ICCID SIM: che cosa è il numero seriale SIM e a cosa serve


Il mercato della telefonia oggi presenta moltissimi operatori pronti a conquistare nuovi clienti con promozioni sempre più allettanti: da TIM a Vodafone, da WindTre a Iliad, da Fastweb a Ho. e Kena le opportunità per chi vuole risparmiare sul canone mensile e avere tanti gigabyte per il proprio traffico Internet sono davvero tante.

sim

Per questo si tratta di un mercato ad alta mobilità: gli operatori cercano sempre di superarsi tra di loro in quanto a convenienza e diverse promozioni sono create apposta per gli utenti di uno specifico operatore, in modo da assicurargli un prodotto perfettamente in linea con le sue esigenze, ma a un costo più basso.

Oggi è pratica comune cambiare operatore spesso, per qualcuno perfino più volte in un anno, visto che sono sempre di più i fornitori del servizio che non richiedono una permanenza minima ma consentono di cambiare mese dopo mese.

E la procedura per passare da un operatore all’altro è davvero semplice: si può fare online, oppure con una telefonata, o ancora con un dispositivo automatico come i totem di Iliad.

È però importante avere sempre con sé i dati indispensabili relativi alla propria utenza mobile: non soltanto il numero di telefono e l’operatore di partenza, ma anche il codice ICCID.

Il codice ICCID (che sta per Integrated Circuit Card ID) è la “carta d’identità” della SIM: a differenza di PIN, PUK e altri codici che servono invece per lo sblocco della carta, l’ICCID permette di identificare in maniera univoca la SIM ed è per questo una sequenza numerica di grande importanza, soprattutto se si vuole approfittare di una nuova offerta di telefonia mobile e cambiare operatore.

Com’è fatto il codice ICCID

Le 19 cifre che compongono il codice ICCID possono essere riunite in quattro diversi gruppi con specifiche funzionalità, un po’ come capita per altri codici, come ad esempio l’IBAN per i conti correnti:

  • le prime due cifre identificano le schede per le comunicazioni (per la telefonia mobile, 89)

  • la terza e la quarta cifra identificano la nazione dov’è stata rilasciata la scheda: per l’Italia questo numero è 39, lo stesso del prefisso internazionale;

  • la quinta, la sesta e in alcuni casi anche la settima cifra servono per identificare l’operatore che distribuisce la scheda. In Italia lo 01 appartiene a TIM, Vodafone ha il 10, Wind l’88, Tre il 99, 008 Fastweb e così via.

  • le ultime cifre, infine, sono quelle che identificano la SIM in maniera univoca e vengono assegnate dall’operatore.

Va segnalato che esistono altri tipi di codici ICCID, anche a 16, 20 o 22 cifre, ma questi possono essere “convertiti” nei 19 caratteri di nostro interesse: per quello a 16 cifre basta aggiungere tre zeri dopo il gruppo di numeri relativo all’operatore, per quello a 20 si toglie uno degli zeri dopo l’operatore e per quello a 22 se ne tolgono 3.

A che cosa serve il codice ICCID SIM

Una volta chiarita la natura del codice ICCID, ci si può chiedere a che cosa serve, nello specifico, questa serie di cifre.

Come detto, poiché il codice identifica la SIM senza possibilità di errore è di grande aiuto per l’informatica forense, ad esempio quando serve sapere come registrare un scheda legata a un qualche tipo di reato. Inoltre, il codice ICCID è importante quando si cambia il formato della scheda: chi ha sempre avuto un vecchio telefonino, di quelli con la SIM di grandi dimensioni, se passa a uno smartphone di ultima generazione si troverà costretto a cambiare la SIM in un formato micro o nano, e quindi dovrà comunicare all’operatore il suo codice per la sostituzione.

Ma la situazione più comune in cui si utilizza l’ICCID è quella in cui si cambia operatore telefonico e si effettua la portabilità del numero. Quando si vuole mantenere il proprio numero di telefono, infatti, durante il passaggio verrà richiesto, oltre al numero stesso, la tipologia di contratto e il codice ICCID.

È necessario quindi averlo sottomano per non essere costretti a richiedere un nuovo numero (e quindi a comunicarlo a tutti i propri contatti). Nel caso in cui non si riesca in alcun modo a trovare l’ICCID sulla SIM, bisognerà, prima di effettuare il cambio operatore, richiedere un duplicato della propria SIM al vecchio operatore. Fortunatamente i casi in cui non è sufficiente un po’ di pazienza per ricostruire il codice sono davvero pochi, come vedremo.

Come trovare l’ICCID sulla SIM

Il modo più facile per trovare l’ICCID sulla SIM è… osservare con attenzione la scheda, dopo averla estratta dal suo alloggiamento (il più delle volte con la classica graffetta metallica da inserire nel foro sul lato dello smartphone, o rimuovendo la cover posteriore). Si tratta infatti del codice trascritto sopra di essa, nella parte opposta a quella del chip. Ci sono però numerosi casi in cui questo numero è illeggibile: ad esempio l’usura può avere cancellato parzialmente alcune cifre, oppure, se si tratta di una scheda un po’ vecchia, si è stati costretti a “tagliarla” per passare a un formato micro SIM o nano SIM.

In questo caso, diventa fondamentale utilizzare altri sistemi per risalire al proprio ICCID: ne esistono diversi, ovvero i seguenti.

Leggere il codice ICCID sulla scheda

Com’è noto, le SIM vengono fornite al cliente all’interno di una speciale card di plastica pre-tagliata (nei diversi formati di SIM) dove sono stampati anche il codice PIN e il PUK. Qui si trova anche il codice ICCID, quindi se si riesce a rientrare in possesso della card originaria (che, è bene ricordarlo, va sempre conservata proprio per queste situazioni) si può risalire ai numeri che servono per la portabilità.

Se il codice ICCID non garantisce una corretta portabilità, si può sempre contattare il servizio clienti del vecchio operatore, il quale non può ostacolare in alcun modo il passaggio a un altro fornitore di servizio analogo.

Trovare l’ICCID con un app o all’interno del sistema operativo

Per chi ha un iPhone, trovare l’ICCID dela propria SIM è molto semplice: basta aprire le Impostazioni, selezionare Generali e poi Info, la prima opzione dall’alto. Il codice ICCID, insieme alle altre specifiche della scheda, viene visualizzato in chiaro.

Per un telefono Android con sistema operativo inferiore al 9 invece è necessario utilizzare app specifiche, ma nella maggior parte dei casi sono sufficienti quelle ufficiali del proprio operatore telefonico. Anche operatori come Iliad, che non hanno app proprie perché utilizzano l’Area Clienti web come centro di controllo per tutto ciò che riguarda il proprio abbonamento, offrono applicativi specifici (in questo caso, Portabilità Seriale SIM) proprio con lo scopo di favorire la ricerca del codice ICCID. Altre applicazioni che servono a trovare l’ICCID sono SIM Card, SIM Card Info, ICC ID e altre, tutte gratuite e scaricabili liberamente dal Play Store.

Da Android 9.0, è invece possibile risalire al numero di serie delle eSIM, che in alcuni casi (ma non sempre) potrebbe contenere anche l’ICCID delle SIM comuni: per trovarlo, bisogna selezionare le Impostazioni, poi le voci Sistema e Informazioni sul telefono, e poi la dicitura Stato della SIM. L’ICCID, se si è fortunati, è segnato sotto la voce EID.

Tutti gli altri numeri della SIM

Spesso si fa confusione tra i vari codici relativi a una singola SIM, e peggio ancora con il numero di telefono legato alla SIM stessa. Facciamo un po’ d’ordine per aiutare chi, ad esempio perché non ha mai cambiato operatore o ha un telefono sbloccato che non richiede l’inserimento del PIN, non ha dimestichezza con questi termini.

PIN: questo acronimo significa Personal Identification Number e tale numero, una stringa di numeri di lunghezza variabile (di norma 4 nella telefonia mobile), permette di accedere al contenuto e alle funzionalità della SIM: si tratta in altre parole di una sorta di password che consente solo a chi lo conosce di utilizzare il telefono per chiamare, navigare e così via. Attenzione, perché dopo aver inserito un PIN errato per tre volte, la scheda si blocca ed è necessario l’inserimento del PUK.

PUK: qui l’acronimo sta per Personal Unblocking Key, ed è la soluzione nel malaugurato caso in cui non ci si ricordi più il PIN e non lo si trovi più da nessuna parte. Questa stringa di otto cifre, infatti, costituisce il codice di sicurezza secondario da immettere quando si sbaglia per tre volte di seguito il PIN. Inserire per dieci volte di seguito un PUK errato comporta il blocco della scheda, che a quel punto è inutilizzabile (e bisognerà contattare l’operatore per farsene dare una sostitutiva).

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