Banche italiane più sicure: la classifica aggiornata

Aggiornato il: 10/12/2023
di Davide Raia
Pubblicato il: 10/12/2023

In 30 secondi

Come scegliere la banca più sicura?

  • ci sono vari parametri per valutare la solidità di un istituto bancario
  • l'indice CET1 è il riferimento più importante: più alto è, più la banca è solida
  • a proteggere i correntisti c'è il Fondo Interbancario a Tutela dei Depositi che protegge un risparmiatore fino a 100.000 euro per conto

Ci sono vari parametri da considerare quando si sceglie la banca con cui aprire il conto corrente su cui depositare i propri risparmi e accreditare lo stipendio o la pensione.

Uno dei fattori più importanti da considerare è la solidità e, quindi, la sicurezza della banca. Per valutare quest’aspetto è possibile tenere in considerazione vari elementi. Un dato che consente di valutare con buona precisione la sicurezza della banca è rappresentato dall’indice CET1. Più alto è il valore di questo indice (espresso in percentuale) e più è sicuro depositare i propri risparmi nella banca. In linea di massima, inoltre, per individuare banche sicure e vantaggiose è sempre possibile consultare il comparatore di SOStariffe.it per conti correnti in modo da ottenere informazioni precise in merito alle caratteristiche dei singoli conti disponibili sul mercato.

Vediamo, quindi, quali sono le banche più sicure in Italia a marzo 2024:

Quali sono i parametri per le banche più solide

Esistono diversi parametri che aiutano a orientarsi meglio per stabilire la solidità di un istituto di credito. Il CET1 sta per Common Equity Tier 1, ed è il più importante tra gli indicatori di bilancio in grado di esprimere in modo sintetico la solidità di un istituto bancario. Alla base del suo calcolo c’è il Tier 1 Capital o Core Tier 1, la componente primaria del capitale di una banca, composto dal capitale azionario e dalle riserve di bilancio che provengono da utili non distribuiti al netto delle imposte (con deduzione di alcuni elementi, come l’avviamento, e senza contare tipologie di capitale come le azioni proprie in portafoglio o le immobilizzazioni immateriali).

Il Tier 1 è, insomma, il capitale che può essere utilizzato più velocemente per far fronte alla copertura di rischi o perdite nel momento in cui queste si verificano. Per ottenere il CET1 si rapporta il Tier 1 con gli impieghi ponderati per il rischio (ad esempio a causa di crediti deteriorati, inadempienze probabili e sofferenze, secondo i criteri stabiliti da Basilea 2, ovvero l’accordo di vigilanza prudenziale International Convergence of Capital Measurement and Capital Standards (Nuovo Accordo sui requisiti minimi di capitale) firmato a Basilea nel 2004). Gli istituti di credito quotati in borsa sono tenuti a mostrare nei report di bilancio, dopo le sezioni relative ai conti economici e agli aggregati patrimoniali, i valori di CET1 a fine periodo, confrontati con il periodo precedente.

In sostanza, più alto è il valore del CET1 più la banca è solida. Il CET1 viene utilizzato anche per gli stress test, le simulazioni che aiutano a comprendere quale sarebbe la capacità di un singolo istituto di credito di resistere a una serie di shock avversi. Oltre a CET1 e a Tier 1, l’altro grande parametro utilizzato per misurare la stabilità di una banca è il Total Capital Ratio, dato dall’insieme del patrimonio (quindi Tier 1 e Tier 2) e il valore delle attività ponderate per il rischio.

L’indice CET1 minimo in Italia fissato dalla BCE è pari a 10,5%. Si tratta di un valore generale e non indicativo per ogni istituto (la BCE definisce un target minimo per ogni istituto). Tutti i principali istituti italiani superano ampiamente questa soglia.

Le banche più solide in Italia a marzo 2024

La tabella qui di sotto mostra i valori dell’indice CET1 per le principali banche italiane, andando ad evidenziare gli istituti che possono essere considerati come i più solidi attualmente attivi sul mercato italiano. Ecco i dati sulle banche più sicure in Italia a marzo 2024:

BANCA

CET1

Fineco Bank

20,8%

Banca Mediolanum

20,7%

Icrea Banca

19,2%

BCC Roma

18,96%

Banca Sella

18,63%

BFF Bank

16,9%

Banca Generali

16,3%

Fideuram

15,8%

MPS

15,6%

Pop Sondrio

15,4%

Banca Ifis

15,01%

Banco Desio

15,01%

UniCredit

14,9%

ING

14,5%

Mediobanca

14%

Credem

13,72%

Intesa Sanpaolo

13,5%

Banco BPM

13,3%

Banca Sistema

12,6%

BPER

12,04%

I dati in tabella si riferiscono al primo trimestre del 2023

L’indice CET1 non è l’unico parametro da considerare per la valutazione della solidità di una banca. Si tratta, in ogni caso, di un elemento utile da valutare prima di affidarsi a un nuovo istituto.

Le banche più solide secondo Altroconsumo

Come ogni anno Altroconsumo.it ha elaborato una classifica delle migliori banche italiane attraverso un punteggio espresso tramite stelle, in cui:

  • 1 stella corrisponde a una banca a rischio
  • 5 stelle corrispondono a una banca più sicura

L’assegnazione delle stelle da parte degli esperti del sito dipende dai punteggi accumulati. Con 200 punti si viene inseriti nelle banche più sicure (quindi 5 stelle), si passa a 4 stelle con un punteggio tra 200 e 150, se si scende al di sotto dei 150 punti si ottengono 3 stelle. Poi per avere due stelle la somma dei fattori deve portare l’istituto tra 150 e 130 punti e per ottenere 1 sola stessa le caratteristiche della banca dovranno arrivare a 110 punti.

L’analisi ha preso come campione oltre 200 istituiti di credito sulla base sia del CET1 ratio sia del Total Capital Ratio. I due indicatori sono stati combinati tra loro, portando alla formulazione di un indice sintetico, il Texas ratio, sul quale si è basata la classifica. I giudizi completi e dettagliati ottenuti dalle banche analizzate da Altroconsumo sono disponibili tramite il sito ufficiale (altroconsumo.it).

Sono ben 95 gli istituti che hanno raggiunto le 5 stelle mentre sono 79 quelli che hanno totalizzato 4 stelle. Le 3 stelle sono state assegnate a 53 istituti. Le banche che rientrano in questi tre livelli non presentano criticità rilevanti. Le banche con 2 stelle, invece, pur rispettando i requisiti patrimoniali richiesti devono far scattare un campanello d’allarme. Altroconsumo ha individuato 6 istituti.

Il Fondo interbancario di tutela dei depositi

Ogni correntista vuole naturalmente essere certo che i propri risparmi non corrano alcun rischio, ed è bene prima di tutto ricordare l’esistenza del Fondo interbancario di tutela dei depositi, costituito nel 1987, obbligatorio da alcuni anni e il cui obiettivo è proprio quello di coprire fino a un massimo di 100.000 euro (per depositante e per banca) i depositi nominativi, ovvero i conti correnti, i depositi a risparmio nominativi, i buoni fruttiferi, i certificati di deposito nominativi.

Il Fondo non tutela però i depositi al portatore (come i certificati di deposito al portatore o i libretti di risparmio al portatore) e rimangono fuori dalla copertura anche le somme di denaro investite in azioni o obbligazioni, anche se sono state emesse dalla banca o collocate per conto di terzi, oltre a fidi e castelletti.

In altre parole, se avete due conti diversi a vostro nome presso due banche con fino a 100.000 euro nel conto corrente, anche in caso di fallimento di entrambi gli istituti di credito riavrete indietro i vostri soldi; se una parte però è stata investita in un portafoglio diversificato, ad esempio con azioni e obbligazioni, lo stesso ammontare non verrà coperto dal fondo e rischierete di perderlo.

Il fondo assicura la liquidità a tutti i depositanti che ne facciano richiesta, per garantire il loro diritto alla piena disponibilità dei depositi, e hanno anche la funzione di evitare il cosiddetto “bank run” o corsa agli sportelli, quando tutti o quasi i correntisti si recano presso le filiali dell’istituto di credito in difficoltà per ritirare i propri risparmi (rendendo così ancora più difficile per la banca uscire dalla situazione).

Va ricordato, del resto, come i sistemi bancari moderni siano fortemente interconnessi, e come il fallimento di una banca rischi di mettere a repentaglio anche altri istituti sani; per questo motivo si tratta di un’evenienza estremamente remota, che grazie al Fondo di tutela non rischia di far perdere nemmeno un euro ai correntisti.