Costi di recesso telefonia: AGCOM decide che non devono superare il canone pagato

Addio alle spese troppo alte per il recesso dal vecchio contratto di telefonia fissa: l’Agcom ha infatti stabilito che i costi per la disattivazione dell’utenza o il passaggio ad altro operatore non potranno superare il canone mensile medio pagato dal cliente durante la sua adesione all’offerta. In più, le rateizzazioni dei costi iniziali non potranno più superare i 24 mesi.

Addio anche alla rateizzazione dei costi iniziali per più di 24 mesi

I costi del recesso in telefonia

Chi in passato ha cambiato operatore di telefonia fissa – con tanto di ADSL o di fibra ottica – probabilmente lo sa: il pericolo di penali nascoste sotto forma di “sconti restituiti” è vivo e reale, e spesso presenta un conto a due zeri. Per il futuro però non sarà così: l’Agcom ha infatti deciso che è illegittimo per gli operatori richiedere cento e più euro per l’attivazione a suo tempo non pagata o per le ultime rate del modem. I costi di recesso, infatti, non dovranno eccedere il canone mensile mediamente pagato dall’utente.

La restituzione degli sconti e le rate residue

La disposizione arriva nell’ambito delle «Linee guida sulle modalità di dismissione e trasferimento dell’utenza nei contratti per adesione», con delibera 487/18/CONS, che riguarda non soltanto gli operatori telefonici ma anche quelli della televisione a pagamento. Il tutto fermo restando il fatto che, in caso di variazioni unilaterali del contratto da parte del fornitore del servizio, l’utente ha per legge tutto il diritto di interrompere il rapporto di clientela senza dover pagare alcun costo o penale.
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La novità normativa non è riferita soltanto ai costi sostenuti dall’operatore per il trasferimento dell’utente, ma anche a quelli legati alla restituzione degli sconti erogati in caso di offerte promozionali e alle rate residue per i prodotti e i servizi che vengono offerti insieme al servizio principale.

La rateizzazione dei costi iniziali? Massimo per 24 mesi

La restituzione degli sconti dovrà inoltre essere equa e proporzionata al valore del contratto nonché alla durata residua della promozione, e gli utenti che recedono anticipatamente dal contratto avranno inoltre la possibilità di scegliere se continuare a pagare le rate residue per i prodotti offerti insieme al servizio, come gli smartphone o i modem offerti con pagamento rateale, oppure pagare tutto in un’unica soluzione.

Sempre secondo le linee guida dell’Agcom, la durata della rateizzazione dei servizi (come i servizi di attivazione, i servizi accessori e così via) non potrà superare i 24 mesi, in contrasto con quanto al momento accade con molti operatori (ad esempio Vodafone) che rateizzano le spese iniziali anche in 48 mesi. A corollario di tutto questo sono stati rafforzati gli obblighi informativi e di comunicazione, in particolare l’obbligo per gli operatori di rendere note tutte le spese legate all’eventuale recesso, mese per mese.

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