Come produrre gas metano in casa

Generare gas dai rifiuti a casa propria, da usarsi per la cottura quotidiana degli alimenti e per scaldare l’acqua, non è una fantasia di un futuro remoto. In India già più di 2.000 famiglie stanno sperimentando un digestore compatto realizzato dall’Appropriate Rural Technology e che si basa su scarti alimentari (prevalentemente farinacei e vegetali) per produrre biogas. Ma è possibile usare una simile tecnologia e produrre gas metano in casa anche da noi?

Biodigester
Con i digestori è possibile produrre biogas per la cucina

Che cos’è un digestore

I digestori sono impianti (prevalentemente industriali, ma cominciano a diffondersene anche di domestici) che servono per trasformare la parte umida (quella organica) dei rifiuti in gas metano e biossido di carbonio. Il procedimento è quello della decomposizione (o digestione) anaerobica: i batteri operano quindi in assenza di ossigeno fino a produrre, insieme al gas, una sorta di composto che viene definito “digestato“.
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In linea teorica, a un chilogrammo di materiale organico e biodegradabile corrispondono 0,4 metri cubi di gas (400 litri). Una quantità, insomma, decisamente troppo ridotta per un motore, ma che può essere sufficiente (soprattutto per chi abita in campagna e ha animali da cortile o bestiame) per cucinare e illuminare casa.

I modelli più comuni di digestori casalinghi prevedono un serbatoio dove vengono riposti i materiali organici (come il letame o gli avanzi dei pasti) collegato a con un tubo di gomma a un sacco gonfiabile per la raccolta del metano.

Le tempistiche

Quanto ci vuole perché il materiale organico dia origine al metano? Questo valore dipende strettamente dalla temperatura del luogo, visto che più le temperature sono alte più i batteri termofili, più veloci, sono sollecitati, mentre con meno gradi sono i batteri mesofili a occuparsi del processo. In genere, si può dire che in una trentina di giorni il materiale organico dovrebbe aver compiuto il suo corso. La temperatura ideale per la produzione di gas metano è tra i 29 e i 35 gradi; se fa troppo freddo l’output di gas è limitato, motivo per cui al nord e in genere nei climi rigidi il digestore viene sistemato in una serra.

È sicuro produrre gas metano in casa?

Prima di tutto va ricordato che questi sistemi sono in gran parte casalinghi, quindi se non si riesce a trovare una soluzione professionale (magari acquistandola nei marketplace esteri) è meglio provare a costruirsi un digestore domestico solo se si è esperti in materia o si può contare sull’aiuto di qualcuno davvero preparato sull’argomento.

Il rischio più evidente (e più grave) è quello di un incendio o di un’esplosione di metano, motivo per cui è necessario che l’area intorno all’apparecchio sia ben ventilata per evitare l’accumulo di gas e il rischio di asfissia, visto che il biogas riduce i livelli di ossigeno, e che non si avvicinino scintille o materiali infiammabili (e nemmeno i telefoni cellulari). Anche l’igiene è essenziale, per cui il digestore va maneggiato con cura e bisogna lavarsi con cura estrema le mani subito dopo. Attenzione anche agli odori creati dalla produzione di biogas.

Le soluzioni nel mondo

Anche se in Italia il mercato ancora non ha accolto soluzioni di questo tipo, che il biogas anche casalingo sia destinato a essere una delle energie rinnovabili del futuro è indubbio. Uno degli ultimi progetti presentati è la bio-digester kitchen della Microbial Home di Philips, una cucina-ecosistema dove l’output di ogni funzione è l’input di un’altra. Il blocco cucina autoproduce metano ed è composto da un ripiano per affettare il cibo con lavabo, un piano cottura a gas e il serbatoio per produrre il biogas, il tutto realizzato con materiali sostenibili (ghisa, rame, vetro e bambù) e non c’è produzione di odori sgradevoli. Inoltre, il design è particolarmente curato, e probabilmente questa sarà la direzione delle cucine sostenibili del prossimo futuro, per produrre gas metano in casa in modo naturale e comodo.

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