Certificati di deposito: tipologie, vantaggi e rischi

I certificati di deposito sono i titoli che le banche rilasciano a fronte del deposito di una somma di denaro. Oggigiorno questo tipo di investimento è diventato obsoleto, il suo rendimento è basso e sono penalizzati dal punto di vista fiscale. Un’alternativa molto più conveniente possono essere i conti deposito o i conti correnti online, che non prevedono spese alcune e offrono un rendimento maggiore con vincoli temporali più brevi.

Certificati di deposito
I certificati di deposito rendono poco, ma con i conti online si può guadagnare

Nello specifico, il certificato di deposito è un attestato che la banca è obbligata a rilasciare ai propri clienti ogni volta che venga effettuato il deposito di una certa somma di denaro a scadenza predeterminata, cioè con un vincolo temporale fisso.

Secondo la Banca d’Italia, questi vincoli temporali possono essere compresi tra i 3 mesi come minimo e 5 anni come massimo.

I certificati di deposito prevedono un tasso di interesse, che può essere fisso o variabile; gli interessi inoltre possono essere riconosciuti alla loro scadenza o alla fine di ogni anno.

Obiettivamente, oggi sono più convenienti i conti deposito online; ad esempio con Widiba, il conto corrente online a zero spese del Gruppo MPS, chiudendo il vecchio conto e portando i propri risparmi a Widiba si ottiene il beneficio di un tasso di interesse del 2,50% sui vincoli a 12 mesi. Il tasso invece previsto per chi apre un Conto Widiba, senza rottamarne quello vecchio, è del 2%.

Scopri il Conto Widiba

Tipologie di Certificati di Deposito

In particolare, vi sono tre tipi di certificati:

  • A tasso fisso: prevedono una maggiorazione del deposito iniziale tramite un tasso di interesse prefissato al momento della stipola del contratto.
  • A tasso variabile: il tasso di interesse per questi tipi di depositi varia a seconda di certe scadenze temporali e dei tassi di mercato.
  • Zero-coupon: questa tipologia non prevede la liquidazione periodica degli interessi; invece, verranno corrisposti alla scadenza del certificato insieme al capitale iniziale depositato.

Certificati di deposito: quali i vantaggi?

Per il risparmiatore medio, i Certificati di Deposito hanno il vantaggio di non essere esposti alle oscillazioni del mercato, dato che non sono quotati; questo vuol dire che gli interessi rimangono sempre costanti.

Sebbene oggi l’aliquota fiscale sui certificati di deposito è penalizzante (20% anziché 12,5% nel 1996), è un tipo di investimento conveniente per proteggere il benessere del risparmiatore. Anche se offrono un rendimento reale inferiore a quello di un Btpei, si adatta alla gran parte della clientela che non è in grado di sopportare le oscillazioni dei valori dei titoli di Stato.

I rischi e gli svantaggi

Il primo svantaggio dei certificati di deposito con un vincolo temporale inferiore a 18 mesi è l’impossibilità di ottenere il rimborso prima della sua scadenza naturale.

D’altronde, sebbene in passato i certificati di deposito avevano un grande successo, oggi ci sono dei prodotti di investimenti alternativi che offrono una tassazione più elevata. Per questo motivo, i certificati di deposito sono diventati con il tempo un po’ obsoleti, dato che i loro rendimenti vanno da uno 0,8% netto con vincolo di 3 mesi, al 1,82% netto con vincolo di 60 mesi.

Commenti Facebook: