Come recuperare cronologia cancellata

Può capitare di dover recuperare delle informazioni relative a un sito che abbiamo visitato in passato e di cui poi abbiamo cancellato la cronologia di navigazione. Esistono però dei modi per recuperare la cronologia cancellata senza troppo sforzo, in particolare per chi ha un account Google o un programma di backup automatico come Time Machine.

I consigli per ritrovare i dati dei siti visitati

È possibile recuperare la cronologia cancellata?

Cancellare la propria cronologia è un’operazione ormai comune tra chi naviga con ADSL e fibra, che si fa soprattutto per motivi di privacy: per evitare, cioè, che altri utenti di quel PC  o un tecnico che lo sta riparando possano accedere alla lista dei siti da noi visitati negli ultimi giorni. In più in parecchi casi la cancellazione della cronologia porta a una velocità maggiore di navigazione e alla risoluzione di alcuni problemi legati a una visualizzazione non corretta dei diversi siti.

C’è però un “ma”: a meno di non voler eliminare dalla cronologia uno a uno tutti i siti che non vogliamo rendere pubblici ad altri che useranno il nostro computer, l’operazione di norma prevede che si cancellino tutti i siti visitati in un lasso di tempo deciso dall’utente (ad esempio l’ultimo giorno, l’ultima settimana, fino a tutti i siti visitati), compresi quelli che in un modo o nell’altro ci servivano, non sappiamo come recuperare e ci siamo dimenticati di mettere nei bookmark.

In questi casi l’unica cosa da fare è recuperare la cronologia cancellata,  possibilità che chiarisce anche un importante aspetto legato alla sicurezza: quando si elimina la propria history è il browser che sarà immacolato, ma il PC ha queste informazioni nella sua cache. Ricavarle non è troppo difficile, ma prima un’informazione che può tornare utile (soprattutto a chi non è eccessivamente entusiasta che le grandi corporazioni informatiche possiedano i suoi dati).
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Chi ha un account Google, infatti, può ricavare l’history delle sue ricerche e dei siti da qui cliccati senza problemi, a meno che non abbia stabilito delle restrizioni specifiche (c’è da dire che il procedimento per farlo è abbastanza chiaro e ben indicato). È sufficiente entrare nel proprio account, cliccare su “Informazioni personali e privacy” e poi “Esamina l’attività”.

In alternativa si può visitare direttamente il sito history.google.com, che porta alla stessa pagina. Attenzione, però: perché il metodo funzioni è necessario che si fosse loggati con il proprio account Google nel periodo di cui si vuole recuperare la cronologia, non è ovviamente possibile creare una nuova identità e sperare di ricavare informazioni sul passato.

Cache DNS e programmi di terze parti

Se non si ha un account Google (ma basta utilizzare Gmail, Google Plus, Google Photo, uno smartphone Android e così via per averlo), oppure se i siti che si vogliono recuperare dalla cronologia non sono legati a una ricerca fatta sul motore più famoso del mondo, possono essere utilizzati altri sistemi, validi per tutti coloro che hanno attiva un’offerta telefonia fibra ottica e ADSL attive.

Il più immediato, su Windows, è la cache DNS. Per accedervi bisogna andare sul menu Start, cliccare son il tasto destro e selezionare “Esegui” (o “Run”). A questo punto nella barra che comparirà bisogna scrivere “cmd”, se già non è proposto di default, e cliccare su “Ok”. Attenzione, però: si sta per accedere non solo alla cronologia del browser, ma anche a quella delle varie applicazioni che si sono collegate a Internet, quindi la ricerca può non essere molto immediata.

Dopo aver cliccato “Ok”, comunque, si aprirà una finestra nera con un prompt; si deve scrivere “ipconfig/displaydns” e premere Enter. Comparirà una lunga lista dove potrete trovare quello che cercate, anche se chi non ha un po’ di pratica sulle prime rimarrà probabilmente un po’ confuso.

Per un accesso un po’ più user friendly l’alternativa è scaricare un software di recovery gratuito: ce ne sono a decine, come Recuva, Data Recovery Wizard, ma anche MiTec Internet History, BrowsingHistoryView e così via.

Questi programmi di terze parti hanno tutti un funzionamento abbastanza simile, e dopo l’installazione (ma alcune utility non ne hanno nemmeno bisogno) si accederà a un interfaccia in cui di norma si indica il lasso di tempo relativo al quale si vuole recuperare la cronologia, visualizzandolo anche direttamente nel proprio browser di riferimento.

Per chi ha un Mac, con Time Machine

Per chi invece ha un computer Mac, una delle varie tariffe ADSL e una cronologia da recuperare, i passaggi sono diversi. Uno dei più semplici riguarda Time Machine, l’utility che esegue il backup automatico del computer senza che sia necessaria alcuna installazione di programmi di terze parti. Come nel caso di Google, però, questo metodo funziona soltanto se Time Machine era attiva quando si navigava.

Time Machine ha sempre l’archivio orario delle ultime 24 ore, quotidiano dell’ultimo mese e settimanale per i mesi precedenti, fino all’esaurimento dello spazio sull’hard disk esterno che è stato scelto per questo scopo; quando lo spazio finisce, vengono eliminati i backup necessari per fare posto, dal più vecchio in poi, e così via. Per questo, se la cronologia non è stata eliminata troppo tempo fa, Time Machine dovrebbe averla.

La prima cosa da fare è aprire Time Machine (l’icona sul menu del Finder in alto a destra, con una freccia rotonda in senso antiorario che circonda due lancette) e scegliere la snapshot immediatamente precedente alla vostra operazione di cancellazione della cronologia.

Per accedere alla cartella della cronologia (e quindi recuperarla), ad esempio con Safari, dal Finder bisogna arrivare fino alla propria cartella utente. Se qui dentro non vedete la cartella Libreria, premete Command + J e selezionate “Mostra cartella Libreria”. A questo punto aprite la suddetta cartella, poi quella “Safari” e trovate il file History.plist, quello da recuperare.

Anche OS X, naturalmente, presenta diverse opzioni per il data recovery che riguardano anche la cronologia: tra questi Wondershare Data Recovery, Data Rescue, R-Studio, Disk Drill Pro, MiniTool Power Data Rcovery e così via.  La scelta purtroppo è minore rispetto all’ambiente Windows, almeno per quanto riguarda i programmi gratuiti (il data recovery è una tecnologia “costosa” da sviluppare), ma si possono acquistare ottimi programmi validi anche per tutti i casi in cui si cancella un file per sbaglio rimanendo sotto il centinaio di euro.

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