Sanzioni e obbligo POS: i costi per gli esercenti | Lo studio di SosTariffe.it

A partire dal mese di settembre prendono il via le sanzioni per chi non si adeguerà alla normativa, in vigore dal 2015, del POS obbligatorio. Con l’ultimo osservatorio, SosTariffe.it ha analizzato i costi a carico dei negozianti per garantire questo servizio di pagamento. Ecco tutti i dettagli di questo nuovo studio. 

Il nuovo studio di SosTariffe.it mette in evidenza i costi del POS obbligatorio per gli esercenti

L’Italia continua ad essere un passo indietro rispetto ai Paesi del Nord Europa e agli Stati Uniti per quanto riguarda la diffusione dei pagamenti elettronici. Questo ritardo è riscontrabile anche per quanto riguarda i POS (Point of Sale, ovvero il dispositivo che permette al cliente di pagare tramite bancomat o altra carta) che, nonostante siano obbligatori per legge dal 2015, dal 2016 hanno registrato, secondo una stima di Confesercenti, un aumento del 12%.

La scarsa diffusione dei POS è legata alla poca chiarezza sui costi di gestione e, soprattutto, ai costi di installazione e utilizzo del dispositivo che è tutt’altro che gratuito per i commercianti del nostro Paese. Il mobile payment in Italia vive un periodo difficile in Italia. Tra costi fissi, canoni mensili, commissioni su carte di credito e bancomat e contribuiti una tantum per i POS, per gli esercenti permettere i pagamenti elettronici ai propri clienti può diventare una spesa davvero consistente, soprattutto per tutte le attività commerciali che sono ancora nel primo anno di vita.

Per avere un’idea precisa in merito ai costi reali del POS per un’attività, SosTariffe.it ha analizzato, con il suo nuovo studio, i costi medi sostenuti per offrire il pagamento elettronico ai propri clienti e l’incidenza media sul ricavato annuo per tre differenti e diffuse attività economiche. Scopri il conto corrente più vantaggioso

Costi per installare e utilizzare un POS: dal 2015 aumentano fino al 19,5%

Quando si deve installare un nuovo POS è importante fare distinzione tra due diverse tipologie dello stesso dispositivo, il POS mobile, gestibile tramite smartphone, e il POS fisso, collegato ad una rete fissa con connessione ADSL. Per quanto riguarda i costi, invece, è necessario tenere presente tre voci: costo d’acquisto (una tantum), il canone mensile del servizio e le commissioni sul pagamento. 

Il primo costo da analizzare di un POS è rappresentato dalla spesa una tantum per l’acquisto del terminale. Per un POS mobile si spendono, in media, 61,7 Euro mentre per un POS fisso la spesa media è di 77 Euro. In media, rispetto al 2015, il costo di un POS è inferiore del 13,7%.

Se il costo fisso d’acquisto si abbassa, la stessa cosa non si può dire degli altri costi legati alla gestione ed all’utilizzo del POS. Il canone mensile per il servizio si aggira intorno ai 24,1 Euro per il POS su linea fissa e 13,7 Euro per quello mobile. In media si tratta, rispetto al 2015, di una crescita del +10,7%. L’incremento dei costi mensili del servizio, rispetto al 2015, anno in cui il POS è diventato obbligatorio, riguarda in particolar modo i POS mobili che, come detto in precedenza, presentano un costo medio d’acquisto inferiore.

Un altro fattore da tenere presente è la percentuale dovuta su ogni transazione elettronica effettuata. Quando un cliente paga con carta di credito per ogni transazione il commerciante dovrà versare circa il 2,5% di quanto transato (2,44% con POS mobile e 2,72% con dispositivo fisso). Quando si utilizza il bancomat, invece, la transizione varia da 1,88% per un POS tradizionale a 1,95% con POS mobile. 

E’ interessante notare come le commissioni per singola transizione sono in aumento del 18,5% per acquisti effettuati con bancomat e del 19,5% per acquisti effettuati con carta di credito. 

In questa tabella vengono riassunti i risultati della ricerca di SosTariffe.it:

Quanto costa il POS in un anno agli esercizi commerciali

Nella tabella qui di sotto vengono riportate tre simulazioni relative a tre tipologie di esercizi pubblici tra i più diffusi (libero professionista, negoziante e ristoratore). Come è possibile notare, per un POS si può arrivare a spendere oltre 6.289 Euro all’anno. Da notare che accettare pagamenti con il bancomat risulta più conveniente (fino al 29%).

In quest’ultima tabella, infine, viene riportata la variazione dei costi di un POS (fisso o mobile) dal 2015, anno di entrata in vigore della normativa sul POS obbligatorio, al 2017. Secondo lo studio di SosTariffe.it, inoltre, oggi il POS costa dal 6,5% a oltre il 40% in più rispetto al 2015.

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