Spesa oneri di sistema: cosa sono?


C’è una voce nella vostra bolletta di luce e gas che non avete mai notato ma che ha un peso rilevante sul costo finale del servizio. Sono gli oneri di sistema e rappresentano circa il 25% dell’importo complessivo che andate a pagare per la fornitura di energia elettrica.

cambio fornitore luce e gas

La stessa voce nelle fatture gas è molto contenuta e non arriva neanche al 4%. Perché c’è una differenza così importante e cosa sono gli oneri di sistema?

La guida si occuperà di chiarire gli aspetti per voi sconosciuti di questa voce in fattura e vi fornirà dei consigli per risparmiare sulle bollette dell’energia elettrica e gas. Anche se gli oneri di sistema sono fissi e vengono stabiliti per legge si può scegliere una promozione luce conveniente con un costo della materia prima più basso o con degli incentivi vantaggiosi.

Come risparmiare sulla bolletta dell’energia

Per scoprire quali sono le migliori offerte energia elettrica potete visitare i siti dei diversi fornitori o affidarvi al comparatore di SosTariffe.it, questo strumento confronterà per voi i cataloghi degli operatori. Ma non si limiterà a un monitoraggio delle offerte luce, in base ai parametri selezionati stimerà il costo mensile e annuale della fornitura, vi indicherà gli sconti e gli abbuoni proposti da ciascun gestore e le condizioni contrattuali.

Per poter scegliere con consapevolezza la migliore offerta gas o luce e risparmiare è importante anche saper leggere la propria bolletta energetica. Le componenti principali della fattura sono:

  • Spesa per la materia energia

  • Spesa per il trasporto e la gestione del contatore

  • Spesa per oneri di sistema

  • Imposte e IVA

Nello schema riportato dal sito di comparazione delle tariffe è presente anche una stima del peso percentuale che ogni voce ha sul costo finale della bolletta.

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Le voci di spesa

Il prezzo posto dall’operatore per la materia prima è senza dubbio quello più importante, anche nelle promozioni migliori incide per il 40% circa dell’importo fatturato. La seconda voce è quella che riguarda ogni aspetto della trafila che permette all’energia elettrica di giungere nelle vostre case. In questo costo sono incluse le spese di trasporto sulla rete di distribuzione nazionale e locale, le tariffe per il dispaccio della luce e i costi di gestione dei lettori e della raccolta dati.

La voce nota a tutti e che non necessiterebbe di spiegazioni è quella delle imposte e dell’IVA: sono le tasse. La prima parte di questa spesa è costituita dai contributi fiscali calcolati sull’energia consumata e sulla potenza dell’impianto casalingo. L’IVA invece per le abitazioni domestiche è al 10% mentre per le aziende è al 22%,

Cosa sono gli oneri di sistema

E siamo alla voce misteriosa, gli oneri di sistema. Questo costo copre i contributi dei cittadini per diverse attività necessarie al sostegno del sistema elettrico nazionale. Si tratta di una voce il cui importo viene stabilito per legge ed è l'Autorità di regolamentazione del mercato dell'energia a rivederne il costo ogni tre mesi. Non pensate che cambiando fornitore potrete trovare degli oneri minori, non è nelle possibilità del gestore modificare questa voce di spesa.

Ma perché si pagano gli oneri di sistema e a cosa servono? Domanda legittima. Si tratta di un contributo che viene richiesto per quelle che l’ARERA definisce “attività di interesse generale per il sistema elettrico”. Sotto questa dicitura rientrano molti interventi e incentivi:

  • incentivi alle fonti rinnovabili e altri sistemi di produzione alternativi

  • contributi per sostenere le agevolazioni riconosciute per il settore ferroviario e l’elettrificazione delle linee o altre modifiche

  • sostegno alla ricerca di sistema per implementare soluzioni sostenibili o nuove tecnologie

  • copertura del bonus elettrico (sono esentati i beneficiari del bonus sociale)

  • è incluso anche un contributo per la copertura delle agevolazioni per le imprese a forte consumo di energia

  • messa in sicurezza del nucleare e misure di compensazione territoriale per le regioni o i siti con vecchie centrali dismesse (bonifiche e simili)

  • integrazioni delle imprese elettriche minori

Bonus elettrico, a chi spetta

In questo lungo elenco ci sono due voci che sarà meglio chiarire. Il primo punto è quello che riguarda il bonus elettrico e coloro che non sono tenuti a versare questa quota degli oneri; il secondo invece è una spiegazione dell’ultima componente di questa spesa, cioè il contributo destinato alle imprese elettrice minori.

Il bonus elettrico viene pagato dagli utenti per contribuire a finanziare degli sconti in bolletta istituiti dal Governo per le famiglie o le persone in disagio economico o fisico. Il bonus elettrico per chi lo riceve consiste in uno sconto sulla bolletta elettrica del 20% dell’importo.

Nelle due categorie dei beneficiari rientrano dei soggetti molto specifici. Il disagio economico è riconosciuto a chi abbia un ISEE inferiore a 8.265 euro annui, o a famiglie con più di 3 figli e un ISEE inferiore a 20 mila euro o a chi è rientrato tra i beneficiari del Reddito di cittadinanza o della Pensione di cittadinanza.

I requisiti invece per essere ritenuti in gravi condizioni di salute e quindi si sia esentati dal pagamento della quota bonus elettrico e se ne benefici sono: malattie che costringano all’utilizzo di apparecchi elettromedicali che mantengano in vita la persona. Le stesse categorie appena descritte sono escluse dal pagamento di questa componente degli oneri di sistema, anche perché sono gli stessi soggetti a cui è riconosciuto il diritto di ricevere il bonus sociale.

Gli incentivi alle imprese e la riforma delle tariffe

L’altra voce che potrebbe risultare oscura ai più è quella che riguarda gli incentivi per le piccole imprese elettriche. In questa componente è compresa la parte degli oneri destinata a quelle imprese che producono energia elettrica sulle isole minori italiane e alle aziende di distribuzione con meno di 5 mila utenti.

Ecco tutto ciò che vi abbiamo illustrato sin qui non lo troverete specificato voce per voce in bolletta, dal 2018 infatti una riforma del sistema di tariffazione delle bollette ha incorporato tutte queste componenti in due macro-categorie: nella prima indicata dall’acronimo Asos sono compresi tutti gli oneri per i contributi alle rinnovabili e alla cogenerazione, nella seconda identificata come ARIM invece vengono comprese altre componenti.

Ricadono sotto questa seconda voce gli inventivi per rifiuti non biodegradabili, le quote per il bonus elettrico, quelle per la messa in sicurezza dei siti nucleari, per le agevolazioni per le ferrovie, le spese per la ricerca di sistema e per la promozione dell’efficienza energetica nazionale e le integrazioni delle imprese minori.

Gli oneri di sistema gas

Nelle bollette del gas è presente la stessa voce, oneri di sistema, solo che il suo peso all’interno del costo complessivo è solo di circa di 4%. Anche in questo caso la definizione riportata dall’Atlante del consumatore dell’ARERA è la seguente: “corrispettivi destinati alla copertura di costi relativi ad attività di interesse generale per il sistema gas”.

Come nella tariffazione dell’energia elettrica quindi anche in quella della fornitura del gas gli utenti finali vanno a pagare dei contributi per mantenere efficiente il sistema di distribuzione, per gli investimenti sul risparmio energetico e per il bonus gas. Ci sono poi anche le voci UG3, con cui si riconoscono le quote per coprire i costi che i distributori devono sostenere per sospendere il servizio ai clienti morosi, e UG2, definita come componente per la compensazione dei costi di commercializzazione.

Il bonus Gas

Il Bonus gas è il corrispettivo del bonus elettrico per quanto riguarda però i soli casi di disagio economico, com’è ovvio che sia. Quindi sono esclusi dal pagamento i beneficiari del bonus sociale che poi sono gli stessi destinatari degli aiuti raccolti e coperti da questi contributi in bolletta.

Rinfreschiamoci comunque la memoria. È un’agevolazione introdotta dal 2009, è una riduzione pari a circa il 15% della bolletta del gas per le famiglie bisognose e in disagio economico. Spetta agli stessi soggetti a cui spetta anche il bonus elettrico, i due sconti sono infatti cumulabili.

La riduzione della bolletta del gas può essere richiesta da:

  • titolari di un contratto diretto di fornitura del gas con ISEE inferiore agli 8 mila euro

  • famiglie con più di 3 figli con ISEE inferiore a 20 mila euro

  • anche chi vive in condominio e ha un impianto centralizzato potrà fare richiesta del bonus purché rispetti i requisiti economici appena descritti

Le zone climatiche e lo sconto gas

Una differenza tra il bonus elettrico e quello gas sta nel valore effettivo dello sconto. In questo caso infatti possono essere applicati degli sconti differenti in base a modalità di utilizzo del gas, numero di persone residenti in casa, zona climatica di residenza.

I tre parametri servono a stabilire le effettive esigenze di riscaldamento che la famiglia o il singolo deve affrontare. La suddivisione in zone climatiche dei comuni italiani viene identificata con le lettere dalla A alla F, le zone sono definite per legge. Ad esempio, Belluno è in zona F, Milano in zona E, Palermo d’altro canto rientra nelle zone A/B, quindi quelle più calde.

La differenza di contributo può essere molto importante tra i due estremi di questa particolare composizione del territorio. Una famiglia di 4 persone che usi il gas per riscaldare casa, per l’acqua calda e per la cucina potrebbe ricevere fino a 220 euro di bonus in un anno. Al lato opposto della Penisola o in un zona classificata A/B una famiglia nelle stesse condizioni e che utilizzi il gas per gli stessi scopi avrebbe uno sconto di 85 euro in 12 mesi.

 

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