Come risparmiare sul riscaldamento


Durante il periodo invernale, con il via libera da parte delle amministrazioni locali, le case degli italiani tornano a far lavorare a pieno ritmo le caldaie per il riscaldamento, portando tepore, ma anche spese tradizionalmente tra le più alte che ogni nucleo deve affrontare.

come risparmiare sul riscaldamento domestico

Sarebbe un errore, però, pensare che i “salassi” derivati dalla bolletta del gas non abbiano rimedio: ci sono infatti diversi modi per diminuire la spesa, da interventi più radicali (il cappotto termico per l’edificio) a trucchi banali e molto più semplici (evitare di coprire i termosifoni con tende e mobili).

E poi, naturalmente, da quando c’è il mercato libero non va mai sottovalutata la possibilità di cambiare gestore: qui di seguito, ecco una lista di consigli e buone pratiche per un uso più efficiente del gas.

1. Assicurarsi di avere un buon isolamento in casa

È cruciale, per una temperatura ottimale tra le mura di casa, che le stesse mura non facciano passare il freddo. Cappotto termico e infissi di qualità, a taglio termico e con doppi o tripli vetri, assicurano che anche nelle giornate più gelide l’aria non si insinui in camera o in salotto, oltre a garantire una miglior salute per tutta la famiglia.

L’investimento per un buon isolamento termico si ripaga in pochi anni, visto che non sarete costretti ad aumentare costantemente la temperatura del termostato. Non solo: l’isolamento termico è molto utile anche d’estate, quando funziona in senso inverso, impedendo al caldo di entrare.

Così, potrete tenere a una temperatura non troppo bassa il vostro condizionatore, con ulteriori risparmi e un maggior comfort complessivo per gli spazi di casa.

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2. Saper come usare il termostato

Quando si arriva a casa e fuori fa freddo, il primo impulso, ammettiamolo, è quello di alzare il termostato anche più del necessario.

Meglio mettersi un maglione, invece, e non superare mai i 19, massimo 20 °C; una temperatura superiore, infatti, non porta soltanto a un dispendio energetico notevole e quindi a bollette molto più alte, ma fa anche male alla salute, soprattutto se lo sbalzo dentro-fuori è particolarmente violento.

Inoltre, il riscaldamento deve essere tenuto spento durante la notte: il calore è nemico del sonno, visto che il microclima quasi tropicale che si viene a creare con i termosifoni accesi può essere la causa di mal di testa, naso chiuso, mal di gola e tosse. E il risveglio non sarà dei più piacevoli, laddove il fresco, ovviamente con coperte adeguate, migliora il riposo.

3. Dotarsi delle migliori caldaie sul mercato

Se oggi si deve cambiare la propria caldaia, si è obbligati per legge ad acquistarne un modello a condensazione, ovvero la tecnologia più avanzata. L’idea, però, è da non sottovalutare anche per chi non ha necessità di sostituire il suo impianto che però ha già un po’ di anni alle spalle.

Le caldaie a condensazione sono infatti più sicure e inoltre assicurano un uso più efficiente del gas, riutilizzando di fatto parte dei gas di scarico per estrarne il calore grazie al vapore acqueo e a uno scambiatore di calore.

Il costo per una nuova installazione, come nel caso del cappotto termico, è sempre meno elevato e si ripaga in pochi anni, e non va dimenticato il favore che si fa all’ambiente, visto che le emissioni vengono ridotte praticamente a zero. Infine: installando un impianto più efficiente si ha diritto alle detrazioni fiscali e alle agevolazioni IRPEF.

4. Mai sottovalutare la manutenzione

Anche se tutto sembra procedere sempre per il verso giusto con il proprio impianto di riscaldamento, può darsi – anzi, è più frequente di quanto non si pensi – che qualcosa non funzioni in maniera ottimale.

E la spesa causata da malfunzionamenti anche minimi, all’inizio irrisoria, cresce fino a diventare una causa da non sottovalutare di una bolletta troppo alta.

La manutenzione obbligatoria della caldaia non esaurisce ciò che si può e che si dovrebbe fare per assicurare un’efficienza perfetta: da ricordare anche di effettuare pulizie annuali per tutti i tipi di impianto (dalle stufe a pellet alle caldaie), magari programmandole per tempo, in modo da non finire con l’acqua alla gola quando tutti, all’inizio della stagione fredda, corrono a richiedere la verifica.

Ovviamente è indispensabile rivolgersi esclusivamente a professionisti qualificati: ricordatevi che emissioni e fumi non controllati costituiscono uno dei pericoli più grandi per una famiglia!

5. Cambiare fornitore di gas

Le offerte gas oggi presenti sul mercato libero consentono di risparmiare centinaia di euro rispetto a quanto propone il Mercato Tutelato: basta guardare il comparatore di SosTariffe.it per rendersene conto.

In più, i fornitori per fidelizzare i propri clienti spesso mettono in atto convenienti iniziative promozionali, che consentono non solo di spendere meno in bolletta ma anche di aggiudicarsi assicurazioni per la casa, buoni omaggio e molto altro.

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Tra l’altro, va ricordato, per chi è ancora nel Mercato Tutelato, che è solo questione di tempo prima che, nel 2020, sarà obbligatorio per tutti passare a questo regime: meglio organizzarsi per tempo anche in questo caso e non aspettare l’ultimo momento, iniziando a risparmiare con offerte in linea con le proprie abitudini (ad esempio monorarie, biorarie o triorarie).

6. Puntare sulla domotica

Oggi le smart home sono sempre di più anche in Italia, grazie alla diffusione della banda larga e ultralarga nelle città italiane e al crollo dei prezzi relativi ai vari dispositivi (Amazon, ma non solo).

Una casa intelligente non è soltanto comoda: è anche una casa dove si risparmia, visto che è possibile attivare il riscaldamento soltanto quando serve grazie allo smartphone, al tablet, al PC. Così, anche in caso di imprevisti o di dimenticanze sarà possibile rimediare anche senza essere fisicamente presenti dove è installato il termostato.

I termostati intelligenti hanno un costo di poche centinaia di euro, sono facili da installare anche in autonomia e promettono tagli dei consumi non indifferenti: il tutto, come sempre, a beneficio anche dell’ambiente che ci circonda, perché meno consumi significa meno sprechi e quindi minori emissioni.

7. Bando alle “stufette”

Verrebbe da pensare che utilizzare una stufa elettrica porti a un risparmio, visto che è alternativa al riscaldamento a gas, ma sarebbe un grave errore.

Poche cose, infatti, consumano quanto le stufette elettriche, o, in genere, gli elettrodomestici che trasformano l’energia direttamente in calore (avete presente quando il contatore “salta” perché avete acceso il phon insieme al forno elettrico?).

Il discorso è parzialmente diverso per i termoconvettori più moderni, che di norma prevedono un utilizzo più efficiente dell’energia.

Ma diffidate del lavoro di “rinforzo” che potrebbero fare le piccole stufe per ambienti limitati, soprattutto se costano poche decine di euro: possono permettervi sì di abbassare una delle vostre forniture, ma vi faranno lievitare l’altra oltre il desiderabile.

8. Far respirare i termosifoni

I termosifoni, per funzionare al meglio, hanno bisogno di spazio: mai, quindi, mai coprirli con le tende o con i mobili a distanza troppo ravvicinata, né tanto meno i vestiti che si vogliono asciugare in fretta, se non per pochi istanti.

Il termosifone dietro il divano può sembrare comodo, ma non farà altro che disperdere buona parte del calore generato, in particolare se la parete comunica direttamente con l’esterno.

Attenzione quindi a isolare bene la parete dietro al termosifone: piastre riflettenti e altro materiale isolante, qui, possono fare miracoli e salvare il vostro portafoglio.

9. Umidificare e arieggiare la casa

Vivere con le finestre perennemente chiuse in inverno è una pessima idea, prima di tutto per quanto riguarda la nostra salute: il nostro corpo ha bisogno del ricambio d’aria e, inoltre, non arieggiare mai significa favorire il proliferare di condensa e, di conseguenza, muffe e batteri.

Naturalmente, tenere aperte per troppo tempo e in maniera poco intelligente i vetri vanifica l’effetto del riscaldamento casalingo.

Ecco perché è meglio aprire tutte le finestre insieme e per pochi minuti, invece di una sola per tanto tempo, favorendo il più possibile un rapido ricircolo dell’aria ed evitando che le pareti e i mobili si raffreddino.

Non sottovalutate neanche il fatto che un ambiente confortevole deve avere il giusto tasso di umidità, e che i termosifoni accesi troppo a lungo finiscono con il seccare l’aria: il trucco più classico per ovviare a questo problema è posizionare un piccolo contenitore con dell’acqua sopra i termosifoni stessi o i termoconvettori.

10. Non dimenticarsi di controllare i consumi

È un classico: quando ci si accorge di aver speso troppo per il riscaldamento, di solito, è sempre troppo tardi, cioè quando ci arriva la bolletta.

E con la domiciliazione bancaria, il rischio che non si faccia nemmeno caso all’ammontare della spesa, credendola in linea con le altre, è ancora più alto.

Invece è essenziale monitorare con cura i propri consumi di gas per capire se ci sono anomalie e, quindi, se è necessario intervenire con qualche buona abitudine in più o con degli interventi più decisivi, ad esempio per un miglior isolamento termico della propria casa.

I sistemi digitali che consentono di tenere traccia dei propri consumi sono altamente consigliati, ma anche la semplice pratica dell’autolettura, praticata ovviamente con i tempi, i modi e i canali stabiliti dal proprio fornitore, aiuta ad evitare brutte sorprese e conguagli che “lasciano il segno”.

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