Fattura elettronica, nessun accertamento fiscale

Stando a quanto afferma Rossella Orlandi, direttrice dell’Agenzia delle Entrate, il nuovo sistema della fatturazione elettronica non verrà utilizzato per i controlli e per gli accertamenti fiscali. Una notizia di rilievo in attesa della data del 31 marzo, quando l’obbligo digitale scatterà anche nelle pubbliche amministrazioni locali.

Rassicurazioni da parte dell'Agenzia delle Entrate
Rassicurazioni da parte dell'Agenzia delle Entrate

Soffermandosi sul nuovo strumento, Orlandi ha poi ricordato come l’obbligo di fatturazione elettronica per tutte le pubbliche amministrazioni, con conseguente trasmissione con modalità telematiche (attraverso una comune ADSL casa) potrà condurre a un risparmio di alcuni miliardi per la collettività, e permetterà altresì un recupero di evasione importante, consentendo – in un prossimo futuro – controlli veloci, preventivi e non invasivi.

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Secondo quanto affermano le stime compiute dal Politecnico di Milano, ogni anno la pubblica amministrazione riceve circa 60 milioni di fatture da una platea di fornitori pari a 2 milioni di unità (cioè, il 40% delle imprese che risultano essere attive all’interno del nostro Paese), con un controvalore di 135 miliardi di euro.

Attraverso l’introduzione della fatturazione elettronica, l’amministrazione pubblica può ottenere risparmi diretti di almeno 1 miliardo di euro l’anno, oltre ai benefici economici in capo alle imprese fornitrici della stessa PA, per circa 600 milioni di euro l’anno. Complessivamente, pertanto, a livello di Sistema Paese si genererebbe un benefit totale di 1,6 miliardi di euro l’anno.

Considerata la tempestività prevista per allinearsi al nuovo strumento, gli operatori che non avessero ancora provveduto a migrare verso un sistema gestionale contraddistinto dalla fruizione della fatturazione elettronica farebbero bene a provvedere: dal mese di aprile sarà infatti impossibile trasmettere alle pubbliche amministrazioni una fattura in formato cartaceo, con ciò che ne consegue sul fronte del mancato pagamento delle prestazioni documentate nella stessa fattura.

Alla luce di quanto sopra, le imprese che si trovassero nella condizione di dover ancora procedere alla regolarizzazione della propria posizione nei confronti dell’accoglimento e dell’invio delle fatturazioni elettroniche, possono domandare maggiori delucidazioni ai propri consulenti (commercialista & co), alle associazioni di categoria di appartenenza, agli uffici dell’Agenzia delle Entrate territorialmente competenti o, ulteriormente, agli istituti bancari presso i quali intrattengono rapporti, e nei quali vengono spesso predisposti strumenti utili per poter sopperire a eventuali carenze gestionali.

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