Quando una moto diventa d'epoca?


La passione per le due ruote è condivisa da milioni di persone in Italia e in tutto il mondo. E se c’è chi non vede l’ora di acquistare il nuovo modello del suo marchio preferito non appena questo esce sul mercato, moltissimi hanno un vero e proprio culto per i veicoli del passato, le moto d’epoca, curate con la massima attenzione affinché possano mantenere ancora al meglio il loro stile inimitabile su strada.

Assicurazione auto e moto storiche

Dalla carrozzeria al motore, con ricambi originali e tanto amore per il motociclismo i collezionisti possono davvero avere grandi soddisfazioni; è bene però conoscere con precisione anche la legislazione che riguarda la circolazione su strada e la responsabilità civile di questi veicoli, compresi i vantaggi che lo Stato, considerando le moto d’epoca come dei beni oggetto di tutela, offre ai proprietari.

Che cos’è un veicolo d’epoca?

Si parla di veicolo d’epoca – sia auto che moto che altri mezzi – quando l’oggetto è un veicolo che grazie alla sua anzianità (più nello specifico, da almeno vent’anni in su) ha raggiunto un certo valore collezionistico.

Se questa è la definizione generica, l’esatta qualifica di “veicolo d’epoca” per una determinata nazione cambia di Paese in Paese, e può permettere l’accesso a particolari vantaggi per il proprietario, come succede ad esempio proprio in Italia.

Esistono varie classificazioni all’interno della definizione generica di “veicolo d’epoca”; ad esempio, spesso di indicano come

  • antique” quelli costruiti prima del 1904,
  • veteran” per quelli tra il 1905 e il 1918,
  • vintage” per quelli tra il 1919 e il 1930,
  • post vintage” tra il 1931 e il 1945,
  • classic” tra il 1946 e il 1971,
  • post classic” per quelli con almeno vent’anni ma più recenti
  • instant classic” in caso di veicoli creati appositamente “da collezione” già di partenza.

Dopo quanti anni una moto diventa d’epoca?

Per legge, una moto può essere considerata un veicolo d’epoca quando ha almeno 20 anni di vita, con l’età del mezzo che viene calcolata a partire dalla data di costruzione; in mancanza di informazioni certe, invece, la data di partenza considerata è l’anno di prima immatricolazione.

La qualifica di veicolo d’epoca però non è sufficiente per poter accedere alle agevolazioni fiscali previste.

Infatti sovente è necessario che la moto abbia almeno 30 anni per avvalersi di queste possibilità, che comprendono la riduzione sulla tassa di circolazione e l’esenzione dal pagamento del bollo.

Da qualche anno, però, anche le moto d’epoca con un’età tra i 20 e i 29 anni possono accedere ad agevolazioni speciali.

Quali sono i vantaggi fiscali per le moto d’epoca?

Secondo le più recenti normative italiane, è prevista la riduzione al 50% del bollo per moto con più di 20 anni quando sono in possesso del Certificato di Rilevanza Storica e Collezionistica rilasciato da uno dei 5 registri riconosciuti, ovvero ASI, Storico Lancia, Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo, Storico FMI.

Per le moto che invece hanno più di 30 anni dalla data di costruzione (o, come si diceva più sopra, dalla prima immatricolazione), c’è l’esenzione totale dal bollo auto e moto. L’esenzione in questo caso è automatica anche qualora il veicolo non risulti iscritto al registro storico.

Attenzione che c’è da pagare una tassa di circolazione forfettaria, che per le moto costa 11,36 euro e che va pagata ogni anno in un’unica soluzione.

Non c’è sanzione in caso di controllo ed eventuale ritardo nel versamento della tassa, ma bisogna sempre avere sottomano la ricevuta che dimostra il suo pagamento.

La tassa di circolazione non deve essere pagata qualora il veicolo rimanesse inutilizzato, senza mai circolare su aree pubbliche.

Come si stipula l’assicurazione per una moto d’epoca?

Con una moto d’epoca, le operazioni per la stipula dell’assicurazione moto prevedono prima di tutto che il mezzo sia regolarmente immatricolato e poi che sia iscritto presso il registro dell’ASI (Automotoclub Storico Italiano) o presso la FMI (Federazione Motociclistica Italiana).

Anche in questo caso è necessario che il mezzo abbia almeno 20 anni d’età, e inoltre sia in regola con il tesseramento e con le fondamentali revisioni periodiche obbligatorie, da ripetere ogni 2 anni. Inoltre il titolare della polizza deve avere almeno 23 anni d’età.

Attenzione anche ad essere certi che il proprio veicolo non sia considerato, invece che d’epoca, di interesse storico: in questo caso infatti il veicolo è stato radiato dal PRA, è destinato solo all’esposizione in musei o in manifestazioni pubbliche e private e può circolare nell’unico caso in cui sia in possesso di un’autorizzazione apposita rilasciata dalla Motorizzazione Civile.

Come si iscrive una moto d’epoca all’ASI o alla FMI?

Per quanto riguarda l’ASI, l’iscrizione può essere richiesta da chiunque sia in possesso di una moto d’epoca con almeno 20 anni di vita.

L’ASI è una federazione nazionale e ad essa si appoggiano diversi club con sedi che sono dislocate in tutto il territorio nazionale. La quota complessiva per il tesseramento all’ASI non può essere inferiore ai 100 euro.

Se invece si opta per l’iscrizione al registro storico FMI, ad esso è possibile iscrivere solo le moto che si trovano in buono stato di conservazione o sono ben restaurate (c’è una commissione apposita che valuta le richieste di iscrizione e si riserva il diritto di non concederla alle moto non conformi all’originale).

Ci sono procedure diverse a seconda che il mezzo sia un motoveicolo munito di regolare targa e libretto di circolazione nazionale, con dati tecnici corretti e conformi al veicolo, e non dismessi dalla circolazione, e per i motocicli muniti di targa e libretto di circolazione nazionale ma radiati d’ufficio dal PRA, nonché per i motocicli non muniti di regolare libretto di circolazione nazionale e per i motocicli muniti di targa e libretto di circolazione nazionale, ma con dati tecnici errati o non conformi al veicolo.

Quali sono le caratteristiche dell’assicurazione per una moto d’epoca?

L’assicurazione per la moto d’epoca funziona in modo un po’ diverso da quella per i veicoli comuni che circolano normalmente sulle nostre strade.

Per prima cosa, c’è un’unica classe di merito per tutti i mezzi e una tariffa fissa in base all’anzianità del mezzo, quindi è possibile non applicare la formula bonus/malus.

Si tratta comunque di assicurazioni con prezzi più vantaggiosi, e inoltre il premio assicurativo non si alza anche in caso di sinistro.

Come si richiede il Certificato di Rilevanza Storica e Collezionistica?

Per ottenere il Certificato di Rilevanza Storica e Collezionistica è necessario contattare uno dei registri ufficiali. Ad esempio, nel caso dell’ASI, si può richiedere il modulo per l’iscrizione al registro presso uno qualsiasi dei club federati.

In più bisogna allegare le foto richieste che attestino l’esatto aspetto del veicolo, i documenti aggiuntivi richiesti (come ad esempio il primo anno di immatricolazione), le informazioni richieste sulla composizione meccanica dell’automobile (ad esempio l’eventuale sostituzione di uno o più pezzi che la compongono).

La commissione tecnica specializzata poi visiona l’autenticità storica del veicolo, decidendo o meno per il riconoscimento in base a una serie di fattori (natura effettiva del motore, somiglianza del telaio e della carrozzeria alla forma originale dell’automobile, forma degli interni, forma e grandezza degli pneumatici se conformi a quelli originali e così via).

Il CRS viene rilasciato gratuitamente, in caso di parere positivo da parte della commissione, in un tempo tra i 25 e i 45 giorni.

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