Contestazione finanziamento: come funziona

Può capitare che la banca richieda interessi non dovuti o spese extra su prestito e mutuo più alte rispetto alla norma: per rendersene conto basta leggere il contratto e trovare le differenze rispetto alle condizioni dichiarate e agli standard praticati dagli altri istituti di credito. In questo caso a tutela dei consumatori si può fare la contestazione finanziamento: come funziona è spiegato in questo articolo.

Interessi non duvuti e spese extra su prestito e mutuo. Cosa fare se la banca chiede di più

Prima di chiarire la contestazione finanziamento come funziona, è bene sottolineare che i problemi insorti dopo la concessione di un prestito o mutuo circa interessi non dovuti o spese extra, nascono spesso da una lettura poco attenta del contratto sottoscritto con la banca. Chi ad esempio ha aperto un mutuo a tasso fisso non avrò particolari problemi perché le percentuali applicate alla rata rimangono invariate nel tempo, ma serve sempre informarsi sulle altre voci di spesa. Ecco una breve panoramica su tassi d’interesse e spese applicate ai finanziamenti.
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Contestazione finanziamento: interessi non dovuti e spese extra

Prima di parlare di interessi non dovuti e spese extra bisogna sapere quale accordo è stato firmato con la banca. Ai finanziamenti infatti possono essere applicati tassi fissi o variabili. I primi rappresentano un importo calcolato al momento della richiesta dei prestiti che rimane invariato fino alla sua estinzione, ovvero al pagamento di tutte e le rate. L’indubbio vantaggio delle soluzioni a tasso fisso è la possibilità per il consumatore di conoscere in anticipo l’importo delle rate in modo da evitare la contestazione finanziamento. Come funziona il tasso variabile invece lo dice la stessa parola.

I tassi di questo tipo “variano” nel corso dei mesi o degli anni ed è possibile -quando il mercato lo consente- pagare rate prestito o mutuo più basse, ma ci si espone anche al rischio di un aumento della rata. E’ in questo caso che possono sorgere contestazioni, che rimangono tuttavia relative. Chi opta per il tasso variabile infatti non può reclamare una scelta propria, ma solo, eventualmente, l’applicazione di interessi al di sopra degli standard.
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Accertamento di interessi non dovuti e spese extra su prestito o mutuo

Possono ritenersi interessi variabili o fissi non dovuti quelli che superano gli standard ufficiali fissati dalla Banca Centrale Europea (BCE) e riportati dalla Banca d’Italia: per conoscerli basta consultare i portali delle istituzioni. Per spese extra invece si intendono le seguenti voci: costi di istruttoria per valutare la domanda di prestito, spese per la produzione di certificati come stato di famiglia, certificati di iscrizione alla Camera di Commercio etc etc…fatture dei professionisti (del notaio ad esempio), imposte varie, spese di assicurazione, spese di gestione e di incasso rata e commissione per estinzione anticipata.

Si ricorda che le polizze su prestiti e mutui non sono obbligatorie e che la loro presenza (incluso il costo) deve essere chiarita e accettata espressamente dal cliente.
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Come funziona il reclamo alla banca

Dopo aver accertato l’esistenza di interessi oltre la norma e di spese extra rispetto a quelle normalmente applicate, si può procedere alla contestazione finanziamento. Come funziona è presto spiegato. Se l’importo da contestare non supera 100mila Euro si possono sfruttare i sistemi di risoluzione alternativa delle controversie fra banca e cliente. Il più importante è il ricorso all’Arbitro Bancario e Finanziario, l’organismo privato con giudici terzi e imparziali addetto a transigere i conflitti, cui ci si può rivolgere solo se, trascorsi 30 giorni dall’invio di una lettera di reclamo alla banca non si ottiene risposta.
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Il costo del ricorso all’Arbitrato è inferiore a quello di una causa legale e la procedura è più snella e veloce, anche se i tempi dipendono dalle prove messe a disposizione dall’interessato che riguardano i surplus illegittimi. L’alternativa è rivolgersi ad altri istituti di mediazione o tentare la conciliazione prendendo appuntamento con il funzionario della banca addetto ai reclami.

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