Come funziona Signal?


Signal un’app di messaggistica improntata sulla sicurezza e la tutela della privacy. Il software gratuito fa ampio uso della crittografia end-to-end. Tale sistema permette di proteggere le chat in modo molto più efficace in quanto ogni messaggio scambiato per poter essere letto deve essere prima decodificato utilizzando apposite chiavi.

come funziona signal

Con la crittografia end-to-end solo mittente e ricevente possono accedere ai contenuti delle conversazioni. Nemmeno la piattaforma che opera come client può farlo. Ciò rende più difficile che hacker o terzi possano sottrarre informazioni sensibili come dati personali o bancari.

Molti giornalisti e attivisti utilizzano infatti Signal per impedire a terzi di accedere alle conversazioni e proteggere le fonti. Anche alcuni funzionare dell’Unione Europea lo ritengono uno strumento utile e sicuro per le proprie attività. Oggi però l’app ha ottenuto un discreto seguito anche tra gli utenti finali.

Signal: funzioni e servizi

Signal è disponibile gratuitamente per iPhone e telefoni Android e al contrario di WhatsApp anche per iPad e tablet che utilizzano il sistema operativo di Google. L’app si può quindi scaricare a costo zero da App Store per dispositivi iOS o Google Play Store per i terminali Android.

Le principali funzioni di Signal sono:

  • Possibilità di inviare messaggi di testo e contenuti multimediali (video, file, documenti, musica, link, GIF, adesivi e sticker animati)

  • Chat di gruppo

  • Ottimizzazione per l’invio di messaggi anche in 3G o quando il segnale 4G LTE risulta scarso

  • Crittografia State-of-the-art-end-to-end applicata a ogni chat o chiamata

  • Possibilità di cambiare indirizzo IP tra le chat

  • Possibilità di effettuare chiamate e videochiamate singole o di gruppo

  • Possibilità di scrivere a se stessi per prendere note o appunti all’interno dell’app

  • Possibilità di utilizzare la tastiera in modalità incognito (nessuna parola digitata verrà memorizzata, nemmeno come suggerimento automatico)

  • Messaggi a scomparsa che si auto-cancellano dopo la ricezione dopo un lasso di tempo impostato dall’utente

  • Possibilità di impostare un blocco all’accesso all’app tramite PIN, lettura delle impronte digitali o scansione del volto

  • Utilizzo di numero di telefono e non di username per identificare i contatti

  • Utilizzo di un PIN al posto del numero di telefono per i contatti

Sotto molti aspetti Signal è del tutto simile a WhatsApp e servizi simili per quanto riguarda l’esperienza d’uso e l’accesso a funzioni di base come chat, chiamate e videochiamate ma garantisce un livello superiore di protezione.

Signal ad oggi è l’unica app che unisce il protocollo Extended Triple Diffie-Hellman e l’algoritmo Double Ratchet. La piattaforma conserva pochissimi dati degli utenti e soprattutto quelli relativi alla posizione e identificativi. Non è possibile fare un backup delle conversazioni e nemmeno i metadati delle chat vengono salvati.

Signal non prevede pubblicità e soprattutto non utilizza i pochi dati degli utenti raccolti a scopo commerciale o di advertising. Tutti finanziamenti per lo sviluppo dell’app sono frutto di contributi e donazioni in quanto la società che la gestisce è una non profit indipendente.

Signal: storia dell’app per la privacy

Signal ha debuttato ufficialmente nel 2014 e si può ritenere il successore dell’app RedPhone e TextSecure.

La chat è stata sviluppata da Signal Messenger e Signal Foundation, società non profit nata nel 2018. Quest’ultima è stata fondata da Matthew Rosenfeld, meglio conosciuto come Moxie Marlinspike e co-creatore del sistema di crittografia end-to-end Signal Protocol, e da Brian Acton, fondatore di WhatsApp che ha lasciato il board dell’app nel 2017 a causa di alcuni contrasti con la dirigenza di Facebook su come gestire i dati degli utenti e la possibilità di inserire messaggi pubblicitari all’interno delle conversazioni.

Signal è basata proprio sul Signal Protocol, tecnologia utilizzata anche da altre app come WhatsApp, Skype e Messenger di Facebook. La piattaforma non raccoglie dati a scopo commerciale o pubblicitario e il suo codice è open source, quindi liberamente accessibile a programmatori e utenti che vogliano testarne il livello di sicurezza.

Signal ha diversi estimatori di rilievo come Elon Musk, fondatore di Tesla e Space X, che tramite il suo account Twitter ha consigliato ai suoi follower di utilizzarla. Il messaggio del miliardario di origini sudafricane è stato rilanciato da Edward Snowden, ex consulente della NSA (National Security Agency) e principale whistleblower dello scandalo Datagate, che aveva già espresso la sua stima nei confronti di Signal.

Mi fido di Signal perché è ben costruito, ma soprattutto per come è costruito: open source, sottoposto a revisione paritaria e finanziato interamente da sovvenzioni e donazioni. Un modello rinfrescante per la creazione di servizi critici”, ha affermato Jack Dorsey, CEO di Twitter e Square.

Signal: il boom dopo la nuova informativa sulla privacy di WhatsApp

Signal ha registrato un aumento di ben 7,5 milioni di utenti in appena 5 giorni dopo che WhatsApp ha annunciato il 6 gennaio 2021 alcune modifica alla sua informativa sulla privacy. L’app di messaggistica di proprietà di Facebook, che l’ha acquisita nel 2014 per una cifra vicina ai 19 miliardi di euro, ha previsto un più intenso scambio di dati con la multinazionale di Menlo Park. A partire dall’8 febbraio 2021 diventerà impossibile continuare a utilizzare WhatsApp se non si accettano i nuovi termini di servizio. Per questo motivo un gran numero di utenti in Italia e nel mondo sono passati a Signal. Le novità principali sono:

  • La versione aggiornata dei Termini e dell’Informativa sulla privacy fornisce ulteriori dettagli sul modo in cui trattiamo i dati dell’utente, compresa la nostra base giuridica per il trattamento e il nostro impegno in tema di privacy”;

  • Molte aziende si affidano a WhatsApp per comunicare con i propri clienti. Collaboriamo con le aziende che usano Facebook o con terzi per archiviare e gestire al meglio le comunicazioni fra aziende e utenti su WhatsApp”.

Per gli utenti italiani e dell’Unione Europea la nuova informativa sulla privacy non cambia molto in termini di tutela della privacy grazie alle rigide norme sullo scambio dei dati verso gli USA previste dal GDPR, il regolamento europeo per la protezione dei dati personali. Qualche piccolo cambiamento riguarderà solo WhatsApp Business, ovvero la piattaforma di messaggistica dedicata alle aziende.

Inoltre, bisogna sottolineare che già oggi WhatsApp e Facebook si scambiano dati degli utenti europei ma solo a scopo tecnico e per il miglioramento del servizio non per fini commerciali o di pubblicità.

Non ci sono modifiche alle modalità di condivisione dei dati di WhatsApp nella Regione europea, incluso il Regno Unito, derivanti dall’aggiornamento dei Termini di servizio e dall’Informativa sulla privacy. – ha confermato un portavoce di WhatsApp – Non condividiamo i dati degli utenti dell’area europea con Facebook allo scopo di consentire a Facebook di utilizzare tali dati per migliorare i propri prodotti o le proprie pubblicità”.

App di messaggistica: le più sicure

Per coloro che sono particolarmente attenti alla sicurezza e alla privacy sono disponibili app di messaggistica anche gratuite che offrono una protezioni pari se non superiore rispetto a quella garantita da Signal:

Telegram

Telegram è un’app di messaggistica sviluppata dai fratelli Durov, celebri in Russia per il social network VKontakte. La piattaforma oggi è tra le chat più scaricate al mondo in quanto fin dagli esordi ha dato ampie rassicurazioni in termini di privacy e oltre ad offrire molte delle funzioni oggi previste da WhatsApp si differenzia per l’uso dei chatbot, ovvero assistenti virtuali con cui è possibile interagire, e canali privati. Telegram però non applica la crittografia end-to-end a tutte le conversazioni. Per chattare in sicurezza bisogna attivare dalle impostazioni la funzione “chat segrete”.

Cyber Dust

Il punto di forza di Cyber Dust è l’eliminazione automatica di qualsiasi messaggio scambiato in chat dopo che il mittente lo ha ricevuto. E’ possibile impostare un timer da 10 secondi a 24 ore a seconda delle proprie esigenze. Le chat vengono salvate in locale e non su server posti chissà dove e soprattutto ogni volta che qualcuno tenta di fare uno screenshot delle chat si riceve una notifica.

Silent Phone

Silent Phone è un’app pensata principalmente per effettuare videochiamate sicure grazie alla protezione garantita dalla crittografia. Silent Phone permette anche di inviare messaggi che si auto-cancellano dopo un periodo di tempo determinato, anche pochi secondi. Il punto debole di Silent Phone rispetto ad altre app simili è che il suo servizio è a pagamento.

Wickr

Wickr come altre app di messaggistica improntante sulla privacy utilizza la crittografia end-to-end ma in più ha il vantaggio di poter utilizzarla non solo su dispositivi mobili ma anche fissi, come ad esempio il PC di casa. L’app cancella in automatico tutti i metadati delle conversazioni e permette di realizzare messaggi che si autodistruggono dopo 10 secondi dalla ricezione. L’utente ha anche la possibilità di accorciare o allungare tale lasso di tempo.

ChatSecure

ChatSecure è un’app di messaggistica sviluppata dallo stesso team di Tor, uno dei sistemi più famosi per la navigazione Internet in anonimo. Il software utilizza il protocollo di crittografia end-to-end OTR (Off-the-Record Messaging) e prevede che le chat vengano salvate in locale sul telefono protette da apposite password. Nel caso in cui si tema una violazione, basta cancellare l’app e tutti i dati ad essa associati per evitare problemi. E’ inoltre possibile impostare una domanda segreta per avere la certezza di chattare con l’interlocutore desiderato.

Confide

Confide è tra le app più efficaci per proteggere la sicurezza delle conversazioni. Il software unisce alla crittografia end-to-end un particolarissimo sistema per la lettura dei messaggi. Quando si riceve un testo ogni parola è oscurata e per poterla vedere chiaramente bisognerà cliccare su tutte singolarmente. Non appena si toglie il dito dallo schermo la parola si cancella. Questo sistema rende sostanzialmente impossibile effettuare uno screenshot, ovvero un’istantanea dello schermo, e nel caso in cui il ricevente tenti comunque di realizzare uno scatto, il mittente riceverà una notifica di avviso.

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Veramente cortesi e dis...

Veramente cortesi e disponibili . Consigli disinteressati e precisi . Veramente un ot...

Giuseppe

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