Disdetta Eni gas e luce: procedura, costi e tempi


La disdetta Eni gas e luce -  ora Eni Plenitude - prevede una procedura ben precisa e l’utilizzo della modulistica Eni. In questa guida analizzeremo:

  • come disdire il contratto Eni gas e luce;
  • quanto costa staccare le utenze;
  • quale modulo di disdetta inviare. 

Come si fa la disdetta Eni gas e luce?

Come fare per chiudere le utenze? Intanto, ci sono due casi che si potrebbero verificare. Il primo consiste nella volontà di cancellare la sottoscrizione di un contratto luce e gas entro 14 giorni di tempo da quando è stato stipulato. 

Si tratta del diritto di ripensamento: la pratica potrà avvenire in modo gratuito. Sarà sufficiente rivolgersi al servizio clienti per portare a termine. Il secondo caso, invece, è la cessazione della fornitura. 

Per dare disdetta sarà possibile:

  • rivolgersi al servizio clienti Eni Plenitude, contattando il numero verde 800 900 700, da numero fisso. In alternativa, si potrà chiamare lo 02 444141 da cellulare;
  • recarsi presso un Energy Store; 
  • inviare una raccomandata A/R;
  • inviando una mail tramite PEC (posta elettronica certificata) all’indirizzo recessi.trader@pec.eni.com;
  • effettuare il login alla propria area clienti e inviare una raccomandata online: si dovrà compilare il modulo web tramite Lettera Senza Busta. 

In tutti i casi indicati in elenco si dovrà compilare l’apposito modulo di disdetta Eni gas e luce (tra i casi in cui spesso si richiede la cessazione della fornitura ci sono il anche il decesso dell’intestatario del contratto o un trasferimento).

È opportuno sottolineare che non è necessario effettuare la disdetta Eni gas e luce nel caso in cui ci sia un passaggio ad un altro fornitore. In questa situazione, infatti, l’intera procedura avviene in modo automatico. Sarà il nuovo fornitore a comunicare ad Eni gas e luce la richiesta di disdetta.

Anche per questo motivo, il passaggio da un fornitore ad un altro nel mercato libero richiede alcune settimane. Il nuovo fornitore deve occuparsi di tutte le procedure amministrative e tecniche legate all’attivazione del nuovo contratto di fornitura.

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Documenti per disdetta contratto Eni gas e luce

I documenti da presentare in caso di disdetta sono:

  • dati dell'intestatario della fornitura;
  • il codice POD e PDR del contatore, facilmente reperibili in bolletta;
  • il nuovo indirizzo di recapito, per l’invio della bolletta di chiusura (oggi viene inviata sempre più spesso via email). 

Costo disdetta contratto Eni Plenitude

Quanto si spende a chiudere le utenze Eni Plenitude? I costi da sostenere sono stati raccolti nella tabella che segue. 

Voce di spesa

Costo

Disdetta fornitura gas

Tra i 30 e i 45 euro in base alla portata termica dell’impianto

Disdetta fornitura luce

26,13 euro

Spese amministrative

23 euro + IVA

Qualora fosse necessario chiudere la fornitura con il sigillo del contatore, si dovrebbero sostenere dei costi di circa 50 euro

Cosa succede dopo la disdetta Eni Plenitude?

Dopo aver inviato la richiesta di disdetta, si sarà contattati dalla società di distribuzione responsabile della chiusura del contatore, in modo tale da poter stabilire un appuntamento con il tecnico del distributore. 

Il contatore della luce, invece, si potrà chiudere con un semplice intervento da remoto, senza la necessità di dover attendere l’arrivo di un tecnico. Alla chiusura del contratto, si riceverà la restituzione del deposito cauzionale all’interno di una fattura di chiusura. 

La bolletta di chiusura - quindi l’ultima che si dovrà pagare - viene inviata entro 6 settimane dalla cessazione della fornitura (quindi 1 mese e mezzo). In merito alle tempistiche, la società di distribuzione dovrà evadere la richiesta di disdetta entro 5 giorni. 

Come riavere il deposito cauzionale dopo la disdetta?

Il deposito cauzionale è un particolare contributo che viene richiesto dal fornitore al cliente in fase di sottoscrizione di un nuovo contratto di luce o gas (sia in caso di primo allaccio che di attivazione di un nuovo contratto per una fornitura già attiva). Si tratta di un importo che viene versato dal cliente a titolo di garanzia per il fornitore. Di fatto, il deposito cauzionale è una compensazione, versata in anticipo, in caso di mancati pagamenti da parte del cliente.

 Per una fornitura del mercato tutelato, inoltre, il deposito cauzionale è sempre previsto nel caso in cui il cliente scelga il pagamento tramite bollettino. Con il mercato libero, invece, il fornitore può decidere se richiedere o meno il deposito cauzionale. Anche in questo caso, per evitare il versamento iniziale è sufficiente optare per la domiciliazione bancaria.

I clienti Eni gas e luce che effettuano la disdetta del contratto hanno la possibilità di riavere il deposito cauzionale. Questo contributo, infatti, deve essere restituito dal fornitore una volta che il contratto è stato chiuso. Da notare, inoltre, che il deposito cauzionale va restituito anche in caso di passaggio ad altro fornitore. Chiuso il contratto, infatti, Eni gas e luce non può più trattenere il deposito che, ricordiamo, rappresenta una forma di compensazione riconosciuta al fornitore per eventuali mancati pagamenti del cliente.

La restituzione del deposito cauzionale è automatica. Non è necessario compilare moduli o seguire procedure particolari. Completata la disdetta del contratto di fornitura, infatti, Eni gas e luce (o qualsiasi altro fornitore di luce e gas con cui era attivo un contratto) è tenuto alla restituzione del deposito versato dal cliente entro 30 giorni dalla cessazione. La restituzione, come detto, è automatica e deve tenere conto degli interessi legali maturati dal momento del deposito al giorno della restituzione.

Il fornitore provvederà alla restituzione del deposito sotto forma di rimborso nell’ultima bolletta inviata che, generalmente, viene definita come “bolletta di chiusura contratto”. In questa bolletta, il fornitore addebita i costi per gli ultimi consumi registrati. Tali costi saranno ridotti dell’importo del deposito cauzionale (più gli interessi maturati sull’importo). È opportuno, quindi, verificare l’ultima bolletta e l’eventuale restituzione del deposito cauzionale.

Da notare, inoltre, che il deposito cauzionale viene restituito in automatico anche in caso di passaggio dal pagamento tramite bollettino al pagamento tramite domiciliazione sul conto corrente. La procedura è identica. La restituzione avviene sotto forma di accredito in bolletta e, quindi, come sconto extra sul totale da pagare. Anche in questo caso, non è necessario seguire alcuna procedura particolare o inviare moduli.

 

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