Se cambio operatore telefonico devo pagare?


Cambiare operatore telefonico è una procedura diventata ormai consueta per milioni e milioni di utenti , grazie soprattutto alla semplificazione delle pratiche per il passaggio da una compagnia ad un’altra e alla riduzione dei tempi necessari per poter trasferire il proprio numero di telefono. Nonostante la semplicità del “trasloco”, sia a livello mobile che fisso, resta ancora qualche dubbio.

Cambio operatore telefonico

Se cambio operatore mobile devo pagare?

Partiamo dalla telefonia cellulare: sono previsti dei costi al passaggio da una compagnia telefonica ad un’altra? Normalmente no, non ci sono spese da sostenere e la procedura di portabilità è completamente gratuita. Diciamo non a caso “normalmente” perché a volte ci possono essere dei casi specifici in cui, invece, c’è effettivamente qualche spesa da sostenere:

Vediamo, quindi, quali possono essere questi casi particolari:

  • abbonamenti rescissi in anticipo rispetto alla scadenza del vincolo previsto dal contratto: se deciderete di terminare un contratto di abbonamento (ma anche un vincolo temporale su un’offerta ricaricabile) prima della scadenza (generalmente di 24 o 30 mesi) dello stesso, dovrete pagare i mesi rimanenti anche se non ne usufruirete. La compagnia telefonica spesso richiede il pagamento dei mesi rimanenti in un’unica soluzione;
  • smartphone o altri devices (tablet, hotspot portatili, modem Wi-fi, etc…) acquistati a rate: anche in questo caso sarà necessario estinguere il debito con l’operatore, anche se si cambierà compagnia telefonica in anticipo rispetto alla conclusione del pagamento dei dispositivi; molto spesso, quando si acquista un device a rate e non si rispetta il vincolo di permanenza (solitamente di 24 o 30 mesi) c’è da pagare una rata finale che, per chi rispetta il vincolo, non è prevista;
  • promozioni specifiche che scontano canone e/o attivazione solo se si accetterà di restare clienti di un operatore per un certo periodo di tempo; in molti casi, ad esempio, gli operatori scontano (o addirittura azzerano) il contributo di attivazione di un’offerta ponendo un vincolo di permanenza di almeno 24 mesi; il cliente che non rispetterà questo vincolo dovrà pagare anche la parte del contributo di attivazione scontata; questa pratica viene spesso proposta anche con offerte ricaricabili su credito residuo e la parte restante del contributo di attivazione verrà scalata dal credito residuo della SIM (se presente);

Per sapere se avete dei vincoli specifici o per conoscere le spese relative ad abbonamenti e rate, leggete attentamente il vostro contratto prima di cambiare operatore oppure rivolgetevi al servizio clienti della vostra compagnia telefonica per avere maggiori informazioni in merito. Solo raccogliendo tutte le informazioni in merito allo stato della propria offerta si potranno valutare gli eventuali costi da affrontare per cambiare operatore e, quindi, la convenienza effettiva del passaggio.

C’è poi da considerare il caso di recesso senza penali dopo una rimodulazione. Quando il proprio operatore annuncia al cliente (solitamente tramite SMS) una modifica unilaterale delle condizioni contrattuali della propria offerta, il cliente avrà un certo periodo di tempo, almeno 30 giorni solitamente, per scegliere se accettare la modifica o esercitare il diritto di recesso senza andare incontro al pagamento di penali di alcun tipo.

 

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In questi casi, inoltre, il cliente che ha acquistato un dispositivo a rate potrà scegliere se pagare le rate restanti in un’unica soluzione o se continuare con il pagamento rateale. In ogni caso, esercitare il diritto di recesso a seguito di una modifica contrattuale andrà ad annullare tutte le penali ed i costi aggiuntivi previsti per il mancato rispetto del vincolo contrattuale.

Se volete conoscere tutte le promozioni del momento per quanto riguarda la telefonia mobile, potrete affidarvi come sempre al nostro comparatore di tariffe cellulari, costantemente aggiornato e ricco di promozioni speciali che vi permetteranno di risparmiare notevolmente sulla spesa telefonica annua, soprattutto se deciderete di cambiare operatore.

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Se cambio operatore fisso devo pagare? 

Quando si cambia operatore fisso, invece, spesso si incorre in spese e contributi di disattivazione che rendono il passaggio del proprio numero più salato rispetto a quanto ci si aspettava. Anche qui, però, abbiamo una linea generale: spesso le compagnie impongono una permanenza minima di 24 mesi sulle offerte ADSL e fibra ottica, alla scadenza della quale sarà possibile cambiare senza dover pagare tali contributi.

E’ possibile, tuttavia, che alcuni ISP prevedano comunque delle spese di disattivazione, molto variabili da un operatore ad un altro, anche successivamente al periodo minimo di permanenza. Per conoscerle con esattezza, vi consigliamo anche in questo caso di leggere il vostro contratto di abbonamento oppure di rivolgervi al customer care del vostro fornitore del servizio di telefonia e/o Internet.

Con l’entrata in vigore della nuova normativa fissata dall’AGCOM, attiva da inizio 2019, gli operatori di telefonia sono tenuti a chiarire, esplicitamente, i costi di disattivazione che l’utente deve affrontare in caso di passaggio ad altro operatore oppure in caso di cessazione della propria linea fissa. Tali costi, inoltre, sono limitati da un valore massimo in quanto non possono eccedere il canone mensile che il cliente corrisponde all’operatore stesso.

Per questo motivo, i vari provider di telefonia fissa hanno modificato le condizioni contrattuali degli abbonamenti in essere e delle varie nuove offerte disponibili per i nuovi clienti che attivano un abbonamento ADSL o fibra ottica. Attualmente, i costi legati alla disattivazione di una linea fissati dai vari operatori sono i seguenti:

  • TIM: contributo di 5 Euro in caso di passaggio ad altro operatore, 30 Euro in caso di cessazione della linea fissa;
  • Vodafone: contributo di 28 Euro da corrispondere sia in caso di passaggio ad altro operatore che in caso di richiesta di cessazione della linea fissa;
  • Wind Tre: sia in caso di cessazione del servizio che di passaggio ad un altro operatore, sarà necessario corrispondere un contributo di disattivazione pari ad una mensilità di canone;
  • Fastweb: sia in caso di cessazione del servizio che di passaggio ad un altro operatore, sarà necessario corrispondere un contributo di disattivazione pari ad una mensilità di canone;
  • Tiscali: sia in caso di cessazione del servizio che di passaggio ad un altro operatore, sarà necessario corrispondere un contributo di disattivazione pari ad una mensilità di canone; per linee wireless J4+ non è previsto alcun costo di disattivazione;

Inoltre, fate attenzione anche ai seguenti punti, che potrebbero significare una spesa nel caso in cui decidiate di cambiare operatore fisso:

  • controllare se modem o altri dispositivi forniti dall’operatore siano ormai di vostra proprietà o debbano essere restituiti. Nel caso in cui debbano essere restituiti, dovrete farlo per evitare di incorrere in addebiti pari al valore dell’attrezzatura fornitavi;
  • verificate che non possediate dispositivi o altri prodotti e servizi a rate ancora da pagare: se non avete concluso il pagamento sarete costretti a sostenere la spesa delle rate rimanenti in un’unica soluzione;
  • verificate anche i costi di attivazione del nuovo operatore: in certi casi, infatti, il nuovo ISP prevede un’attivazione per l’offerta ADSL che desiderate avere. Verificate le promozioni per sapere con certezza se il contributo risulta gratuito, scontato oppure se è presente.

 

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