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Cosa fanno gli adolescenti italiani online

Usano i social network, in particolare Facebook. Nel 2014, il 96% degli adolescenti italiani tra i 13 e i 14 anni di età ha dichiarato di avere un profilo, contro il 68% registrato nel 2010. In crescita è anche l’utilizzo di WhatsApp e Instagram. I ragazzi producono e si scambiano video e immagini e condividono sempre più i compiti attraverso Internet. Le evidenze del report italiano Net Children Go Mobile, curato da Giovanna Mascheroni e Kjartan Ólafsson e presentato presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. 

Cosa fanno gli adolescenti italiani online

Cosa fanno gli adolescenti italiani online? Per rispondere, nell’ambito del progetto Net Children Go Mobile co-finanziato dal Better Internet for Kids della Commissione europea, è stato condotto un sondaggio che ha coinvolto un campione di 511 ragazzi italiani utenti di Internet di età compresa tra i 9 e i 16 anni (268 maschi e 243 femmine).

I risultati dello studio sono stati illustrati il 5 maggio presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, durante l’incontro Diritti e sicurezza dei minori online: lo stato dell’arte della ricerca e delle politiche, cui ha partecipato, tra gli altri, Giovanna Mascheroni, ricercatrice OssCom (Centro di ricerca sui Media e la Comunicazione) e autrice del report italiano.

La ricerca, infatti, è stata condotta in altri sei Paesi (Belgio, Danimarca, Gran Bretagna, Irlanda, Portogallo e Romania) e ha coinvolto 3.500 adolescenti (e i loro genitori).

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La casa, e soprattutto la propria camera, è il principale luogo di accesso a Internet per gli adolescenti italiani (81%). I giovani accedono soprattutto da computer portatili e da smartphone. Questi ultimi sono i dispositivi più usati per andare online quando si è fuori, ma vengono utilizzati più spesso anche fra le pareti domestiche.

L’Italia è sopra la media europea sia per il numero di adolescenti che accedono a Internet attraverso reti Wi-Fi e reti cellulari 3G sia per la percentuale di giovani che vanno online soltanto con un piano tariffario con traffico dati incluso.

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Il numero e il tipo di attività online variano in base all’età. Si inizia con attività di base, quali il gioco e ricerche per la scuola, per arrivare a usi più creativi e a forme di partecipazione online, come curare un blog e produrre contenuti da condividere online, si legge nel report.

Le attività online non sono di per sé vantaggiose o dannose per gli adolescenti, anche se le ricadute in termini di benefici o danni di alcune esperienza sono distinguibili con maggiore chiarezza.

Opportunità e rischi vanno di pari passo: più gli adolescenti usano Internet, più beneficiano delle risorse veicolate attraverso la Rete e acquisiscono competenze digitali, più si espongono a rischi, evidenziano gli autori dello studio.

L’esposizione ai rischi, peraltro, non conduce necessariamente a esperienze negative, dannose e dolorose. Per molti adolescenti, il contatto con contenuti e situazioni comunicative online rischiose può anzi tradursi in una maggiore resilienza ai rischi, vale a dire in una maggiore capacità di affrontare e gestire situazioni pericolose.

Il 55% degli adolescenti italiani ha comunque fatto esperienza di almeno un rischio sui dieci presi in esame. Fra questi, sono in crescita l’esposizione a contenuti negativi (siti razzisti che incitano a odio, violenza e discriminazione, siti pro-anoressia o pro-bulimia) e pornografici, il cyberbullismo e gli incontri offline con persone conosciute online.

È il cyberbullismo l’esperienza che fa soffrire di più gli adolescenti italiani.

Le attività online più popolari presso gli adolescenti italiani sono il social networking, la visualizzazione di video, l’ascolto di musica. I più piccoli usano Internet per guardare video, ascoltare musica, giocare e utilizzare i social network. I più grandi, invece, per una più ampia varietà di pratiche, anche se usi informativi, creativi e partecipativi sono ancora molto bassi.

Quanto alle differenze di genere, le adolescenti usano di più i social network, i programmi di messaggistica istantanea e le chat, e hanno più probabilità di condividere foto e video online. Giochi e monti virtuali, invece, sono attività in prevalenza maschili.

Fonte:

Mascheroni, G., & Ólafsson, K. (2015). Net Children Go Mobile: il report italiano. Milano: OssCom, Università Cattolica del Sacro Cuore.

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