Web 1.0, 2.0, 3.0 e oltre: definizioni e falsi miti

Un po’ come la Prima, la Seconda, la Terza Repubblica, anche le definizioni che dovrebbero scandire le diverse fasi storiche di Internet rischiano di essere confuse. Si fa un gran parlare di Web 1.0, 2.0, 3.0 e anche 4.0, ma non tutti hanno chiaro che cosa indichino queste denominazioni e in che senso vengano usate: vediamo di fare un po’ di chiarezza, tenendo conto che in molte situazioni questi mondi apparentemente così diversi continuano a coesistere.

Le "ere" di Internet e il nostro futuro

Web 1.0

Chi c’era se lo ricorda. L’alba di Internet, nei primi anni Novanta, era caratterizzata da browser che oggi suonano come dinosauri estinti (come Netscape, e anche Internet Explorer era solo un giovanotto), siti web statici in HTML che più semplice non si poteva e una notevole barriera all’ingresso per chi voleva avere una propria homepage: senza conoscere il codice era quasi impossibile, altro che Wordpress e similari. La comunicazione era esclusivamente unidirezionale: si navigava sul sito desiderato (digitando direttamente l’URL nell’apposito campo, senza motori di ricerca) e si leggevano le informazioni. Un po’ come una normale pagina Word.

Web 2.0

Secondo stadio: arriva l’interazione tra il sito e l’utente, grazie ai linguaggi di programmazione dinamici. Si fa di solito risalire l’anno di questo passaggio al 2004, quando fanno la loro comparsa una serie di strumenti che oggi ci sono molto familiari: i blog, le wiki (come Wikipedia e tutte le piattaforme di organizzazione collaborativa dei contenuti) e naturalmente i social network, anche se ancora in versione un po’ primitiva (come MySpace). Gli utenti per la prima volta possono pubblicare sulla Rete i propri contenuti senza avere particolari conoscenze tecniche.

Web 3.0

Ci siamo ora, ed è per questo che non è facile da definire. Il Web 2.0, secondo i teorici di Internet, è durato appena un paio d’anni, e dal 2006 si è definita l’era attuale: metadati, RSS e XML hanno reso la Rete un unico immenso database, dove si muovono intelligenze artificiali avanzate (gli algoritmi, da quelli di Google per la ricerca a quelli di Facebook che ci suggeriscono le persone che potremmo conoscere). È il trionfo del web semantico e delle parole chiave per ricerche più pertinenti, ma soprattutto dei social, ormai pervasivi a livelli prima inimmaginabili anche grazie alle offerte Internet a basso e bassissimo costo.
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Web 4.0

E il futuro? Difficile prevederlo, ovviamente, ma alcune considerazioni si possono già fare: i protagonisti saranno la realtà aumentata, che ci permetterà di “sovrapporre” il web al mondo reale, la creazione di una vera e propria identità digitale e virtuale (alternativa alla nostra “reale” analogica) e naturalmente l’Internet delle Cose, che renderà perennemente collegati al web anche i nostri elettrodomestici, perfino quelli più piccoli. Ma sono soltanto le prime tendenze di un universo tutto da scoprire.

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