevuto la comunicazione scritta.

  • per i clienti domestici, i tempi sono di 1 mese a partire dal primo giorno del mese successivo alla comunicazione

  • per i clienti non domestici si parla di 1 mese per chi passa al mercato libero dal servizio di Maggior Tutela, e di 3 mesi da un fornitore del mercato libero a un altro.

Anche qualora doveste decidere di sottoscrivere un nuovo contratto, come per qualsiasi accordo commerciale (stipulato fuori dalla sede commerciale del gestore) avrete fino a 14 giorni per avvalervi del diritto di recesso. In questo caso dovrete inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno al gestore per informarlo del ripensamento.

Come avviene il passaggio da un regime all’altro: i dati necessari

A questo punto, si può dire… che il tuo lavoro sia già finito: spetta infatti ai due fornitori – quello vecchio e quello nuovo – accordarsi per gestire il tuo passaggio dall’uno all’altro.

Non è infatti necessario alcun intervento del tecnico a casa tua né tantomeno al contatore. L’unica cosa da tenere presente è che, a prescindere dal mezzo utilizzato per aderire all’offerta, bisogna avere sottomano alcuni dati importanti, ovvero:

  • i dati dell’intestatario (ovvero il nome, il cognome e il codice fiscale)

  • i dati della fornitura (il POD per l’energia elettrica e il PDR per il gas; entrambi si possono trovare nell’ultima bolletta ricevuta)

  • i recapiti (telefonici o mail)

  • per chi sceglie la domiciliazione bancaria (molto spesso condizione indispensabile per accedere ad alcuni dei più allettanti vantaggi delle offerte promozionali) è necessario fornire anche il codice IBAN del proprio conto corrente.

Un altro punto che rende molto interessante il passaggio a un altro fornitore nel mercato dell’energia elettrica e del gas è che (a differenza di quanto accade invece nel settore della telefonia, sia fissa che mobile) questo genere di contratti non ha una durata minima e quindi non prevede una penale qualora si abbandoni troppo presto il nuovo fornitore.

In qualsiasi momento si può tornare sui propri passi e addirittura tornare al servizio di Maggior Tutela (ovviamente prima del 2024).

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