Che cosa è ADSL2 e differenze con ADSL 

Si parla di ADSL, ma in realtà, ormai, si intende il più delle volte ADSL2 o ADSL2+, che permettono di raggiungere velocità superiori, teoricamente fino a 24 Mbit/s in download e 1,5 Mbit/s in upload. Ma quali sono le differenze tra le varie tecnologie che gli operatori oggi offrono per la connessione a Internet e quali conviene scegliere per avere le prestazioni migliori?

Come orientarsi tra gli acronimi degli operatori Internet

Che cos’è l’ADSL

ADSL, ADSL2, VDSL, fibra ottica in FTTH o FTTC… le tecnologie per collegarsi a Internet in banda larga (o ultralarga) sono davvero tante e i loro indecifrabili acronimi non aiutano di certo a orientare il povero utente con scarsa dimestichezza di reti e connessioni.

ADSL e ADSL2 fanno parte dello standard DSL (o xDSL), che sta per “Digital Subscriber Line” e indica una famiglia di tecnologie utilizzate per trasmettere dati digitali su linee telefoniche. Quando si parla di ADSL, la versione di gran lunga più diffusa, si aggiune una “A” all’acronimo, che sta per Asymmetric: asimmetrica visto che, come più o meno sappiamo tutti, la velocità con cui si possono scaricare dati dalla rete (download) è molto superiore rispetto a quella con cui li possiamo caricare (upload), non dovendoci essere per forza un rapporto 1:1 tra le due.

L’ADSL è molto adatta all’utenza domestica proprio perché, di norma, siamo utenti finali, che scaricano dati, consultano siti web, guardano film in streaming e così via, laddove le azioni che richiedono un’elevata velocità di upload sono più limitate, anche se importanti (le videochat, il cloud computing).
Confronta le offerte ADSL e fibra
Con l’ADSL, Internet arriva fino alle nostre case utilizzando il classico cavo di rame che confluisce nel modem/router. Dal modem, poi, attraverso il cavo Ethernet oppure il Wi-Fi, la connessione ADSL viene distribuita tra i diversi dispositivi che ne fanno uso, in casa o in ufficio, come il PC, gli smartphone, i tablet, i decoder per la televisione e così via.

La grande comodità dell’ADSL – a differenza di quanto accade con la fibra ottica – è che si può utilizzare la linea telefonica già presente, senza che siano necessarie delle modifiche strutturali, onerose per chi le fa e soprattutto con disagi facili da immaginare. In sostanza, agli operatori non è richiesto che portare il doppino di rame dal cabinet stradale fino all’utenza.

Dall’ADSL all’ADSL2 e ADSL2+

Lo standard ADSL è stato superato dall’ADSL2 e dall’ADSL2+ (o ADSL2 Plus). La velocità di download è superiore grazie a un migliore sistema di modulazione, che permette di avere una banda portante maggiore, raddoppiandola di fatto (da 1,1 MHz a 2,2 Mhz).

A grandi linee, le offerte Internet casa con una velocità di download di 8 Mega al secondo o inferiori sono ADSL comuni, l’ADSL da 8 a 12 Mega è in realtà una ADSL2 e, infine, l’ADSL2+ o ADSL2 Plus è quella che teoricamente può arrivare fino a 24 Mbit/s in download e 1,5 Mbit/s in upload. In altre parole, anche se oggi si parla genericamente di tariffe ADSL, nella maggior parte dei casi ormai si intendono offerte basate su tecnologia ADSL2+.

Va ricordato, naturalmente, che si parla soprattutto di velocità teoriche e che quelle effettive dipendono da molti fattori: ad esempio dalla distanza tra l’utente e la centrale telefonica. L’unica tecnologia di trasmissione dei dati che non ha una perdita di qualità del segnale e di velocità di scaricamento è la fibra ottica, ma solo quella FTTH che arriva cioè direttamente in casa dell’utente.

Per la fibra ottica FTTC, così come per le tariffe della gamma ADSL, si può essere più o meno certi di godere di una velocità quasi pari a quella dichiarata dagli operatori solo se si è molto vicini al cabinet, altrimenti la riduzione delle prestazioni può essere molto pesante, anche solo con qualche chilometro di distanza.

VDSL, VDSL2 e fibra ottica

L’evoluzione naturale dell’ADSL (e ADSL2) è la fibra, che però, com’è noto, si tratta di una tecnologia completamente diversa, che non si basa più sul tradizionale filo di rame, ma su un fascio di fibra ottica. Quest’ultima in realtà non è altro che una singola fibra di vetro realizzata a partire dalla silice purissima (ottenuta grazie alla reazione tra l’ossigeno e il tetracloruro di silicio).

I cavi di fibra ottica (ovvero le fibre ottiche con le protezioni in materiale elastomerico per evitare che si spezzino) devono essere posati ex novo, anche se a volte è possibile sfruttare i tubi già esistenti per le linee dell’energia elettrica. Ecco perché “cablare” una città con la fibra fino a ogni singolo utente (la cosiddetta FTTH) è un procedimento lungo, costoso e complesso, e ancora oggi la banda ultralarga raggiungibile con la fibra ottica FTTH è riservata ad alcune metropoli o grandi città, oltre a centri più piccoli scelti per garantire una certa omogeneità nel territorio: prima di tutto Milano, poi (con Vodafone) anche Torino, Perugia e Bologna, mentre con TIM ci sono Torino, Roma, Perugia, Bari, Catania, Bologna, Reggio Emilia, Aversa, Marcianise, Trieste, Venezia e Firenze e così via.
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Oltre alla “vera” fibra ottica ci sono anche gli standard VDSL e VDSL2, detti anche “mezza fibra” perché la fibra arriva fino a un armadio stradale, poi da lì raggiunge il singolo utente con il classico doppino di rame. Da una parte questo significa che si può cablare una città in molto meno tempo e con disagi sicuramente minori (il che si traduce in meno costi per gli operatori e di conseguenza per gli utenti), ma l’altra faccia della medaglia è che la velocità massima raggiungibile è minore e inoltre, come per l’ADSL, più ci si allontana dall’armadio stradale più degrada la qualità del segnale. Questo è l’approccio FTTC, ovvero Fiber To The Cabinet.

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