Valvole termostatiche: sembra si paghi anche con i termosifoni spenti

Attenzione: le valvole termostatiche obbligatorie potrebbero costare più di quanto previsto, anche quando… il riscaldamento è spento. È la conclusione a cui è arrivato Il Salvagente dopo una segnalazione da parte di un inquilino, che ha notato come ancora prima dell’attivazione del riscaldamento invernale i ripartitori avessero già contato centinaia di scatti. Ma qual è la spiegazione del fenomeno e come si può fare per rimediare?

La causa? La differenza tra la piastra riscaldata dal sole e l'ambiente circostante

La segnalazione da Melzo: 30 euro mai consumati

Le valvole termostatiche “costano” sempre, anche a termosifone spento? È l’allarme che è rimbalzato negli ultimi giorni: a quanto pare, secondo una segnalazione giunta alla rivista Il Salvagente, alcune anomalie in bolletta relative al periodo estivo si spiegherebbero proprio con le valvole, ormai da tempo obbligatorie in nome del risparmio energetico.

È stato un inquilino di un condominio di Melzo a segnalare che nel suo condominio, dopo l’installazione dei ripartitori, ancora prima di accendere il riscaldamento per l’inverno gli stessi ripartitori – azzerati a fine stagione – segnavano già 315 scatti, per un importo di circa 30 euro. La conferma è arrivata anche da Franco Pozzoni, Presidente di Cna installazione impianti Lombardia: «La scatoletta bianca misura la differenza di calore del radiatore rispetto all’ambiente. Se ho un radiatore che è irraggiato dal sole durante l’estate, e si scalda la piastra d’acciaio, questa diventa calda rispetto all’ambiente, il ripartitore comincia a conteggiare».
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Come rimediare all’addebito

Sempre secondo Il Salvagente, che ha contattato un ingegnere specialista nel settore, sarebbero sufficienti differenze di 3 o 4 gradi tra il radiatore e l’atmosfera circostante per far partire il conteggio degli scatti. Naturalmente, visto il grande caldo di quest’estate 2017, il fenomeno potrebbe aver riguardato milioni di italiani, a prescindere dalle loro offerte gas.

Fortunatamente è possibile effettuare la contestazione presso l’amministratore di condominio o la ditta responsabile dei termoimpianti, chiedendo un rimborso. Naturalmente non si sono fatte attendere le reazioni delle associazioni dei consumatori: secondo Fabrizio Premuti presidente di Konsumer Italia, come riporta ancora Il Salvagente, le termovalvole sono poco efficienti, il risparmio è inferiore a quanto previsto (soprattutto per chi sta molto in casa, come famiglie con bambini piccoli e anziani) e, appunto, ci possono essere problematiche molto serie come quelle registrate in merito ai conteggi irregolari.

«Un bel regalo estivo che rischia di essere pagato in tutti quei condomini dove non si è pensato di resettare sempre i contabilizzatori prima della messa in esercizio stagionale. Infatti è solo così che si può evitare di pagare un errore dello strumento,  facendo la lettura allo spegnimento dell’impianto e resettandolo alla riaccensione. Ma si farà o sarà un ulteriore strumento di speculazione dopo aver dovuto pagare centinaia di euro per adeguare il proprio impianto di riscaldamento. Il consiglio è proprio quello di essere parte diligente, annotiamoci sempre le letture di fine esercizio e pretendiamo l’azzeramento dei contabilizzatori prima della riaccensione, o così o avremo un motivo in più per le liti condominiali».

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