Chiamate SPAM e truffe luce e gas: dove vengono presi i dati degli utenti

Le truffe legate alle forniture di luce e gas sono ancora molto diffuse e possono rappresentare una minaccia significativa per i consumatori. Spesso queste truffe sono legate all'attivazione non richiesta di nuovi contratti di fornitura, generalmente poco vantaggiosi, e possono essere concretizzate grazie alla possibilità dei truffatori di entrare in possesso dei dati degli utenti e, in particolare, delle informazioni necessarie ad attivare un nuovo contratto di fornitura.

In 30 sec.
  • le truffe su luce e gas sono sempre più diffuse
  • le chiamate spam continuano a essere il canale preferito dai truffatori
  • per difendersi è necessario adottare gli strumenti giusti e approfondire la conoscenza del settore delle forniture luce e gas
Chiamate SPAM e truffe luce e gas: dove vengono presi i dati degli utenti

I rischi legati alle truffe sulle forniture di luce e gas sono notevoli e la possibilità di dover fare i conti con raggiri di vario tipo oltre che con l’attivazione non richiesta di un contratto di fornitura è sempre molto elevata. Tutto gira intorno alla questione dei dati degli utenti che spesso i call center che effettuano chiamate spam già conoscono, in quanto riescono a ottenerli in vario modo.

Prima di analizzare la questione, ricordiamo che il modo migliore per scegliere nuove offerte luce e gas e tagliare le bollette è affidarsi alla comparazione dei preventivi tramite SOStariffe.it. Basterà inserire una stima dei propri consumi (o caricare l’ultima bolletta invita dall’attuale fornitore) per individuare facilmente la promo giusta da attivare per risparmiare.

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Chiamate spam: da dove prendono i dati?

I call center che si occupano di attività di telemarketing e che effettuano chiamate spam riescono a entrare in possesso dei dati degli utenti in vari modi. In linea di massima, infatti, il settore si basa su una vera e propria rete di data broker, aziende specializzate nella gestione dei dati che riescono a ottenere in vari modi, alcuni legittimi (come i consenso alla gestione dei dati concesso dall’utente a un servizio terzo, che poi rivende i dati) e altri illegittimi o comunque opachi e poco trasparenti. Questi dati hanno un grande valore e possono essere utilizzati per ottenere un guadagno, ad esempio con l’attivazione non richiesta di un contratto di fornitura, che garantisce una commissione all’azienda che si occupa di gestire le chiamate spam In molti casi, l’iscrizione al Registro delle Opposizioni, che dovrebbe servire come sistea di potezione dalle chiamate spam, risculta essere non sufficente.

A quali dati bisogna prestare attenzione

Per quanto riguarda le forniture di luce e gas, bastano pochi dati per poter completare l’attivazione di un contratto di fornitura. Per dei potenziali truffatori (o per dei call center poco trasparenti) non è difficile recuperare tutte le informazioni necessarie.

Per prima cosa è necessario conoscere tutti i dati dell’intestatario del contratto di fornitura, l’unico che può autorizzare il cambio di gestore e che, quindi, può essere diventare la vittima del raggiro operato dai truffatori.

E’ necessario, inoltre, conoscere il codice identificativo della fornitura, come il codice POD per la fornitura di energia elettrica e il codice PDR per quella del gas. Altri dati, come l’indirizzo di fornitura, il nome dell’attuale fornitore etc. posso essere utilizzati dai truffatori rendere più credibile il raggiro e completare la truffa.

Come difendersi dalle chiamate spam e dalle truffe su luce e gas

Le truffe sulle forniture di luce e gas sono molto diffuse e spesso utilizzano il canale delle chiamate spam per raggiungere gli utenti. Sfruttando vari meccanismi, come lo spoofing, i call center riescono ad aggirare limitazioni e blocchi, entrando in contatto con un numero elevato di utenti.

Per questo motivo, è necessario utilizzare i rimedi giusti per difendersi dalle chiamate spam. La prima arma di difesa è rappresentata, semplicemente, dalla possibilità di non rispondere ad alcuna chiamata, in modo da bloccare sul nascere qualsiasi tentativo da parte dei truffatori.

E’ importante, inoltre, non comunicare mai alcuna informazione personale a un call center non identificato. In questo modo, sarà possibile evitare di fornire i dati mancati per il completamento della truffa.

Per proteggersi e capire se la chiamata è, in realtà, una truffa è necessario fare tante domande, chiedendo tutte le informazioni possibili al proprio interlocutore. Tra le domande da fare troviamo:

  • la richiesta della provenienza dei dati utilizzati per la chiamata (dati personali, codice POD/PDR etc.)
  • la richiesta di informazioni sull’identità del titolare del trattamento dei dati
  • una verifica delle informazioni fornite; ad esempio, se un call center asserisce di rappresentare il distributore locale di energia, in genere, in questi casi, i call center si definiscono come “ufficio distribuzione”, basterà chiedere informazioni precise sul nome del distributore (che l’utente può verificare in bolletta)
Davide Raia
Esperto in Telecomunicazioni, Energia e Assicurazioni
Nato e cresciuto a Napoli, è specializzato nella realizzazione di contenuti relativi a tariffe energia, telefoniche e assicurative grazie al suo background formativo in ambito giornalistico e al suo lavoro in collaborazione con diverse importanti realtà editoriali italiane, come Libero Tecnologia, Sicurauto.it, Virgilio.it, Tomshw.it, Clubalfa.it, Key4biz.it e Cinquecolonne.it. Collabora attivamente con SOStariffe.it dal 2015, occupandosi della stesura di testi per il sito aziendale e per aziende partner. Contribuisce alla realizzazione di indagini di mercato dell’Osservatorio SOStariffe.it