Prescrizione bollette internet e telefono non pagate: quando avviene?


Ecco quali sono i tempi tecnici per cui le bollette per i servizi internet e telefono non pagate cadono in prescrizione. Cosa fare e a chi rivolgersi in questi casi e quali sono le procedure per contestare le bollette non pagate di telefonia fissa e internet casa

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La prescrizione delle bollette non pagate è possibile. Il termine per la prescrizione delle fatture del servizio internet casa e telefono può variare tra i 5 e i 10 anni, come vedremo. A stabilire quali regole segue la prescrizione delle bollette sono l’articolo 2948 del Codice Civile e la Legge di bilancio 2018.

Per evitare di dimenticare dei pagamenti e vedersi recapitare poi le ingiunzioni di pagamento e i solleciti sono utili i sistemi automatici di pagamento. Ormai qualsiasi offerta internet casa prevede la possibilità di domiciliazione delle utenze o l’addebito su carta di credito. Spesso per incentivare i clienti queste offerte internet e telefono sono anche tra le più convenienti e riservano agli utenti degli sconti speciali.

Quando vengono prescritte le fatture internet e telefono non pagate?

Le norme sulla prescrizione riguardano ogni tipo di pagamento periodico in tempi brevi, al massimo ad un anno. La data da tenere in considerazione in questi casi è quella di scadenza della bolletta incriminata. Il termine della prescrizione infatti scattano da 5 anni rispetto alla data di scadenza del pagamento riportata sulla fattura.

La Legge di Bilancio del 2018 ha portato a solo 2 anni la prescrizione per le bollette energetiche, del gas e dell’acqua, in tutti gli altri casi di pagamenti con scadenza periodiche inferiori ad un anno i termini sono rimasti invariati.

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Cosa accade se non pago una bolletta

In genere quando non pagate una bolletta la compagnia vi invia un sollecito di pagamento a cui fa seguito un’ingiunzione dal tribunale. Quando ricevete la prima lettera di sollecito avrete 5 giorni per versare quanto dovuto prima che scatti l’intervento giudiziario. Se vi vengono contestati pagamenti scaduti da più di 5 anni non avrete alcun obbligo di saldare il credito né di dimostrare di averlo pagato.

Discorso diverso se l’operatore invia nei tempi corretti il sollecito di pagamento. In questo caso infatti i termini saltano. Per poter essere valido il messaggio da parte del gestore dei servizi dovrà essere inviato in forma scritta all’utente. I metodi di consegna validi sono raccomandata con ricevuta di ritorno, posta certificata, vanno bene anche un telegramma o un fax.

La comunicazione con l’invito a saldare il conto è valida sia se ad inviarla all’utente è il creditore diretto sia che il mittente sia un’azienda di recupero crediti a cui l’operatore si è rivolto. In ogni caso l’azienda di telefonia o internet che richiede il pagamento deve poter dimostrare che il sollecito è stato inviato, ma anche che sia stato ricevuto dall’interessato.

Controllate sempre la data di scadenza del pagamento

Nella lettera che riceverete dovranno essere riportati i dati dell’intestatario del servizio, i dati relativi all’azienda che vi fornisce il collegamento telefonico o internet, l’importo da saldare e gli estremi della bolletta incriminata.

Quest’ultimo dato viene indicato anche per permettere all’utente di verificare se il conto sia effettivamente ancora da saldare o se si tratti di un errore da parte della società. Se così fosse infatti all’utente basterebbe inviare a sua volta una comunicazione e una copia dell’avvenuto pagamento per bloccare qualsiasi altra azione o richiesta di pagamento da parte dell’azienda.

È buona norma non buttare le bollette di telefono, internet, luce, gas e acqua per 2 o 5 anni, a seconda dei tempi di prescrizione previsti. Passati questi termini non sarà più necessario dimostrare di aver effettuato i pagamenti, potrete quindi gettare le vecchie fatture.

Oggi con le bollette smart e digitali potete conservare traccia dei pagamenti per più tempo. In ogni caso pagando con carte e bonifici bancari avrete sempre la possibilità di risalire ai versamenti effettuati qualora fosse necessario dimostrare di aver adempiuto ai vostri obblighi.

I tempi di prescrizione dopo il sollecito

Una volta ricevuto il sollecito il termine della prescrizione non si annulla per sempre. A far fede come termine sarà la data di ricezione del sollecito, da quel momento scatteranno di nuovo 5 anni di tempo prima che il pagamento della bolletta non pagata sia prescritto.

Se la società vi invia solleciti tramite sms o posta ordinaria sappiate che non hanno valore a fini legali. Questi messaggi non comporteranno quindi alcun ricalcolo dei termini di prescrizione dei versamenti. Sono valide solo le comunicazioni tracciabili con ricevuta di ritorno.

Il registro dei cattivi pagatori per la telefonia

Gli operatori negli anni si sono attrezzati e come avviene nel mondo del credito e dei prestiti è stata creata una lista dei cattivi pagatori anche nel settore della telefonia. Il registro dell’Assotel (Associazione operatori telefonia e telematica) ha affidato a Crif, tramite un bando la gestione e la creazione di una banca dati interoperatore per monitorare la morosità intenzionale degli utenti.

Il Simoitel, questo acronimo sta per Sistema informativo sulla morosità intenzionale nel settore della telefonia, non è altro che un registro elettronico in cui vengono registrati i dati degli utenti classificati come cattivi pagatori. È un elenco accessibile solo alle compagnie telefoniche in occasione della stipula di nuovi contratti.

Così come avviene per i clienti delle banche, una volta inserito in questa black list si risulterà un creditore inaffidabile e le compagnie telefoniche avranno il diritto di rifiutarvi l’attivazione della fornitura di servizi sia internet che telefono. Il Simoitel tiene traccia di parametri molto precisi, non è sufficiente infatti che il cliente non paghi un’unica bolletta o che ritardi qualche versamento sporadico.

Chi viene iscritto nel Simoitel

Per essere inseriti nella lista dei cattivi pagatori dei servizi di telefonia dovrete:

  • aver accumulato insoluti per un importo pari o superiore ai 150 euro

  • aver chiuso un contratto da non meno di tre mesi

  • non aver pagato fatture per 6 mesi dalla stipula del contratto

  • non aver inviato alcuna richiesta di conciliazione per le istanze di pagamento ricevute

  • non aver risposto o contestato dopo aver ricevuto il preavviso di 30 giorni che annuncia l’iscrizione al Simoitel

  • essere un soggetto recidivo

È prevista la possibilità di essere cancellati dalla lista dei cattivi pagatori se si saldano i conti in sospeso o si giunge ad un patteggiamento con l’operatore per i crediti dovuti. La cancellazione avverrà entro 7 giorni dalla comunicazione dell’operatore o dalla ricezione del pagamento.

Se invece siete dei clienti morosi resterete iscritti nel sistema per un periodo di 36 mesi. Nel periodo in cui risulterete iscritti nella lista del Simoitel vi saranno negate le sottoscrizioni di servizi di telefonia a parte per i contratti di servizi prepagati o con ricaricare mensili.

Fino ad oggi hanno aderito a questo sistema TIM, Vodafone, Wind Tre, Fastweb, Tiscali e British Telecom. Ogni comunicazione, integrazione o cancellazione da Simoitel dovrà essere comunicata a Crif dagli operatori.

Cosa fare se il mancato pagamento è prescritto

Cosa dovrete fare se allo scadere dei 5 anni vi viene inviato un sollecito? Anche se il pagamento è ormai prescritto l’utente dovrà in ogni caso inviare una contestazione formale della richiesta ricevuta dall’operatore. Attenzione, non dovrete pagare la somma altrimenti la contestazione non sarà valida. Questo consiglio vale anche per errori di fatturazione o per multe scorrette, se siete certi della svista dovrete rivolgervi alle Associazioni dei consumatori o ad un legale e contestare la fattura senza pagare l’import richiesto.

Come si contesta una bolletta?

A questo punto ci torna utili il discorso accennato in precedenza rispetto alla data di scadenza della bolletta. Prima di avanzare alcun tipo di rimostranza o di proseguire con la contestazione del sollecito assicuratevi che il termine dei 5 anni per la prescrizione del pagamento sia trascorso. Il countdown deve partire dalla data riportata sulla fattura inviatavi dall’operatore o dalla data del primo sollecito ricevuto.

Dovrete quindi inviare una lettera alla società di servizi in cui si contesta la richiesta di pagamento per sopraggiunti termini di prescrizione e dovrete riportare anche i riferimenti delle normative vigenti. Se l’operatore ha inviato la sua comunicazione tramite un’agenzia di recupero crediti dovrete inviare la stessa missiva anche a quest’ultima azienda. Ricordatevi di segnalare con precisione la data di scadenza e si sottolineare il superamento dei 5 anni.

Anche per voi vale il principio della tracciabilità della comunicazione, come già visto per l’operatore che vi richieda il pagamento. Gli strumenti accettati per questo genere di comunicazione sono le raccomandate con ricevuta di ritorno, la pec e telegrammi e fax.

Se avete pagato la bolletta contestata o meno non sarà necessario allegare la copia della ricevuta del pagamento, se sono trascorsi i 5 anni stabiliti per legge sarà sufficiente la prescrizione ad annullare il debito e a sgravarvi da qualunque responsabilità nei confronti dell’operatore.

La conciliazione con gli operatori

Se non è ancora sopraggiunto il termine prescritto per legge si potrà tentare una mediazione tra l’utente e l’azienda. In questo caso si procederà ad una conciliazione, è il passo direttamente successivo ad una causa. Se l’operatore o voi vi rivolgete al giudice i tempi della prescrizione salgono a 10 anni.

La conciliazione avviene tra le parti tramite il Corecom (Comitato Regionale per le comunicazioni) del vostro territorio. Questo ente agisce su delega dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. C’è un’apposita piattaforma che consente di attivare le procedure di conciliazione sul sito dell’AGCOM, ConciliaWeb.

Tramite questo strumento si cerca una soluzione alle controversie tra consumatori o associazioni di consumatori e operatori di telefonia mobile e fissa, internet, ma anche di servizi di streaming e pay tv. Come già sottolineato per procedere con contestazioni o conciliazioni dei solleciti non dovrete pagare le bollette, se effettuerete il versamento infatti perderete i diritti legati alla prescrizione e non potrà neanche ricevere un rimborso di quanto pagato.

In breve, le informazioni utili per gli utenti

Ricapitoliamo il tutto per essere sicuri che non vi sia sfuggito nulla e che i tempi della prescrizione delle bollette di telefono e internet non pagate vi siano chiari.

In casi normali avete 5 anni prima che scatti la prescrizione, la data a cui fa riferimento il legislatore è quella riportata come termine di scadenza sulla bolletta. Se c’è di mezzo una causa giudiziaria i tempi di prescrizione si dilatano e sono fissati a 10 anni.

Se in questi 5 anni ricevete una lettera di sollecito da parte o dell’operatore o di una società di recupero crediti, il conteggio dei 5 anni riparte da zero.

Se volete contestare un pagamento non dovrete pagare la bolletta altrimenti perderete il diritto al rimborso e anche alla prescrizione.

Ogni comunicazione tra voi e l’operatore o la società di recupero dovrà avvenire in forma scritta e con strumenti rintracciabili.

L’operatore se risulterete morosi e se non inoltrerete alcuna contestazione o conciliazione potrà iscrivervi nella lista dei cattivi pagatori, Simoitel.

Una volta inseriti in questo elenco non vi sarà possibile stipulare nuovi contratti di telefonia o internet se non per servizi prepagati o di ricarica.

Queste sono le linee generali, per ulteriori informazioni potrete contattare i consulenti di SosTariffe.it e chiedere maggiori informazioni su tariffe e servizi di telefonia fissa e internet casa.

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