Carte di credito anche per cattivi pagatori: quali sono


Ottenere una carta di credito è già di per sé una possibilità non semplicissima, nella misura in cui sono in genere richieste delle garanzie, come per esempio la busta paga. Di conseguenza, è facile intuire come sia ancor più difficile nel caso di cattivi pagatori o di soggetti protestati. 

Carte di credito per cattivi pagatori

Queste due categorie vengono infatti considerate particolarmente a rischio dagli istituti di credito e questo è il motivo per il quale le loro richieste vengono solitamente scartate: tuttavia esistono delle carte di credito anche per i cattivi pagatori. Di seguito saranno presentate quali sono le migliori soluzioni disponibili in circolazione e cosa fare per averne una. 

Prima soluzione per avere una carta di credito

Il primo suggerimento che si può dare a un soggetto protestato è quello di provare a saldare i propri debiti per poter fare richiesta (senza problemi) di una carta di credito. 

Nella pratica, i soggetti debitore sono inseriti nella lista nera del Crif e nel Registro dei Protesti della Camera di Commercio: riuscire a uscire da tale lista rappresenta una possibilità in più per poter ottenere una carta di credito, che in caso contrario sarebbe quasi sicuramente rifiutata. 

A seconda di quella che è la situazione finanziaria del singolo, il debito potrà essere estinto in modo differente. Soltanto nel momento in cui si riuscirà a cancellare del tutto le proprie insolvenze passate si potrà essere eliminati anche dalla lista nera (ma potrebbe comunque volerci del tempo). 

Cosa sono le carte revolving

Passando alle tipologie di carte di credito che possono essere ottenute dai cattivi pagatori, vi rientrano le cosiddette carte revolving. Di cosa si tratta e qual è la loro particolarità?

La carte revolving non sono altro che carte di credito con le quali sarà possibile effettuare acquisti ordinari, che di solito prevedono dei costi abbastanza alti, soprattutto per quel che riguarda il canone annuo, le commissioni e gli interessi previsti. Per esempio, il TAEG può essere anche pari al 25%

Uno dei metodi attraverso i quali un cattivo pagatore può riuscire a ottenere una carta revolving consiste nel quinto dello stipendio o della pensione: nella pratica, anche se la propria reputazione è danneggiata agli occhi degli istituti di credito, sarà comunque possibile ottenere una carta di credito revolving tramite questa tipologia di prestito personale. In questa evenienza è comunque possibile che la banca richieda un premio di rischio molto elevato. 

I costi delle carte revolving

Le carte di credito revolving sono molto convenienti per le banche: hanno costi, quali il canone annuo e le spese di commissione e gestione, che sono fissi, mentre altri costi, come i tassi di interesse sono variabili. 

Si tratta:

  • del TAN, che è il tasso annuale nominale, che riguarda gli interessi applicati al finanziamento della rateizzazione;
  • il TAEG, che è il costo annuale effettivo globale e comprende voci di costo quali l’istruttoria, l’assicurazione, le commissioni, le mediazioni bancarie. 

I tassi di interessi delle carte revolving sono solitamente molto alti, quindi si tratta di strumenti da utilizzare con una certa parsimonia. Nel momento in cui se ne sottoscrive una, si dovranno decidere elementi quali la durata del rimborso, l’importo minimo della rata, lo scoperto massimo a disposizione, oltre agli interessi previsti. 

La scelta di una carta prepagata

Una seconda soluzione alla quale possono avere accesso i cattivi pagatori che sono alla ricerca di una carta di credito è rappresentata dalla carta prepagate: è vero che non si tratterebbe di carte di credito a tutti gli effetti, ma di strumenti di pagamento simili che sarebbero rilasciati con maggiore facilità dagli istituti di credito. 

Questa particolare tipologia di carta di pagamento non richiede particolari garanzie, considerato anche il fatto che:

  • non prevede l’anticipo di contanti, di conseguenza non ci sarà neanche il rischio che la banca non riveda più i soldi prestati;
  • permette di pagare soltanto nei limiti dei soldi che le sono stati caricati su. 

Le carte prepagate sono solitamente ricaricabili fino a un plafond massimo: le spese per le ricariche dipendono sia dal singolo istituto di credito, sia dalla modalità con la quale la ricarica viene effettivamente realizzata. 

Le carte prepagate con IBAN

Oltre alle comunissime carte ricaricabili, esistono anche le carte prepagate con IBAN, chiamate carte conto: si tratta di strumenti che costituiscono una via di mezzo tra una carta ricaricabile e un vero e proprio conto corrente

Nella pratica, sarà per esempio possibile effettuare e ricevere bonifici, come su un normale conto corrente, oppure attivare la domiciliazione delle proprie utenze domestiche, con addebito diretto sulla carta. 

Questa tipologia di carta di pagamento è leggermente più costosa rispetto alle semplici carte prepagate, in quanto è dotata di IBAN, ma non presenta i costi elevati di gestione delle carte revolving. Una carta conto, a differenza di un conto corrente, non permette di emettere assegni. 

Questa soluzione è estremamente vantaggiosa per il cattivo pagatore per il fatto che non è associata a un conto corrente, quindi non ci sono rapporti creditizi con la banca che la emette, che ne risulta pertanto tutelata. 

Carte di credito per cattivi pagatori: un’altra possibilità

Sulla base di quanto detto finora, i cattivi pagatori che sono stati inseriti nella lista nera del Crif avranno sicuramente delle difficoltà nel riuscire a ottenere una carta di credito. Per questo motivo potranno optare per diverse soluzioni di ripiego. 

La prima sono le carte revolving, le quali, come abbiamo visto, risultano particolarmente costose. La seconda è rappresentata dalle carte ricaricabili, che potrebbero invece risultare un po’ troppo limitanti a seconda delle proprie esigenze, ma che comunque presentano costi di gestione davvero molto bassi. 

Ci sono poi le carte prepagate con IBAN, che si contraddistinguono per diversi vantaggi, come per esempio la possibilità di poter accreditare lo stipendio o la pensione proprio grazie alla presenza dell’IBAN, oppure inviare o ricevere denaro tramite bonifico. 

Esiste, infine, un’altra possibilità che consiste nel richiedere una carta di credito rivolgendosi direttamente alle società che si occupano della cancellazione dei debiti. Si tratta di carte diverse dal solito e con delle caratteristiche distintive. Si tratta, però, di una soluzione rischiosa e onerosa, che oggi non rappresenta più una garanzia come in passato. 

In alcuni casi potrebbe infatti trattarsi di carte di credito anonime, che sono collegate a conti aperti all’estero. Anche per questa tipologia di prodotto sono comunque richiesti dei costi elevati: si potrebbero infatti dover pagare nel momento del rilascio tra i 500 e i 1.000 euro. Questi strumenti di pagamento potrebbero non essere accettati in Italia, in quanto l’utilizzo di mezzi di pagamento anonimi non è più possibile. 

La procedura di cancellazione dal Crif

Tornando alle righe iniziali di questa guida sulle carte di credito per i cattivi pagatori, la soluzione più efficace con la quale non si dovrebbero avere problemi nel riuscire a ottenere una carta di credito consiste nel riuscire a farsi cancellare dalle liste del Crif, pagando i propri debiti. 

In questa evenienza, sarà necessario compilare degli appositi moduli di eliminazione dall’elenco dei cattivi pagatori: si dovrà quindi fornire la documentazione che permetta di dimostrare di aver pagato i propri debiti. 

Il problema consiste nel fatto che le banche e le finanziarie hanno comunque la possibilità di vedere lo storico del registro fino a 3 anni. Questo significa che si potrebbe comunque continuare a essere considerati dei soggetti poco raccomandabili. 

Ad ogni modo, una volta trascorsi i 3 anni l’ex cattivo pagatore dovrebbe ricevere un trattamento più flessibile da parte degli istituti di credito e riuscire a ottenere la carta di credito di suo interesse. 

Quali sono le funzioni del Crif

Crif è l’acronimo di Centrale di rischio finanziario: la sua funzione è quella di fornire alle banche e alle finanziarie informazioni relative ai soggetti che stanno richiedendo un finanziamento, con l’obiettivo di essere tutelate, evitando ogni possibile rischio. 

Nella pratica il Crif ha anche il compito di valutare se il soggetto che sta chiedendo il prestito si potrà permettere di pagare il finanziamento richiesto riuscendo comunque a mantenere una vita dignitosa

A conti fatti, le somme di denaro che si possono erogare in prestito devono fare rispettare la regola seguente: la rata prevista per il rimborso non deve superare di un terzo lo stipendio percepito ogni mese dal soggetto richiedente. 

Se una persona ha già dei debiti perché ha richiesto un finanziamento in passato e non lo ha ancora saldato, gli sarebbe molto difficile riuscire a sostenere la rata di un nuovo finanziamento. In tale ipotesi, la banca che ha effettuato un controllo sul richiedente rivolgendosi al Crif potrà anche rifiutare la sua richiesta, che potrebbe essere di una carta di credito, così come di un prestito personale. 

In altri termini, il Crif non tutela solamente le banche, ma anche i soggetti debitori perché fa in modo che essi non peggiorino la loro situazione di cattivi pagatori, mettendosi in condizioni ancora più insostenibili. 

Tra le informazioni che vengono segnalate al Crif ci sono per esempio:

  • i prestiti che sono stati rifiutati dalla banca;
  • i prestiti che sono stati invece erogati;
  • le richieste di prestiti non ancora accettati e in fase di valutazione;
  • i prestiti ai quali il soggetto richiedente ha rinunciato.

Perché si consiglia di rivolgersi alla propria banca 

Il cattivo pagatore che è alla ricerca di una carta di credito sa già, prima ancora di iniziare, che non avrà vita facile. Per questo motivo è sempre consigliabile rivolgersi per prima cosa alla propria banca e di informarsi su quelle che sono le sue politiche di credito. 

Nel momento in cui si si rivolge a un istituto di credito presso il quale sono già stati depositati dei soldi, non è difficile immaginare che ci saranno maggiori possibilità di essere ascoltati. 

La banca ha inoltre una conoscenza diretta in merito alle motivazioni che hanno portato una determinata persona a trasformarsi in un cattivo pagatore: di conseguenza ci sarà molto probabilmente una maggiore propensione a venirgli incontro. 

Si potranno quindi indagare le cause dei mancati pagamenti e comprendere quale sia lo stato di gravità: in alcuni casi potrebbe addirittura essersi trattato semplicemente di un ritardo. A questo proposito, si ricorda che si sono banche più tolleranti di altre, che sono disposte a soprassedere fino a 6 pagamenti ritardati, e che permettono al richiedente di sanare la sua posizione con maggiore facilità e di essere cancellato più velocemente dalla lista nera del Crif. 

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