Cambio fornitore luce e gas: la guida completa


Cambiare il fornitore di offerte luce e gas è molto più semplice oggi rispetto a qualche anno fa. La privatizzazione del settore è andata di pari passo con procedure sempre più snelle e orientate al cliente, e così per tutti è possibile cominciare a risparmiare con pochi click su un sito Internet, in assoluta sicurezza.

Cambio fornitore: la guida completa

Ancora più importante, il cambio del fornitore per le utenze di casa è del tutto gratuito: non è necessario spendere nulla sia quando si passa dal Servizio di Maggior Tutela al mercato libero sia quando si fa già parte del mercato libero e si trova un’altra offerta allettante. Qui di seguito, vediamo tutti i dettagli sulle cose a cui fare attenzione quando si cambia fornitore.

Cambiare fornitore di luce e gas: 3 cose da sapere

  1. Cambiare fornitore di luce e gas permette un risparmio di 268 euro il primo anno di attivazione
  2. Il passaggio è gratuito e non invasivo: non si dovranno effettuare lavori domestici
  3. Prima di effettuare il passaggio è utile confrontare le diverse proposte del mercato libero 
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Si può risparmiare sulle utenze?

Hai guardato la tua bolletta della luce o del riscaldamento e hai pensato che è troppo alta? Hai parlato con parenti e amici che, con una casa paragonabile alla tua per dimensione e consumi, spendono molto meno? Nulla di più facile.

Da quando i settori del gas e della luce sono stati privatizzati, i consumatori possono scegliere l’operatore che preferiscono, confrontando tra di loro le promozioni e le offerte ed effettuando quello che in termini tecnici si definisce “switch”, ovvero “passaggio”.

E proprio perché le tariffe devono risultare allettanti per i clienti, i vantaggi di cambiare fornitore sono molti, a partire da risparmi nell’ordine dei 200-300 euro all’anno.

7 motivi per un cambio fornitore

Oltre al risparmio, sono tante le motivazioni che possono spingerti a cambiare fornitore e a scegliere un’offerta più allettante, ad esempio:

  1. il passaggio dalla Maggior Tutela al mercato libero. Bisogna ricordare che dal 2020 il mercato tutelato scomparirà, quindi tutti gli utenti ancora con il vecchio regime dovranno per forza passare al mercato libero; per evitare problematiche relative agli affollamenti l’anno prossimo, è una buona idea intervenire per tempo.

  2. il passaggio da una tariffazione fissa a una che blocca il prezzo per un certo periodo di tempo (di solito da 12 a 36 mesi), mettendoti così al sicuro dagli eventuali aumenti del costo delle materie prime che periodicamente si verificano.

  3. il passaggio da una tariffazione per l’energia elettrica monoraria o multioraria (bioraria o trioraria), o viceversa, in base alle tue nuove esigenze (ad esempio se si sta più a casa durante il giorno può convenire la monoraria, o un’offerta bioraria in caso di coppia senza figli in cui entrambi i coniugi lavorano, e così via).

  4. un servizio clienti migliore, più pronto a intervenire per situazioni particolarmente complesse o in caso di guasto.

  5. un’offerta che include anche un’assicurazione per la casa, con professionisti pronti a intervenire qualora si verifichi un problema di qualsiasi genere.

  6. un trasloco in una casa nuova con relativa voltura, per non doversi per forza adeguare all’offerta scelta dal precedente inquilino, magari non altrettanto conveniente per te.

  7. la scelta di un’offerta dual fuel, cioè con riscaldamento e luce presso lo stesso fornitore.

Le differenze tra il mercato libero e la Maggior Tutela

Per capire meglio che cosa significhi passare dal servizio di Maggior Tutela – la scelta di moltissimi italiani che non hanno mai cambiato il vecchio fornitore di luce e gas – è bene chiarire quali sono le differenze tra i due regimi.

Per prima cosa bisogna specifica che il servizio di Maggior Tutela, detto anche mercato tutelato, è quello a cui aderiscono in automatico tutti quelli che non hanno mai cambiato fornitore.

Si parla di “tutela” perché:

  • è l’ARERA – l’Autorità italiana dell’energia – a regolamentare i mecati di luce e gas in Italia
  • l'ARERA stabilisce le condizioni delle forniture di luce e gas (tariffa di Maggior Tutela) 
  • è questo ente che delegata  i diversi fornitori per ciascuna zona (per l’elettricità il fornitore è il distributore locale, mentre per il gas tutti i fornitori hanno la facoltà di proporre le tariffe di maggior tutela)
  • il prezzo della fornitura è dunque definito dall’ARERA stessa con variazioni periodiche ogni tre mesi.

Dal 2007, anno della completa liberalizzazione del mercato dell’energia, ogni consumatore può scegliere se rimanere nel mercato tutelato o passare al mercato libero, scegliendo da sé il proprio fornitore di gas o di energia elettrica.

Il mercato tutelato è rivolto soprattutto alle utenze domestiche ma anche alle imprese, basta che queste ultime abbiano meno di 50 dipendenti e un fatturato che non superi a 10 milioni di euro.

Con quale regime si paga di più?

Allo stato attuale, la maggior parte delle famiglie italiane – poco meno di due terzi delle utenze domestiche – sono ancora nel mercato tutelato, anche se ogni anni, in vista della dismissione del servizio prevista per il 2020, aumentano gli switch.

Il mercato libero opera con tutt’altre logiche, in primo luogo perché è il fornitore a decidere quale prezzo praticare, con soluzioni spesso molto convenienti e servizi aggiuntivi che la concorrenza non può vantare.

Gli operatori del mercato libero possono decidere di bloccare il prezzo della materia prima per un certo periodo di tempo, di solito da 1 a 3 anni: questo è impossibile nella Maggior Tutela e aiuta a mettersi al riparo dai frequenti aumenti del costo del gas e della luce.

Da ricordare che alcune voci in bolletta sono comuni ai due regimi, come ad esempio:

  • le imposte

  • gli oneri di sistema generali

  • i servizi di rete

  • e così via.

Questi valori dipendono primariamente dalla tipologia dell’utente – se domestico o non domestico – e dalla tariffa applicata (TD per quanto riguarda i clienti domestici e BTA per gli usi diversi dalle abitazioni).

Che cosa fare per cambiare il fornitore del gas e dell’energia

Per prima cosa, una scelta ragionata su un nuovo fornitore delle utenze casalinghe (o del negozio o dell’ufficio) non può prescindere da un accurato controllo tramite un comparatore, come quello di SosTariffe.it.

Grazie a questi strumenti, infatti, è possibile confrontare le diverse tariffe, inserendo i propri dati, come ad esempio:

  • metratura della casa

  • numero di membri della famiglia

  • percentuali d’uso nell’arco della giornata

  • elettrodomestici posseduti e utilizzati

In tal modo si fa una stima dei consumi. Solo a questo punto vengono elaborati dei preventivi con tanto di spesa annua stimata e risparmio rispetto alla maggior tutela.

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Una volta che ti sei chiarito le idee e hai deciso a che fornitore rivolgerti, è un’ottima idea recarti sul sito ufficiale del nuovo fornitore da te scelto e seguire le istruzioni fornite per aderire alla tariffa. Il più delle volte si tratterà soltanto di un modulo da compilare con i tuoi dati, ma in altri casi potresti dover telefonare, inviare una mail, accedere da un’app per smartphone e tablet e così via.

SosTariffe.it mette a disposizione anche il numero 02 5005 222, al quale risponde un esperto che sarà in grado di risolvere qualsiasi dubbio sulle offerte energia elettrica e gas. 

Come avviene il passaggio da un regime all’altro

A questo punto, si può dire… che il tuo lavoro sia già finito: spetta infatti ai due fornitori – quello vecchio e quello nuovo – accordarsi per gestire il tuo passaggio dall’uno all’altro.

Non è infatti necessario alcun intervento del tecnico a casa tua né tantomeno al tuo contatore. L’unica cosa da tenere presente è che, a prescindere dal mezzo utilizzato per aderire all’offerta, bisogna avere sottomano alcuni dati importanti, ovvero:

  • i dati dell’intestatario (ovvero il nome, il cognome e il codice fiscale)

  • i dati della fornitura (il POD per l’energia elettrica e il PDR per il gas; entrambi si possono trovare nell’ultima bolletta ricevuta)

  • i recapiti (telefonici o mail)

  • per chi sceglie la domiciliazione bancaria (molto spesso condizione indispensabile per accedere ad alcuni dei più allettanti vantaggi delle offerte promozionali) è necessario fornire anche il codice IBAN del proprio conto corrente.

Un altro punto che rende molto interessante il passaggio a un altro fornitore nel mercato dell’energia elettrica e del gas è che (a differenza di quanto accade invece nel settore della telefonia, sia fissa che mobile) questo genere di contratti non ha una durata minima e quindi non prevede una penale qualora si abbandoni troppo presto il nuovo fornitore.

In qualsiasi momento si può tornare sui propri passi e addirittura tornare al servizio di Maggior Tutela (ovviamente prima del 2020).

Quanto ci si mette e quanto si paga per cambiare fornitore di gas o energia

A livello teorico, un fornitore di servizio potrebbe “ritardare” il più possibile il passaggio di uno suo cliente a un’altra azienda, ma per fortuna l’ARERA ha stabilito le tempistiche relative alla procedura, valide per tutti i gestori.

In questo modo l’Autorità fa sì che ci sia una vera concorrenza tra i vari gestori attivi nel mercato libero, avvantaggiando in questo modo il cliente finale che non si trova a dover sopportare interruzioni del servizio che lo scoraggerebbero nello scegliere un nuovo fornitore.

Le tempistiche per il cambio energia riguardano prima di tutto il recesso dal vecchio contratto, il cui preavviso parte dal 1° giorno del mese successivo a quello in cui il vecchio gestore ha ricevuto la comunicazione scritta.

  • per i clienti domestici, i tempi sono di 1 mese a partire dal primo giorno del mese successivo alla comunicazione

  • per i clienti non domestici si parla di 1 mese per chi passa al mercato libero dal servizio di Maggior Tutela, e di 3 mesi da un fornitore del mercato libero a un altro.

Come detto, il cambio di gestore è sempre gratuito per il mercato libero; ci sono dei casi in cui il gestore può addebitare al cliente 16 € per i costi di bollo del nuovo contratto nel mercato tutelato.

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