Banda larga e ultralarga in Italia, a che punto siamo

L’annoso problema del digital divide in Italia sembra essere una delle prime preoccupazioni del Governo, com’è stato dimostrato qualche mese fa dalla Strategia italiana per la banda ultralarga elaborata da AgID, che però non è ancora operativa. Tra veti incrociati, obiettivi e strategie diverse degli operatori e pastoie burocratiche il rischio è che banda larga e ultralarga rimangano ancora un miraggio per molti italiani. Ma qual è lo stato dell’arte? Grazie al nuovo osservatorio di SosTariffe.it, è possibile fare il punto della situazione aggiornato al 2014.

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Migliora la situazione per la banda larga, dati poco confortanti per l'ultralarga

Il digital divide scende di un punto percentuale

Nel suo osservatorio disponibile qui, SosTariffe.it ha infatti consultato i dati resi disponibili da Infratel Italia, elaborando infografiche e comparandoli con quelli aggiornati al 2013. Il risultato è che il digital divide diminuisce di un punto percentuale per quel che riguarda la percentuale di popolazione raggiunta dalla banda larga (cioè connessioni tra i 2 Mbps e i 20 Mbps), mentre per la banda ultralarga le regioni italiane con la situazione migliore sono Lazio, Liguria ed Emilia Romagna.

Ad oggi il 96,9% della popolazione ha l’accesso alla banda larga, senza cioè distacchi dalla media europea (97%), con una percentuale di digital divide pari al 3,1%. Ma il dato complessivo non deve ingannare: a fronte della quasi totalità della popolazione raggiunta dalla banda larga in Lombardia (98,40%), il digital divide in Molise è un preoccupante 13,4%. Il problema non può essere semplicemente riassunto come “situazione migliore al Nord rispetto al Sud”: in Puglia infatti la copertura è del 96,6%, in Friuli Venezia Giulia (senza contare la banda larga solo wireless) dell’83%.

La tendenza comunque è positiva, perché il digital divide secondo i dati 2013 era del 4%, con copertura complessiva passata dal 96% al 96,9% nell’arco di un anno. I maggiori progressi sono stati fatti dal Molise, dal Trentino Alto Adige e dall’Abruzzo.

Banda ultralarga, ancora non ci siamo

I dolori arrivano invece dalla nuova generazione di connessioni, quelle a banda ultralarga, dove il confronto con il resto d’Europa è impietoso. La media di copertura da 30 Mbps in su in Italia è del 22,3% (rispetto al 64% dell’Europa), con picchi di copertura in Lazio (38,3%, sopra il 30% anche Liguria ed Emilia Romagna) e un clamoroso zero per Molise, Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige.

Secondo l’analisi di SosTariffe.it, la copertura maggiore per la banda ultralarga è arrivato nelle regioni del centro: rispetto al 31 dicembre 2013, al 30 giugno 2014 si è registrato un aumento dal 10,6% al 29,52%. Bene anche le isole (dal 7,9% al 20,9%) e aumenti minori per Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna (aumento del 12,6%), Sud (12% in più) e Nord (7,8% in più).

A che punto siamo con Infratel

Per quanto riguarda i progetti di Infratel Italia, che ha anche il compito di individuare le aree “bianche” (senza infrastrutture per banda larga, poco o per nulla appetibili per gli investitori privati e quindi ammesse agli aiuti di Stato) nel nostro Paese per usare gli strumenti dei Piani Banda Larga e Ultra Larga governativi, al 30 giugno 2014 sono stati sottoscritti 109 e i progetti già realizzati sono il 53%. Sugli scudi la Basilicata (85% di progetti realizzati), mentre in Friuli Venezia Giulia non è ancora stato avviato e portato a termine alcun progetto di ampliamento di banda larga e ultralarga. C’è ancora tanta strada da fare, insomma, con la necessaria collaborazione di tutti.

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