Costo impianto fotovoltaico, detrazioni fiscali e pratiche burocratiche


Scopri quali sono le voci di costo di un impianto fotovoltaico, le pratiche burocratiche necessarie e i benefici fiscali previsti.

Quali sono le voci di costo iniziali che si dovranno affrontare per installare un impianto fotovoltaico? 

Le voci di costo principali per l’installazione dell’impianto sono indicativamente le seguenti:

  1. Costo dei pannelli solari
  2. Costo delle strutture di supporto
  3. Costi di progettazione e realizzazione
  4. Costo dell’inverter
  5. Costo delle batterie per l’accumulo (se previste)
  6. Costo di pratiche burocratiche e autorizzazioni necessarie
  7. Costo dell’assicurazione dell’impianto.

Quanto costa un impianto fotovoltaico?

I costi di un impianto solare domestico variano molto in base al comune in cui è ubicata l'abitazione sulla quale verrà installato e in base alla presenza o meno di un sistema di accumulo abbinato.

Possiamo considerare consono - in linea di massima - un prezzo che varia dai 7.000 ai 9.000 euro per un servizio "chiavi in mano": comprensivo quindi del progetto, dei materiali, della realizzazione, del disbrigo delle pratiche burocratiche necessarie e delle garanzie di base. A seconda poi delle componenti scelte (inverter, storage, tipologie di pannelli) e del fabbisogno energetico richiesto il prezzo indicato può aumentare o diminuire.

Quali pratiche burocratiche devo completare contestualmente all’installazione dell’impianto? 

Le pratiche burocratiche da sbrigare in concomitanza con l’installazione di un impianto fotovoltaico domestico sono le seguenti: 

  • autorizzazione da parte del comune che ospita l’abitazione sulla quale andrà installato l’impianto
  • messa in sicurezza del cantiere e comunicazione al comune delle date di inizio e fine lavori
  • richiesta di connessione alla rete tramite il Distributore locale
  • registrazione al sito GSE e attivazione della convenzione per lo Scambio sul Posto (per cessione totale in assenza di un sistema di accumulo o parziale qualora presente)
  • registrazione presso Terna S.p.A. società che censisce e gestisce l’anagrafica unica degli impianti fotovoltaici nazionali
  • invio della scheda dell’intervento ad ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile) per la richiesta delle detrazioni fiscali in vigore.

La maggior parte degli installatori che offrono un servizio completo “chiavi in mano” includono nel servizio il disbrigo - per conto del cliente - di tutte le pratiche burocratiche necessarie.

Di quali detrazioni fiscali è possibile beneficiare?

Chi installa un impianto fotovoltaico può richiedere la detrazione fiscale del 50% per ristrutturazione edilizia e usufruire dell' IVA agevolata al 10%. Il tetto massimo di spesa è di 96.000 euro e la detrazione del 50% viene dilazionata in 10 anni e compensata o rimborsata in fase di dichiarazione dei redditi.

La detrazione fiscale del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica può essere richiesta nei seguenti casi:

  • installazione di un impianto solare termico
  • installazione di un impianto termodinamico
  • sostituzione del vecchio sistema di riscaldamento con pompa di calore o con caldaie ad alta efficienza corredate da valvole termostatiche.

Cosa devo fare per richiedere le detrazioni fiscali?

Per accedere alle detrazioni fiscali è necessario presentare la scheda dell'intervento all'ENEA (l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile). Alcune aziende che installano impianti includono il disbrigo di questa pratica nel servizio di installazione. 

Inoltre è molto importante prestare attenzione alla modalità attraverso la quale si pagano i lavori di installazione. I pagamenti vanno effettuati attraverso il cosiddetto "bonifico parlante", una tipologia di bonifico messa a disposizione da tutte le banche - comprese quelle online - e predisposta proprio per la richiesta delle detrazioni. 

È infine di fondamentale rilevanza controllare che nella ricevuta del bonifico compaia il codice fiscale della persona destinataria delle detrazioni fiscali, in caso contrario la richiesta delle detrazioni verrà rifiutata.

Cos’è il GSE? 

È il Gestore dei Servizi Energetici, la società controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, deputata a controllare il mercato delle energie rinnovabili, erogare gli incentivi relativi e occuparsi di stabilire i prezzi per la rivendita dell’energia da parte di impianti residenziali e commerciali che immettono energia pulita in rete.

Cos’è il Conto Energia? 

È il sistema che ha stabilito, dal 2005 al 2013, le norme per gli incentivi erogati sugli impianti fotovoltaici. Dal 2005 al 2013 c’è stato un percorso normativo, iniziato dal 1° Conto Energia (2005) fino al 5° e ultimo (2013), che aveva stabilizzato il sistema di incentivazione come segue con:

  • introduzione della tariffa autoconsumo (incentivava l’energia utilizzata per il proprio fabbisogno)
  • introduzione della tariffa omnicomprensiva (in base alla quale veniva rimborsata l’energia immessa in rete dall’utente e che includeva sia il valore dell’incentivo che quella dell’energia ceduta)
  • detrazioni fiscali al momento dell’acquisto.

Dal 6 agosto 2013 il sistema dei Conti Energia non è più in vigore, ma oltre al mantenimento delle detrazioni fiscali, sono state mantenute due principali forme di incentivazione da parte del GSE:

  1. Lo scambio sul posto (SSP), attraverso cui l’eccesso di energia prodotta (e non accumulata) non va disperso, ma venduto alla rete e pagato a prezzo di mercato.
  2. Incentivo per la produzione di energia rinnovabile: i KWh prelevati dalla rete, nella misura in cui corrispondono ai KWh prodotti dall’impianto solare, vengono venduti all’utente a un prezzo inferiore di quello di mercato, decurtato dagli oneri di sistema e da tasse.

Cos’è il ritiro dedicato?

È il sistema che sostituisce lo Scambio sul Posto in tutti quei casi in cui un impianto fotovoltaico non è collegato ad un’utenza domestica. Si tratta di impianti che immettono in rete tutta l’energia prodotta, in quanto non deputati all’auto-consumo diretto. In questi casi - attraverso il Ritiro Dedicato appunto - l’energia ceduta viene pagata al proprietario dell’impianto a un prezzo medio di mercato per ogni Kw immesso in rete.

 

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