Conguagli luce e gas, quando vanno in prescrizione?


L’arrivo di conguagli luce e gas rappresenta uno delle situazioni più temute nell’ambito dell’amministrazione della nostra casa: si tratta il più delle volte di una notizia inaspettata e spiacevole, che aggrava la somma già sborsata per le tariffe luce e gas. Uno dei modi per tutelarsi è conoscere i termini dopo i quali queste fatture vanno in prescrizione.

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In questo articolo, facciamo innanzi tutto chiarezza sui termini conguaglio e prescrizione. Successivamente, vi aggiorniamo sul periodo oltre il quale le fatture di conguaglio luce e gas devono essere considerate in prescrizione e verso le quali quindi non avrete più l’obbligo di pagamento.

Si tratta di una misura molto importante per proteggere i consumatori dalle inefficienze amministrative interne dei fornitori luce e gas: un tempo queste venivano infatti scaricate sui clienti, con il risultato di maxi-bollette e maxi-conguagli da incubo!

Prescrizione: che cos’è

Prima di entrare nel dettaglio delle scadenza dei conguagli luce e gas, l’argomento principale di questo articolo, dovremo chiarire che cosa significa il termine prescrizione e quali sono le implicazioni sott’intese a questa procedura giuridico-amministrativa.

Per prescrizione si intende l’estinzione dei diritti rispetto ad un dovere. In questo caso, prendiamo in considerazione il pagamento del conguaglio da parte del clienti, nei confronti del fornitore luce e gas. La prescrizione subentra principalmente per inerzia e il periodo di tempo intercorso entro il quale non è stata compiuta nessuna azione.

A questo proposito, un diritto entra in prescrizione quando il titolare di questo non esercita le facoltà che ne derivano.

In pratica, nella situazione qui trattata, il termine prescrizione è applicabile quando il fornitore di energia in questione, pur avendo il diritto di richiedere il pagamento del conguaglio, non invia la relativa richiesta di pagamento al cliente entro i tempi stabiliti dalla legge in merito.

In termini generali, secondo la legge la prescrizione è decennale. Questo significa che se un diritto non viene fatto valere entro dieci anni dal momento che lo concerne, allora non sarà più possibile farlo.

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Che cos’è il conguaglio

L’altra definizione che interessa il caso che stiamo trattando in questo articolo è quella che riguarda il termine conguaglio. Con questa parola si indica un’operazione di pareggio dei conti in sospeso rispetto ad un’altra parte. In questo contesto, il termine assume quindi il significato di una somma per la quale voi in quanto clienti siete debitori o creditori rispetto al vostro fornitore.

La necessità del conguaglio nasce dal fatto che spesso gli operatori luce e gas calcolano il prezzo della bolletta finale all’utente sulla base di una stima dell’utilizzo energetico.

Da ciò discende che, se vi siete premurati di comunicare con regolarità la lettura del vostro contatore e/o la vostra bolletta si base sul consumo rilevato, non vi capiterà di certo di ricevere questo tipo di fatture. Infatti, il consumo della vostra fornitura può essere di due tipi:

  • consumo rilevato, che presenta la somma di energia consumata tra due letture del contatore consecutive;

  • consumo stimato, ovvero la stima di consumo in base alle fatturazioni precedenti.

Se la vostra bolletta si basa sul consumo stimato, allora è molto probabile che riceverete una fattura di conguaglio, per la quale potreste trovarvi ad affrontare due situazioni divergenti:

  • conguaglio positivo, in cui l’operatore vi richiede il pagamento di una prezzo aggiuntivo rispetto a quello già saldato da voi con le bollette precedenti. Questo caso dipende dal fatto che il vostro consumo effettivo è risultato più alto rispetto a quello stimato;

  • conguaglio negativo, con il quale l’operatore vi corrisponde la differenza tra il consumo stimato e quello effettivo, come conseguenza del fatto che il vostro consumo effettivo sia stato inferiore rispetto a quello della stima calcolata dalla compagnia di fornitura.

Prescrizione luce: come funziona

Dopo avere chiarito i termini fondamentali della questione di cui ci stiamo occupando in questo articolo, possiamo passare ad approfondire il cuore del tema: quando vanno in prescrizione i conguagli luce? Come vedremo anche nel caso del gas, i termini di prescrizione del conguaglio luce sono differenti a seconda della data della bolletta a cui fanno riferimento.

Se sospettate che le fatture di conguaglio della vostra fornitura luce siano entrate in prescrizione, dovrete attenervi a questi due casi:

  • se si tratta di una fattura relativa ad una bolletta con scadenza successiva al primo marzo 2018, allora la prescrizione subentra dopo due anni;

  • se si tratta di un conguaglio legato ad una fattura antecedente la data del primo marzo 2018, allora dovrete attenervi ad un periodo di prescrizione pari a cinque anni.

Nel caso in cui la vostra situazione rientrasse entro queste linee guida, non avrete più l’obbligo di pagare la cifra che il vostro fornitore vi richiede come conguaglio per una bolletta risalente al passato.

Il motivo principale per il quale sono stati adottati questi termini di prescrizione relativamente al pagamento dei conguagli è legato al fatto che si vuole evitare che all’utente finale vengano addebitate le cosiddette maxi-bollette a causa dei ritardi o errori amministrativi interni delle compagnie di erogazione luce e gas.

Prescrizione luce: quali tutele per i consumatori

Le principali tutele verso i consumatori nel caso in cui dovessero trovarsi davanti ad una fattura di conguaglio, la cui data rientra nei termini di prescrizione previsti dalla legge, sono legate alla possibilità di evitare di procedere con il pagamento (avendo la legge dalla propria parte) ed eventualmente richiedere il rimborso di quelli effettuati in precedenza, pur sempre sotto le stesse condizioni.

È importante inoltre ricordare che è considerata anche l’opzione che consente di sospendere temporaneamente il pagamento della propria fornitura luce.

Si tratterebbe di un’azione volta alla tutela del consumatore e che ha l’obiettivo di arginare comportamenti illegittimi dei fornitori. La misura è prevista nel caso in cui:

  • le fatture di conguaglio si riferiscano a periodi precedenti a due o cinque anni, a seconda della data di riferimento della bolletta (vedi sezione precedente “Prescrizione luce: come funziona”);

  • l’Antitrust abbia avviato un procedimento per l’accertamento di violazioni rispetto alle modalità di rilevazione dei consumi e di calcolo degli stessi.

Sottolineiamo che, per quest’ultima condizione, la società di fornitura ha l’obbligo di inviare al cliente una comunicazione relativamente al fatto che tale procedimento sia stato aperto.

Prescrizione gas: come funziona

A partire dalle bollette emesse a partire da gennaio 2019, è previsto che la prescrizione del conguaglio gas subentri dopo due anni. Per quanto riguarda i conguagli che fanno riferimento a bollette datate precedentemente a questa data, si dovrà ancora fare riferimento al vecchio regolamento, che prevede un termine di prescrizione più lungo, pari a cinque anni.

Come avrete capito, è importante considerare i conguagli come veri e propri debiti da saldare. Nonostante questo, la funzione della prescrizione è quella di evitare che il saldo richiesto con il conguaglio diventi troppo alto a causa dei ritardi amministrativi dell’operatore incaricato.

Per ricapitolare, i termini di prescrizione per i conguagli gas sono:

  • due anni, per quelli che fanno riferimento ad una bolletta datata a gennaio 2019 o successivamente;

  • cinque anni, per quelli che sono calcolati a partire da una bolletta che risale a prima del gennaio 2019.

Se vi trovate nelle condizioni per cui i conguagli ricevuti rispondono a questi casi, allora non sarete più tenuti per legge al pagamento di queste fatture.

Prescrizione gas: quali tutele per i consumatori

Nella situazione in cui vi trovaste a ricevere fatture di conguaglio per la vostra fornitura gas che rientrano nei termini descritti per la prescrizione, allora non dovete procedere con il loro pagamento. Inoltre, un valido consiglio è quello di rivolgersi direttamente all’ente Antitrust per segnalare questo caso.

Infatti, viste le tempistiche con cui si è mosso l’operatore, esso non avrebbe dovuto inviarvi la richiesta di pagamento. In questo senso, l’Antitrust avrà il compito di verificare se l’azione dell’operatore al di fuori dei termini di legge sia dovuta ad un semplice errore oppure ad una procedura standardizzata che potrebbe trarre in inganno i consumatori meno informati.

Se vi siete accorti di avere pagato conguagli già caduti in prescrizione, avrete inoltre il diritto di richiedere il rimborso delle somme già pagate e di sospendere il pagamento regolare delle vostre bollette fino a che la procedura di rimborso e regolarizzazione dell’accaduto non sia conclusa.

In particolare, questo ultimo diritto si attiva in due casi:

  • si è ricevuta una fattura di conguaglio per una bolletta che risale a un periodo superiore ai due anni o cinque anni (a seconda dell’anno di riferimento);

  • l’Antitrust ha aperto un procedimento per la verifica di violazioni in merito alle rilevazioni dei consumi.

Cosa fare per evitare conguagli

I consumatori spesso temono il termine conguaglio perché ha generalmente a che vedere con costi aggiuntivi inaspettati, che vanno a gonfiare le cifre già sborsate per coprire il costo delle proprie utenze luce e gas.

Per questo motivo, è importante acquisire maggiore consapevolezza sulle cause che provocano l’invio di fatture di conguaglio troppo alte da parte dei nostri fornitori. In questa sezione, vi diamo alcuni suggerimenti in merito.

1. Eseguire un’autolettura

Eseguire un’autolettura del proprio contatore in piena autonomia è molto semplice. Oggi, in molti casi la lettura viene già aggiornata in modo completamente automatico attraverso il dispositivo del vostro contatore di ultima generazione. Sarà vostro compito informarvi per sapere se il contatore installato dal vostro operatore possiede questa opzione.

Nel caso in cui dobbiate ancora eseguire una lettura manualmente, avrete bisogno solamente del vostro codice cliente e l’accesso al contatore. Verificate sul display le cifre, che corrispondono all’energia elettrica (misurata in kWh) oppure al gas (in metri cubi). A questo punto, dovrete comunicare questi dati tramite il Servizio Clienti del vostro operatore.

Tenete a mente di verificare che sulla prossima bolletta siano riportati i dati di consumo da voi comunicati. Solo in questo modo potrete confermare che il calcolo del prezzo finale da pagare sia aggiornato.

2. Leggere con attenzione la bolletta

Sfortunatamente, succede di frequente che gli operatori effettuino il calcolo delle fatture di conguaglio in maniera errata. Di conseguenza, è molto importante che in quanto loro clienti sappiate leggere nel dettaglio le vostre bollette.

Gli errori potrebbero dipendere tra tre fattori ricorrenti:

  • costo aggiuntivo di servizi non richiesti;

  • errore di calcolo dei consumi da pagare;

  • costo di una bolletta già pagata.

Se vi trovate in uno di questi tre casi, potete procedere con la segnalazione presso il Servizio Clienti del vostro operatore. Inoltrare un reclamo è inoltre un’altra delle opzioni possibili se non doveste ricevere adeguata assistenza dal centralino. Nonostante il reclamo sia una delle direzioni possibili, vi consigliamo però di accertarvi preventivamente che l’irregolarità individuata corrisponda effettivamente ad un errore.

Le associazioni dei consumatori potrebbero esservi un prezioso aiuto: queste offrono spesso servizi di consulenza gratuiti. Con il loro supporto, potrete assicurarvi di essere dalla parte giusta e procedere con l’eventuale reclamo.

3. Ricordare i termini di prescrizione

Infine, dobbiamo ricordare che la principale tutela degli utenti contro conguagli e maxi-conguagli sono proprio i termini di prescrizione di cui abbiamo parlato in questo articolo. A questo proposito, ne proponiamo una panoramica conclusiva.

Per i conguagli luce:

  • due anni, per quelli relativi a bollette con scadenza successiva a marzo 2018;

  • cinque anni, per quelli che fanno riferimento a bollette con scadenza antecedente a marzo 2018.

Per i conguagli gas:

  • due anni, per le fatture che si riferiscono a bollette successive a gennaio 2019;

  • cinque anni, per i conguagli derivati da bollette antecedenti a gennaio 2019.

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