Caldaie a gas: stop al divieto d’installazione fino al 2040

Caldaie a gas: il divieto di installazione scatterà nel 2040. Lo hanno deciso le istituzioni europee, approvando l’accordo sulla direttiva case green. È passata la linea soft dell’Italia. Per conoscere le nuove regole e trovare le offerte gas più convenienti del Mercato Libero di dicembre 2023 c’è il comparatore di SOStariffe.it.

In 30 secondi

Caldaie a gas, che cosa prevede la direttiva europea case green per ridurre consumo energetico ed emissioni inquinanti:
  1. Rinviato dal 2035 al 2040 il divieto di installazione delle caldaie a gas nelle abitazioni
  2. Nessun obbligo di dotare tutti gli edifici residenziali di pannelli solari
  3. Dal 2030 emissioni zero per i nuovi immobili residenziali, dal 2028 per gli edifici pubblici
  4. Bollette gas: cosa cambia con il passaggio dal Mercato Tutelato al Mercato Libero e come fare
  5. Le migliori offerte gas del Mercato Libero a dicembre 2023 su SOStariffe.it
Caldaie a gas: stop al divieto d’installazione fino al 2040

Caldaie a gas vietate in Italia ed Europa dal 2040. Da allora scatterà lo stop all’installazione nelle abitazioni. È quanto stabilisce l’accordo (informale) siglato da Commissione, Consiglio e Parlamento europei dando un primo disco verde alle nuove regole e parametri contenuti nella direttiva case green, conl’obiettivo di ridurre i consumi energetici e avere edifici a emissioni zero nel 2050. 

Prima di analizzare che cosa preveda l’intesa raggiunta dalle tre istituzioni europee per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici nei Paesi UE, ricordiamo che, con il comparatore di SOStariffe.it, è possibile trovare le offerte gas più convenienti del Mercato Libero per risparmiare sulla bolletta del metano. Così come il tool digitale e gratuito di SOStariffe.it è un valido alleato per aiutare i clienti domestici che, in vista della fine del Mercato Tutelato del gas dal 10 gennaio 2024, siano in procinto di scegliere uno dei gestori energetici del Mercato Libero per riscaldare casa. Per avere una panoramica delle soluzioni più economiche, clicca sul bottone verde qui sotto:

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Caldaie a gas: cosa cambia con la direttiva case green di Dicembre 2023

DIRETTIVA CASA GREEN: LE NOVITÀ SPIEGAZIONE
Caldaie a gas Stop all’installazione dal 2040
Pannelli solari Non obbligatori su tutte le abitazioni
Obbligo emissioni zero
  • Dal 2028 per tutti gli edifici pubblici
  • Dal 2030 per tutti gli edifici residenziali
Risparmio energetico obiettivi intermedi
  • 15% al 2030
  • 20-22% al 2035

L’accordo varato dal trilogo UE prevede il rinvio dal 2035 al 2040 dell’alt all’installazione dellecaldaie a gas nelle case. In questo ambito, le istituzioni europee hanno disposto: 

  • la cancellazione dei bonus per le caldaie autonome. Per esempio, dal 2025 non ci sarà più la detrazione fiscale per le caldaie a condensazione; 
  • la conferma per gli incentivi per le caldaie ibride.

Oltre al nodo caldaie a gas, le istituzioni europee si sono accordate anche sugli obiettivi intermedi di risparmio energetico riguardanti l’intero patrimonio edilizio dei Paesi membri. Gli obiettivi sono stati così formulati: 

  • 15% al 2030;
  • 20-22% al 2035. 

Inoltre nell’intesa sulla direttiva case green sono stati piantati i seguenti paletti: 

  • 55% della riduzione energetica dovrà essere raggiunto attraverso la ristrutturazione degli edifici con le prestazioni peggiori (classe G); 
  • emissioni zero dal 2028 obbligatorio per i nuovi edifici pubblici;
  • emissioni zero dal 2030 obbligatorio per gli edifici residenziali privati.

Un altro punto fondamentale è stato deciso: nessun obbligo di installare pannelli solari su tutti gli edifici residenziali, ma tale disposizione legislativa è stata prevista solo per gli edifici pubblici e i non residenziali di “grossa taglia”. Sono state comunque previste delle eccezioni.

Si tratta di una serie di norme e parametri che sposano la linea morbida verso la riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare voluta dall’Italia. Se fosse passata la linea dura dell’UE, nel nostro Paese, dove ancora tanti edifici sono in classe energetica G (la più bassa), sarebbe dovuta scattare una ristrutturazione a tappeto delle case. 

Invece, oltre a escludere dalla direttiva case green sia gli edifici di culto (per esempio, le chiese) sia quelli storici, era già stato approvato a ottobre 2023 un approccio non basato sui requisiti di ristrutturazione UE per i singoli edifici basati su classi energetiche armonizzate, ma sulla media dell’intero patrimonio edilizio. In sostanza, si lascia agli Stati membri dell’UE una maggiore flessibilità.

Bollette gas: cosa cambia con il passaggio al Mercato Libero dal 2024

La scadenza del Mercato Tutelato per le forniture gas è sempre più vicina: il 10 gennaio 2024, infatti, scatta lo stop alle tariffe calmierate del metano per i clienti “non vulnerabili”. In vista di questa data, le famiglie ancora servite dalla Maggior Tutela possono scegliere un fornitore del Mercato Libero e attivare già a dicembre 2023 un’offerta gas in linea con le proprie esigenze.

Ricordiamo che il passaggio alla libera concorrenza è:

  • gratuito;
  • non prevede interruzioni nell’erogazione della fornitura;
  • non richiede alcun intervento tecnico sul contatore.

Una mossa vincente per orientarsi tra le numerose offerte gas del Mercato Libero è quella di confrontare le tariffe con il comparatore di SOStariffe.it a partire dal proprio consumo annuo di gas naturale. Questa informazione può:

  • essere consultata in una bolletta recente (ecco un approfondimento su come leggere la bolletta gas);
  • essere stimata impostando i filtri integrati nel comparatore stesso (cliccando sul widget qui sotto è possibile inserire la tipologia d’uso della fornitura).

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C’è inoltre da segnalare che i clienti domestici “non vulnerabili” che, alla scadenza del 10 gennaio 2024 non avranno ancora attivato un’offerta nel Mercato Libero, si vedranno comunque erogare il servizio dal venditore attuale, ma a condizioni economiche e contrattuali simili a quelle delle offerte PLACET di gas naturale a prezzo variabile.

La Tutela di prezzo continuerà, invece, a funzionare per i clienti domestici “vulnerabili”. Ecco chi può rimanere nel Mercato Tutelato:

  • gli over 75;
  • coloro che si trovano in condizioni economicamente svantaggiate (ad esempio i percettori di bonus);
  • i soggetti con disabilità ai sensi dell’articolo 3 legge 104/92;
  • quanti hanno un’utenza in una struttura abitativa di emergenza a seguito di eventi calamitosi.

Gli utenti che ritengano di avere uno dei seguenti requisiti, ma di non essere ancora stati identificati come clienti “vulnerabili” possono richiedere al proprio o altro venditore di essere servito nel servizio di Tutela della Vulnerabilità compilando il modulo di autocertificazione della vulnerabilità, disponibile per il download sul sito di ARERA, l’Autorità di regolazione per Energia, Reti e Ambiente. In ogni caso, anche i clienti considerati “vulnerabili” possono passare in qualsiasi momento al Mercato Libero.