Quanto costano i POS per i negozi: lo studio di SosTariffe.it

Molti si chiedono quale sia l’incidenza del mancato uso del contante nella transazioni commerciali. Quanto costano i POS per i negozi ad esempio? Lo studio di SosTariffe.it ha rilevato le perdite medie sui ricavi annui dovute all’utilizzo delle transazioni elettroniche per diverse attività commerciali (studio medico, negozio abbigliamento e ristorante) e qual’è la scelta bancaria più conveniente. Ecco i costi sostenuti dagli esercizi per l’attivazione e l’utilizzo del POS.

Spese di attivazione, canone e commissioni sulla transazioni elettroniche

L’ultimo osservatorio sui pagamenti elettronici di SosTariffe.it ha analizzato quanto costa attivare un POS e qual’è l’incidenza del suo utilizzo sui ricavi annui delle attività. Quanto costano i POS per i negozi? A quanto ammontano le perdite sul bilancio finale? Conviene acquistare un POS tradizionale a linea ADSL fissa o uno mobile? A quanto ammontano le commissioni? Di seguito le risposte alle domande più frequenti.

Contanti o POS: normativa e differenze

Le attività commerciali sono messe a dura prova dall’obbligo di acquistare e di utilizzare il POS (acronimo di “Point of Sale”) per i pagamenti dei clienti relativi a beni e servizi. Il semplice e solo utilizzo dei contanti, era in passato l’escamotage utilizzato da molti per evadere le tasse e dichiarare meno guadagni; con l’introduzione del POS invece, dispositivo collegato direttamente con la banca, tutti i movimenti rimangono tracciati.

L’utilizzo del POS non prevede costi per l’acquirente, mentre l’esercente deve versare una commissione alla banca sugli importi incassati. Prima di rispondere alla domanda “Quanto costano i POS per i negozi?”, ecco una breve panoramica della normativa attuale. Artigiani, commercianti e professionisti sono tenuti a mettere a disposizione le transazioni elettroniche con bancomat, Visa e carte di credito. La normativa risale al 30 giugno 2014, e impone a commercianti e professionisti di “accettare anche pagamenti effettuati attraverso carte di debito” quando la somma supera i trenta euro. Nonostante l’obbligo molte attività rimangono restie all’utilizzo della moneta elettronica, per questo in sede parlamentare è già in corso l’esame di un nuovo disegno di legge “incentivante”.

Il disegno di legge n. 1747 nasce con l’intento di premiare chi è in regola, e consente a chi utilizza il POS di detrarre in sede di dichiarazione dei redditi il costo in percentuale di ciascuna transazione dall’imponibile. Chi invece non si metterà in regola, potrebbe essere soggetto a sanzioni che partono da 500 Euro, aumentate se i controlli confermano la presenza di altre irregolarità. Subita la sanzione, il commerciante avrà 30 giorni per adeguarsi e 60 per comunicare alla Guardia di Finanza la sua posizione. Chi non si adegua invece, potrebbe ricevere sanzioni per 1.000 Euro fino alla sospensione dell’attività.

Quanto costano i POS per i negozi? I dati di SosTariffe.it

Lo studio di SosTariffe.it ha dimostrato che attivare un POS collegato al conto corrente può costare per l’esercente in media oltre 2.000 Euro l’anno, e che pesa circa il 2% sul ricavato annuo dell’attività. L’indagine ha però rilevato anche che chi confronta le offerte POS sul mercato può risparmiare fino al 94%. Confrontare è ideale anche per risparmiare sui conti correnti, deposito, carte di credito e altri servizi bancari.
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Secondo studi sull’utilizzo del c.d. mobile payment il 90% degli esercenti su un milione non conosce i costi delle transazioni elettroniche a motivo dell’insufficiente chiarezza da parte delle banche, e per questo, ancora non l’ha attivato. La pena da scontare però è la perdita di molti clienti, perché 7 italiani su dieci preferiscono pagare con carta. I consumatori impossibilitati a pagare con carta scelgono spesso di rinunciare all’acquisto (il 15%) o di recarsi presso altro esercente dotato di POS per acquistare un prodotto simile (il 16%).

Bankitalia informa inoltre che i POS sono in calo del 14%. I punti d’accesso infatti, sono passati nel 2015 a 46.029 mila da 53.493 del 2014, a dimostrazione che il dispositivo riscuote molto più successo fra gli acquirenti che fra gli esercenti.

Costi medi del POS

L’acquisto e il possesso di un dispositivo per le transazioni elettroniche (POS) comporta spese per costi fissi, canoni mensili e commissioni, ma non tutti gli istituti propongono tariffe astronomiche. Le condizioni di spesa variano infatti di banca in banca. Esistono POS tradizionali, collegati a linea fissa ADSL o mobili, gestiti da smartphone o tablet. Lo studio di SosTariffe.it ha rilevato come per il terminale del secondo tipo, si spendano in media 76 Euro, mentre per un POS tradizionale 82 Euro. Al prezzo d’acquisto va però aggiunto il canone mensile per il servizio, che oscilla tra i 10 e 24 Euro.

2015-11-24-3-SosTariffe.it_costi_medi_POS_novembre2015

Messo in questo modo l’acquisto di un POS potrebbe ritenersi conveniente, se non fosse che per ogni transazione la banca applica percentuali o cifre fisse. La commissione varia in base all’opzione di pagamento dell’acquirente: se il consumatore sceglie di pagare con carta di credito, il commerciante verserà il 2% della cifra transata, se sceglie il bancomat invece, il commerciante pagherà in base alla tariffa POS attivata, ovvero l’addebito di una percentuale su ogni movimento oppure il versamento di una cifra per ogni transazione più una percentuale dell’importo transato. Nella prima ipotesi il commerciante perderà l’1,29% o l’1,84% dell’importo totale a seconda che la transazione sia avvenuta con POS mobile o tradizionale, nel secondo caso la perdita sarà dell’1,95% più 2 centesimi o di 1,79% più 0,21 centesimi.

Incidenza sul ricavato annuo dell’attività

SosTariffe.it, per lo studio relativo a quanto costano i POS per i negozi, ha posto il focus sui costi medi annui che l’attività commerciale o artigiana deve sopportare per affidarsi alle transazioni elettroniche. Per farlo il nostro portale ha messo a confronto i costi medi che possono affrontare un ristorante, un negozio di abbigliamento e uno studio medico.

2015-11-24-4-SosTariffe.it_costo_medio_annuoFinale_POS_novembre2015Il risultato è che per un POS si può arrivare a spendere anche 5.400 Euro all’anno, che l’utilizzo di carte di credito collegate a conti correnti è più costoso, e che accettare pagamenti con bancomat fa risparmiare all’esercente dall’8 al 41% in base al modello di POS e al tipo di attività. Tuttavia, il dato più curioso è che se tutti pagassero con bancomat sul POS mobile, quest’ultimo risulterebbe più costoso rispetto al tradizionale con linea fissa (al contrario per la carta di credito è più costoso scegliere un POS tradizionale).

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La spesa minima per la sola attivazione di un POS invece, si aggira attorno alle 460 Euro (cifra minima per POS tradizionale e pagamenti in modalità bancomat), ma può arrivare anche a 9.180 Euro in caso di attivazione POS tradizionale e pagamenti tutti con carta di credito. Secondo lo studio chi confronta le offerte banca e sceglie la più economica ottiene comunque un risparmio fino al 95%.

Lo stesso succede con i conti correnti: scegliendo un conto a zero spese di una banca online si può risparmiare perfino il 90% della spesa. Con l’aiuto del comparatore di SosTariffe.it puoi identificare rapidamente le proposte più adeguate.

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