Come attivare una carta di credito senza busta paga?


Senza uno stipendio fisso – meglio, molto meglio, se legato a un contratto a tempo indeterminato – oggi un qualunque cittadino si vede purtroppo preclusi diversi percorsi dal punto di vista economico e finanziario. Non solo senza la busta paga è impossibile ottenere un mutuo e – a meno di altre solide garanzie – un prestito anche per cifre piuttosto basse, ma è assai complicato anche riuscire a farsi dare dalla propria banca una carta di credito, ormai uno stipendio molto usato e quasi indispensabile per le transazioni di tutti i giorni, sia online che offline.

Parti di carte di credito

La possibilità di avere l’equivalente di un fido periodico pari al massimale mensile, quindi con il prelievo effettivo sul conto corrente il mese successivo a quando è stata sostenuta la spesa, è infatti legata alla probabilità, da parte dell’acquirente, di poter saldare il debito al momento giusto; una situazione di gran lunga più plausibile quando si ha uno stipendio o una pensione fissi, regolarmente accreditati ogni mese. Questo non significa però che chi non ha una busta paga non abbia alcuna speranza al fine dell’ottenimento del sospirato metodo di pagamento: qui di seguito vediamo come fare per attivare una carta di credito senza busta paga.

Perché la busta paga è di norma necessaria la carta di credito

Per busta paga si intende il documento di lavoro fornito dal datore di lavoro di un dipendente che corrisponde alla retribuzione percepita dal dipendente stesso per un periodo di lavoro. È, in altre parole, ciò che garantisce lo stipendio al lavoratore, la più importante garanzia (al netto di proprietà immobiliari e mobiliari di un certo peso) che un istituto di credito può richiedere a un suo correntista prima di concedere una carta di credito.

Come detto, la carta di credito corrisponde in tutto e per tutto a un fido bancario, in altre parole a differenza di una carta di debito quando si effettua un pagamento questo non viene automaticamente riscosso sul conto del cliente, ma il prelievo avviene solo in una data successiva (di norma il 10 del mese seguente).

Questo significa che la banca si impegna a saldare al posto del suo correntista, per poi chiedergli di saldare il debito più avanti; come qualsiasi prestito, questo è possibile solo se ci sono delle garanzie. Se non si ha un’entrata fissa, le possibilità che il debito venga saldato si riducono di molto, a meno che l’ammontare di denaro presente sul conto corrente sia elevata (ma anche in quel caso si tratta di una garanzia relativa, perché è possibile trasferire quel denaro altrove in qualsiasi momento).

Ecco perché le banche sono molto restie a concedere la carta di credito a questo tipo di correntisti, mentre non ci sono problemi per altri strumenti di pagamento come appunto la carta di debito a saldo immediato.

Le carte per chi ha un’entrata fissa

Come fare, quindi, per avere una carta di credito senza busta paga o senza pensione, considerando che il mercato del lavoro, non sono in Italia, è diventato precario per molti e aumentano ogni giorno di più coloro che non possono contare su uno stipendio fisso da dipendente? Prima di tutto, va ricordato che non tutti coloro che sono privi di una busta paga sono nella stessa situazione economica.

Un esempio classico è quello di chi non ha stipendio ma ha comunque un’entrata fissa, perché ha uno o più immobili che affitta a terzi che gli corrispondono regolarmente la loro quota mensile.

Una busta paga rimane comunque preferibile (un inquilino può sempre smettere di pagare l’affitto, mentre è assai più difficile, anche per tutti i vari meccanismi di previdenza sociale, che un’azienda in salute non paghi un suo dipendente), ma per molti istituti di credito entrate fisse e documentabili di questo genere possono essere sufficiente per la concessione di una linea di credito con relativa carta di pagamento.

La carta di credito revolving

Una soluzione per la carta di credito senza busta paga può essere quella della carta di credito revolving. Si tratta di una via di mezzo tra una carta di credito classica e una carta prepagata: si possono infatti caricare alcune migliaia di euro da usare quando servono e che vengono restituite alla banca in rate mensili o tramite un’unica soluzione, con degli interessi (che invece in una carta di credito vera e propria non ci sono) qualora si opti per una rateizzazione.

Un altro vantaggio della carta revolving è può essere ricaricata quando serve, fino alla data di scadenza; una soluzione molto flessibile ed adatta quando si deve fronteggiare qualche acquisto imprevisto o una spesa che non si era preventivata. 

C’è anche un altro fattore da considerare quando si parla di carta di credito revolving: in tutto  e per tutto ci troviamo di fronte, se sottoscriviamo questo tipo di servizio finanziario, a un finanziamento bancario, quindi se non si rispettano le rate o se si hanno altri problemi relativi al pagamento si può andare incontro a una segnalazione al CRIF che potrebbe complicare il proprio status di buon pagatore, creando un effetto a catena che complicherebbe ulteriormente il tentativo di accedere a un finanziamento.

Le carte di credito secondarie

Oltre alla carta di credito revolving, la carta di credito tradizionale può essere richiesta se il coniuge o un altro familiare con un reddito dimostrabile ha a sua volta una carta di credito; esistono diverse tipologia di carta, in particolare quelle premium, che già in partenza prevedono che l’utente riceva, oltre alla sua carta personale, anche una carta secondaria collegata alla principale da dare a un familiare, al marito o alla moglie, anche se questi non hanno una loro busta paga. In questo modo, infatti, gli acquisti della seconda carta di credito vengono poi saldati dallo stesso conto corrente collegato alla prima; in altre parole ci troviamo di fronte a una sorta di copia della carta di credito utilizzabile per comodità anche da chi non si trova in quel momento in compagnia del titolare della carta principale.

Anche le carte di credito di tipo famiglia vengono concesse ai correntisti che hanno una certa giacenza sul proprio conto corrente e che si sono dimostrati negli anni buoni pagatori, senza aver mai fatto registrare degli scoperti; una soluzione che invece di solito non è concessa ai nuovi correntisti.

L’alternativa alla carta di credito: la carta prepagata

Per chi proprio non ha alcun tipo di garanzia che possa giustificare a un istituto di credito la concessione di una carta di credito senza busta paga è possibile valutare altre alternative, come la classica carta prepagata. In questo caso, a differenza della revolving, è lo stesso utente a “caricare” la carta con fondi contanti, e da questo patrimonio viene detratta la somma spesa utilizzando soltanto quanto c’è in carta (ci sono comunque dei massimali che limitano l’ammontare limite di denaro che può essere caricato sulla carta prepagata).

Non ci si trova quindi al cospetto di una carta di credito che consente di spendere anche di più di quanto è idealmente presente nel conto corrente in un dato momento, visto che tutto viene saldato nell’istante dell’acquisto; si tratta però di uno strumento assimilabile alle carte perché con esso è possibile, ad esempio, effettuare acquisti online, in quei casi dove non si può usare denaro contante per una spedizione con pagamento in contrassegno, oltre che ovviamente in qualsiasi tipo di esercizio commerciale che sia dotato di un POS. La tempistica per ottenere una carta prepagata è, di norma, molto breve, visto che di fatto non sono necessarie verifiche.

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