Bolletta troppo alta: cosa fare in caso di conguagli


Una bolletta troppo alta può coglierci di sorpresa. Lo stupore è ancora maggiore quando è seguita da una fattura di conguaglio. Nonostante cerchiamo di scegliere le più convenienti offerte luce e gas sul mercato, può capitare che queste dopo tutto non si rivelino in linea con le nostre aspettative. In questa guida, vi spieghiamo come evitare di trovarvi in queste spiacevoli situazioni.

bolletta

Come leggere la bolletta

Per evitare una bolletta troppo alta, un primo passo è quello di imparare a leggere attentamente il documento che ci viene inviato e conoscere il significato di tutte le voci elencate. Nonostante gli sforzi da parte degli operatori di rendere le bollette più semplici da leggere e capire, in linea con le politiche ormai diffuse di trasparenza verso il cliente, queste carte rimangono troppo complesse ad una prima occhiata.

Per semplificare questa operazione, possiamo dividere le informazioni contenute nella bolletta in quattro sezioni diverse.

Una prima sezione, che si trova di norma sulla facciata anteriore della prima pagina, in cui sono elencate le informazioni sul tipo di contratto e sulla fornitura interessata. Le informazioni presenti sono:

  • la tipologia di cliente, che descrive se l’utente rientra nell’ambito del mercato libero o di maggior tutela;
  • i dati personali e della fornitura, ovvero quelli relativi all’intestatario dell’utenza e le caratteristiche della fornitura secondo il contratto stipulato (ad esempio, la potenza del contatore e la tipologia di fornitura);
  • le informazioni tecniche, dove trovate i codici che identificano la fornitura (il POD per l’energia elettrica e il PDR per le bollette del gas);
  • la data di emissione, l’importo e i termini di pagamento entro cui saldare.

Una seconda sezione, stampata sulla facciata posteriore della seconda pagina, in cui troverete i recapiti da contattare in caso di guasto e il totale della bolletta. In questa facciata potrete trovare:

  • i recapiti per i guasti e reclami, che da linee guida dell’Autorità competente devono essere resi facilmente individuabili;
  • il totale della bolletta.

Dobbiamo quindi entrare nel dettaglio di questa seconda voce, il totale della bolletta, per spiegare al meglio le sottocategorie che vi appaiono:

  • spesa per la materia, i cui termini sono definiti dal fornitore che avete scelto per l’utenza del caso e che quindi rappresenta il principale elemento di competizione tra la compagnia di fornitura e gli altri operatori sul mercato;
  • spesa per il trasporto e la gestione del contatore, che sono variabili a seconda dei vostri consumi;
  • spesa per oneri di sistema, ovvero tutte le spese necessarie per sostenere il servizio, comprese le spese per finanziare la produzione di energia da fonti rinnovabili;
  • IVA e accise, cioè la tassazione applicata sulle forniture.

Una terza parte, posta sulla facciata anteriore della seconda pagina del documento, entro la quale sono riportate le informazioni relative alle letture e ai consumi. Questa sezione è sicuramente la più interessante se volete avere una chiara indicazione sui vostri consumi e di come viene calcolato l’importo da pagare sulla bolletta. Infatti, qui il fornitore ha l’obbligo di specificare se i consumi si basano su letture effettive o stime. In quest’ultimo, deve essere indicato se gli importi siano soggetti a conguaglio o meno.

Infine, una quarta sezione di “elementi di dettaglio”, in cui vengono esposti i prezzi unitari e i consumi a cui i prezzi sono applicati.

Offerte Luce in evidenza
Offerte Gas in evidenza

Come avviene il calcolo del consumo

Nella sezione precedente, abbiamo parlato di come sia importante sapere leggere le voci di una bolletta troppo alta. In questo caso, la sezione più indicativa è quella relativa ai consumi e delle modalità di calcolo del consumo che l’operatore scelto applica.

Sottolineiamo ancora una volta che ogni fornitore è tenuto a comunicare ai propri clienti la modalità di calcolo dei consumi e, nello specifico, di come questo avviene nel caso in cui si tratti di consumo stimato.

Relativamente al consumo della vostra fornitura, potreste trovarvi davanti a queste due indicazioni:

  • consumo rilevato, che riporta il totale di energia consumata tra due autoletture o letture consecutive;
  • consumo stimato, cioè la stima di consumo in base alle fatturazioni precedenti.

Nel caso del consumo rilevato, allora vi trovate nella situazione in cui state pagando per l’effettivo consumo. Nel secondo caso, potreste invece ricevere il conguaglio alla cessione del vostro contratto oppure alla fine dell’anno.

Se il vostro contratto è a maggior tutela, il fornitore può effettuare la stima secondo il consumo del cliente del periodo precedente, pur riportandolo nel contratto. È obbligatorio che i clienti in questo caso però debbano periodicamente fare un’autolettura del proprio contatore e così comunicare il consumo reale.

Anche per un accordo con un fornitore sul mercato libero le modalità di ricostruzione dell’importo stimato devono essere indicate nel contratto da voi sottoscritto, ma a differenza del primo caso il fornitore non è tenuto a richiedere l’autolettura.

Cos’è il conguaglio

Prima di parlarvi di che cosa fare in caso di conguagli, occorre chiarire di che cosa di tratta. Il termine indica essenzialmente un’operazione di “pareggio” dei conti in sospeso con il vostro fornitore. Naturalmente, riceverete una fattura di conguaglio solo nel caso in cui nelle vostre bollette il consumo fatturato viene calcolato sulla base di una stima.

In caso di conguaglio, potreste trovarvi davanti a due situazioni diverse:

  • la fattura di conguaglio è positiva, ovvero vi richiede il pagamento di una cifra aggiuntiva rispetto alle bollette già saldate. Questa caso dipende dal fatto che il consumo stimato sia inferiore rispetto a quello reale;
  • la fattura di conguaglio è negativa, cioè attraverso di essa vi viene corrisposta la differenza tra il consumo stimato (che in questo caso si è rivelato superiore a quello reale) e quello effettivo.

Cosa fare in caso di conguagli

Nel caso in cui vi troviate a ricevere una fattura di conguaglio che segnala un consumo stimato precedente inferiore al consumo reale, ricordatevi che esistono delle normative specifiche in materia. Le ultime regole stabiliscono che i conguagli non possono essere richiesti se sono passati 2 anni dalla data della bolletta di riferimento. Si tratta di un’ottima notizia per tutti gli utenti, dato che prima i conguagli potevano essere inviati entro l’arco di 5 anni. Nonostante questo, è anche da sapere che tali regole hanno valore solo sulle bollette che sono state emesse a partire da marzo 2018 per la fornitura di energia elettrica, da gennaio 2019 per quelle del gas e solo nel 2020 per quelle dell’acqua.

Vogliamo ora darvi alcuni suggerimenti per aiutarvi a capire cosa fare in questa spiacevole situazione.

Effettuate un'autolettura

Per effettuare un’autolettura avrete bisogno del vostro codice cliente, presente sulla bolletta, e del contatore relativo alla fornitura per la quale state facendo questa operazione. Verificate sul display del contatore i numeri che corrispondono al consumo di energia elettrica (in Kwh) oppure di gas (misurati in metri cubi) fino a quel momento.

È molto importante che, una volta comunicati questi dati all’operatore del Servizio Clienti, verifichiate infine che gli stessi siano riportati sulla vostra bolletta successiva. Solo in questo modo potrete avere la conferma definitiva che il calcolo sia avvenuto sulla base del consumo reale, evitandovi ulteriori fatture di conguaglio in futuro.

Verificate eventuali errori di fatturazione

Purtroppo, una delle cause più frequenti dietro all’arrivo di una fattura di conguaglio inattesa è proprio un errore di fatturazione del vostro fornitore. Potrebbe dipendere da tre fattori comuni:

  • errore di calcolo dei consumi da pagare;
  • costo di servizi non richiesti;
  • costo di una bolletta già pagata.

Se pensate di avere individuato un errore di fatturazione, allora potete rivolgervi alla compagnia per segnalare il problema e/o procedere con un reclamo nei suoi confronti. Nel caso in cui vi sembra che ci sia un errore, ma non ne siete completamente sicuri, potreste pensare di richiedere l’assistenza di un’associazione dei consumatori. Questa associazioni infatti si occupano della tutela degli utenti e forniscono di solito un servizio di consulenza gratuito.

Nella situazione in cui l’errore sia stato confermato, allora potreste anche procedere con un reclamo nei confronti dell’azienda di fornitura. Il reclamo deve essere scritto e inviato tramite raccomandata. Se avete deciso di procedere con un reclamo, vi consigliamo di inserire i seguenti dati:

  • dati anagrafici dell’intestatario della bolletta;
  • una copia della bolletta;
  • codice POD (per una fornitura di energia elettrica) o codice PNR (per il gas);
  • il vostro codice cliente;
  • la descrizione dell’errore per il quale state facendo il reclamo.

Il fornitore è tenuto a darvi una risposta entro 40 giorni solari, a partire dalla data di ricezione della lettera. In caso contrario, avrete diritto ad un indennizzo automatico da accreditare sulle prossime bollette.

Altre cause bolletta troppo alta

Oltre che a consumi riportati in maniera errata oppure basati su una stima, una bolletta troppo alta può dipendere anche da altri fattori. Vi proponiamo quindi due ragioni per le quali la fatturazione delle vostre utenze sia eccessiva:

  • offerta inadeguata – questo significa che il vostro profilo e abitudini di utilizzo della fornitura non corrispondono con l’offerta attiva. Per questo motivo, consigliamo di valutare attentamente i vostri consumi e scegliere un’opzione alternativa tra le tante presenti sul mercato;
  • bassa efficienza energetica – può succedere che il dispendio energetico dell’unità interessata sia eccessivo a causa degli infissi vecchi, l’isolamento termico, gli elettrodomestici di classe inferiore e così via.

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