Connessione VPN: che cosa è e come attivarla


Utilizzare alcuni servizi online gratuitamente ha comunque un prezzo. I colossi del web infatti raccolgono i nostri dati di navigazione per creare annunci pubblicitari ad hoc o per creare il nostro profilo personale di consumatore che sarà utile alle aziende per realizzare prodotti e servizi più attraenti. Non bisogna poi dimenticare che Internet è un luogo pericoloso e che se non si sta attenti il rischio che i propri dati personali vengano rubati e utilizzati da terzi per scopi non certo piacevoli è sempre dietro l’angolo.

vpn

Un sistema semplice ed efficace per proteggere la nostra privacy, evitare la profilazione e nascondere la propria identità online è quello di affidarsi ad una connessione VPN. Con il programma giusto si può navigare in modo sicuro e anonimo e persino accedere a servizi che comunemente non sono disponibili in Italia. Ecco come attivare una connessione VPN.

Connessione VPN: cos’è

Una connessione VPN o Virtual Private Network è una rete virtuale privata che può essere utilizzata per criptare il traffico Internet e nascondere così la propria identità durante la navigazione sul web. In sostanza si tratta di un servizio che realizza una rete locale privata (LAN) che va a sovrapporsi a quella fisica.

Le VPN utilizzano un sistema chiamato tunnelling, ovvero un canale di comunicazione per i dati logicamente riservato che consente sia di nascondere le proprie attività online sia di mascherare l’indirizzo IP da cui si accede ad Internet. Il tunnelling crea quindi un canale virtuale e privato per la trasmissione dei dati che impedisce la visione di tutte le informazioni associate ai singoli pacchetti dette anche header (Indirizzo IP di mittente e destinatario, tipologia di dati, percorso di rete, etc.). Tali dati nonostante la crittografia inclusa in molti servizi online e siti web sono comunque visibili su Internet, che per definizione è una rete pubblica. I pacchetti quindi vengono ulteriormente “impacchettati” per renderli virtualmente inaccessibili se non al destinatario. Con questo sistema, ad esempio, è possibile far sì che si risulti connessi al web da un altro Paese o aggiungere un ulteriore livello di protezione.

Le VPN si distinguono in reti ad accesso remoto o hub-and-spokes e site-to-site. Nel primo caso si tratta di una connessione che permette di entrare in una rete privata, come può essere quella aziendale, attraverso la rete Internet. E’ il concetto su cui si basa la pratica dello smart working. I dipendenti utilizzano la VPN per accedere da un dispositivo personale all’intranet della propria azienda.

Una VPN site-to-site invece offre un collegamento sicuro tra due o più reti privati che differiscono sia per struttura che per locazione attraverso Internet. Questo approccio viene utilizzato in ambito aziendale per permettere la comunicazione tra sedi dislocate della stessa società o di altre organizzazioni. Ogni sede rappresenta un nodo della rete VPN, che instrada le informazioni verso il corretto destinatario secondo un modello client/server.

A loro volta le VPN si distinguono per le modalità in cui la sicurezza delle informazioni viene gestita:

  • Trusted: in questo caso è l’ISP (Internet Service Provider), in parole povere il fornitore del servizio, a creare i percorsi sui chi viaggiano i dati con precise caratteristiche di sicurezza. Questa struttura velocizza la trasmissione delle informazioni ma è anche meno sicura.

  • Secure: la connessione VPN si caratterizza per la creazione di un tunnel tra i nodi della rete privata protetto dalla crittografia. In questo modo è sostanzialmente impossibile accedere ai dati ma la qualità della connessione non è eccezionale.

  • Hybrid: tipologia di connessione che unisce le caratteristiche delle due precedentemente descritte.

Connessione VPN: protocolli di sicurezza

Per ogni connessione VPN esistono appositi protocolli che contribuiscono alla protezione dei dati durante le trasmissione in modo differente. A seconda dell’utilizzo che vogliamo fare della VPN sarebbe quindi opportuno scegliere quello più adatto allo scopo. Questi sono i più comuni:

  • PPTP (Point to Point Tunneling Protocol): si tratta di un protocollo di livello 2 sviluppato da Microsoft e basato sul protocollo PPP (Point to Point Protocol). Solitamente viene utilizzato in tandem con il protocollo di livello 3 GRE (Generic Routing Encapsulation). Dal 2012 la stessa Microsoft lo considera obsoleto e il consiglio è di sfruttarlo solo per una connessione VPN finalizzata a nascondere l’indirizzo IP.

  • SSTP (Secure Socket Tunneling Protocol): successore del protocollo PPTP utilizzato soprattutto per una connessione VPN basata su Windows.

  • IPSEC (Internet Protocol Security): protocollo di livello 3 che offre un eccellente livello di protezione grazie alla cifratura e meccanismi di autenticazione. Il tunnel vero e proprio viene creato grazie al protocollo L2TP.

  • IKEV2: protocollo nato dalla collaborazione tra Microsoft e Cisco molto simile a IPSEC ma considerato più efficiente in termini di sicurezza. IKEV2 si distingue per una maggiore velocità nella trasmissione dei dati protetti e la flessibilità, che lo rendono il protocollo ideale per una connessione VPN su mobile.

  • OpenVPN: protocollo open source di livello 4 che supporta vari livelli di cifratura e si presta a diversi utilizzi.

  • HTTPS (Hyper Text Transfer Protocol Secure): protocollo per il trasferimento ipertestuale sicuro che si appoggia alla tecnologia SSL/TLS (Transport Layer Security). E’ possibile utilizzarlo attraverso appositi applicativi e estensioni per i principali browser.

Connessione VPN: a cosa serve

Una connessione VPN è certamente utile per le aziende, che possono ridurre i costi per la gestione della rete e proteggere le informazioni sensibili in modo più efficace, ma lo è ugualmente anche per i privati.

Gli utenti consumer tramite una connessione VPN possono proteggere la loro privacy e anonimato. Questa tecnologia garantisce uno livello superiore di protezione contro hacker e malintenzionati sul web ma anche per coloro che temono di veder limitata la propria libertà online da parte di qualsivoglia autorità, come gli attivisti politici, o desiderano nascondere la propria identità. Resta il fatto che un antivirus al top e una certa accortezza durante la navigazione restano necessari per evitare di incorrere in virus, malware e gli altri pericoli della Rete. Le VPN così come qualsiasi altro meccanismo di protezione non sono infatti sicuri al 100%.

Una connessione VPN permette poi di superare i sistemi di geolocking che impediscono l’accesso a determinati servizi sulla base del Paese di provenienza. Grazie ad una VPN, ad esempio, si può accedere a piattaforme come Hulu, una delle più importanti per lo streaming di film e serie TV, che attualmente è disponibile solo negli Stati Uniti. Lo stesso vale anche per Netflix USA, HBO NOW, ESPN o Disney+ USA. Al contrario, piattaforme come Mediaset Play o Sky Go, che limitano l’accesso ad alcuni contenuti all’estero, diventano accessibili nella loro interezza anche al di fuori dell’Unione Europea.

Connessione VPN: come attivarla

Per attivare una connessione VPN serve scaricare un apposito client su PC o smartphone. Si tratta di software piuttosto intuitivi da utilizzare e disponibili sia a pagamento sia gratuitamente. Alcuni di essi richiedono la creazione di un account.

Per avviare la connessione VPN bisogna innanzitutto avviare il software e selezionare il server a cui connettersi sulla base della nazionalità, tipologia e livello di sicurezza. Fatto questo, basta aprire il browser o il programma che necessita di una connessione sicura e anonima e iniziare a navigare.

Nella scelta di una connessione VPN vanno considerati alcuni aspetti. I client gratuiti solitamente impongono un limite alla quantità di traffico mensile. Quelli a pagamento ovviamente garantiscono una migliore protezione e una maggiore velocità. Le VPN gratuite inoltre spesso raccolgono comunque dati anonimi sulle attività online degli utenti a scopo pubblicitario o per la profilazione.

E’ inoltre consigliabile scegliere una connessione VPN con un numero elevato di server dislocati in più parti del mondo. Maggiore scelta significa una qualità superiore della connessione e la possibilità di accedere a servizi diversi in barba ai blocchi su base nazionale. Ovviamente anche l’aspetto della sicurezza non va sottovalutato. Una cifratura efficiente è il modo migliore per proteggere la propria privacy.

Di seguito sono descritti i migliori client per una connessione VPN:

1) CyberGhost

  • Numero di server: 5.917

  • Paesi disponibili: 89

  • Indirizzi IP: N.D

  • Numero di device supportati: 7

Questa VPN offre un trattamento dei dati trasparente e permette non solo di utilizzare un indirizzo IP italiano quando si è all’estero ma offre una connessione eccellente per accedere a servizi di streaming IPTV (), scaricare file Torrent e visualizzare i film e serie TV per la versione americana di Netflix. CyberGhost è disponibile come estensione per i principali browser.

2) NordVPN

  • Numero di server: 5.946

  • Paesi disponibili: 59

  • Indirizzi IP: N.D

  • Numero di device supportati: 6

Offre numerosi server sparsi per il mondo e offre crittografia avanzata anche per le reti Wi-Fi pubbliche. Il suo punto di forza sono i server dedicati al P2P (Peer to Peer), la navigazione sul web tramite protocollo Onion (utilizzato per la rete anonima Tor) e con indirizzo IP dedicato. Il client è a pagamento ma spalmata per 3 anni la spesa mensile è di appena 3,10 euro al mese.

3) ZenMate VPN

  • Numero di server: 3.700

  • Paesi disponibili: 74

  • Indirizzi IP: N.D

  • Numero di device supportati: illimitato

ZenMate condivide gli sviluppatori con CyberGhost e offre banda illimitata con velocità fino a 50 Megabit al secondo nei server meno congestionati. I suoi punti forza sono il prezzo contenuto (10,99 euro al mese per 1 mese o 2,22 euro al mese per un abbonamento di 18 mesi) e la funzione Killer Switch, che blocca automaticamente la navigazione Internet nel caso in cui si disattivi la connessione VPN.

4) Express VPN

  • Numero di server: più di 3.000

  • Paesi disponibili: 94

  • Indirizzi IP: N.D

  • Numero di device supportati: 5

Soluzione perfetta per aggirare i blocchi territoriali e accedere a servizi come Netflix USA e accedere ad altre piattaforme di streaming come Mediaset Play o Rai Play anche fuori dall’Italia. Il servizio ha un costo di 12,03 euro per un mese di utilizzo o 7,73 euro al mese per 1 anno di abbonamento.

5) Surfshark

  • Numero di server: più di 1049

  • Paesi disponibili: 61

  • Indirizzi IP: più di 1.500

  • Numero di device supportati: illimitati

Surfashark offre una connessione VPN veloce e sicura ed è consigliata soprattutto per il download di file Torrent, grazie al supporto al P2P. La piattaforma è invece meno adatta per il seeding di file (download o upload di contenuti condivisi) attraverso software come eMule. Il suo punto di forza è la possibilità di utilizzarlo su un numero di dispositivi fissi e mobili illimitato. Il servizio costa 9,89 euro per un mese o 1,79 euro al mese per un abbonamento di 2 anni.

6) Private Internet Access

  • Numero di server: più di 3.369

  • Paesi disponibili: più di 36

  • Indirizzi IP: N.D

  • Numero di device supportati: 10

PIA è tra le VPN più utilizzate ed è compatibile con Android, Chrome, iOS, Linux, macOS e Windows. Il client non conserva alcun dato e offre una connessione stabile e veloce. All’occorrenza, si può attivare la funzione di ad-blocking per eliminare gli annunci pubblicitari durante la navigazione in anonimo. Il prezzo di partenza è di 2,85 dollari al mese (2 mesi gratis + 39,95 euro all’anno).

E’ importante sottolineare che la qualità della connessione VPN dipende sempre e comunque dalle performance della propria LAN privata. Per questo la scelta del provider a cui affidarsi resta di capitale importanza.

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