Obiettivo 2030 e SEN: il futuro del fotovoltaico

I vantaggi dell’energia solare sono evidenti per tutti: chi sceglie il fotovoltaico può risparmiare fino al 90% sulle utenze domestiche e rendersi indipendente dalla rete pubblica. In più si protegge l’ambiente, contribuendo alla diminuzione dell’inquinamento dovuto all’utilizzo delle fonti non rinnovabili e non si è soggetti alla costante incertezza delle variazioni legate al prezzo dell’energia elettrica.

Il  fotovoltaico: cruciale della nuova Strategia Energetica Nazionale

Per tutti questi motivi, l’Italia ha da tempo deciso di puntare sul solare, con incentivi e detrazioni, anche in virtù di diverse eccellenze produttive nel nostro Paese e dell’ottimo soleggiamento del quale godiamo. Nel settembre 2017 il Ministero dello Sviluppo Economico ha presentato la nuova SEN (Strategia Energetica Nazionale), elaborata tenendo conto del contributo degli organismi pubblici operanti sull’energia, degli operatori delle reti di trasporto di elettricità e gas e di qualificati esperti del settore energetico. Il documento corrispondente accorda un ruolo di grande importanza, ancora una volta, al fotovoltaico.

L’obiettivo per il 2030: 70 TWh

L’obiettivo rimane quello di rendere il sistema energetico italiano sempre più sostenibile a lungo termine sotto il profilo ambientale, rispettando i parametri stabiliti a livello comunitario. La necessità di una nuova strategia è ancora più centrale visto che con la fine del Conto Energia, il meccanismo incentivante che ha reso per anni molto conveniente rivolgersi all’energia solare, le installazioni sono via via diminuite. Parlando di dati, nel 2018 l’Italia ha raggiunto con il fotovoltaico una produzione pari a 20 GW di potenza e 25 TWh di energia elettrica, e in tutto il 2017 le nuove installazioni hanno totalizzato soltanto 409 MW.

Un risultato non entusiasmante, per usare un eufemismo, soprattutto tenuto conto che in passato la crescita è stata vertiginosa.

Oggi lo scenario è cambiato, il fotovoltaico rappresenta un mercato sano e maturo, non più un mercato colpito dalla speculazione finanziaria causata dalle politiche incentivanti passate.

Ecco perché la Strategia Energetica Nazionale diventa centrale per ridare nuovo slancio al fotovoltaico: in particolare, l’obiettivo per il 2030 è arrivare a una produzione di energia elettrica da fotovoltaico pari a 70 TWh, ovvero il 39% dell’intera produzione lorda di energia elettrica da fonti rinnovabili, per un totale di 184 TWh.

Per raggiungere questi numeri, sarà necessario favorire una crescita di installazioni fotovoltaiche in Italia nell’ordine di 3 GW all’anno, in sostanza più di 7 volte la media attuale, per un totale di 35-40 GW di nuovi impianti.

Verso nuovi strumenti di policy

In questo senso, è fondamentale che vengano sviluppati in tempi brevi nuovi strumenti di policy, finalizzati a sostenere lo sviluppo ma anche ad assicurare una corretta manutenzione degli impianti già esistenti e di quelli che verranno costruiti: tralasciare questo aspetto, infatti, significherebbe andare incontro a una netta riduzione del potenziale italiano. Dovrà quindi anche essere rivisto il quadro normativo e regolatorio attuale.

Il nuovo Decreto Ministeriale, che si occuperà di regolamentare lo sviluppo di tutte le fonti rinnovabili nel periodo 2018-2010 con meccanismi di registri e di aste al ribasso, sarà una delle misure più importanti, anche se sono state espresse alcune critiche su quanto per ora circolato in materia di impianti di piccole e medie dimensioni, interventi di rifacimento, potenziamento e ricostruzione, soglia di potenza per l’accesso al rimborso dell'energia immessa in rete e strategie per l’incentivazione.

Un nuovo impulso per i siti già esistenti

È auspicabile anche una campagna vigorosa per gli interventi di repowering e revamping dei siti attualmente in uso ma che, per diversi motivi, non sono usati al meglio, valorizzandoli con strumenti ad hoc. La burocrazia è ancora spesso una barriera all’entrata non indifferente e snellire i procedimenti amministrativi potrebbe costituire un cambiamento molto importante in questo senso, sull’onda di quanto stabilito del GSE per l’approvazione delle procedure per gli interventi di manutenzione e ammodernamento tecnologico degli impianti fotovoltaici già in esercizio.

Saranno proprio le future politiche incentivanti rigurdanti gli interventi di revamping e repowering a dare un nuovo slancio al settore fotovoltaico.

Un altro punto dolente è quello dei terreni agricoli: attualmente vige il divieto di sostegno alle installazioni su questi terreni, e si reputa quindi necessario intervenire per arrivare a creare nuove sinergie con il mondo agro-alimentare, prevenendo eventuali abusi.

Attenzione anche agli impianti di piccole dimensioni

Sull’installazione dei nuovi impianti fotovoltaici, è necessario che l’attenzione del legislatore non sia rivolta soltanto su quelli di grandi dimensioni, con il rischio di non supportare nel modo adeguato quelli orientati all’autoconsumo. Tenere sempre sotto stretto controllo lo sviluppo dei SEU, o Sistemi Efficienti di Utenza, e regolamentare nel modo corretto i SDC, Sistemi di Distribuzione Chiusa, è una conditio sine qua non per un sostegno efficace agli impianti fotovoltaici di piccole e medie dimensioni, anche grazie alle ultime novità in fatto di storage che permettono una più efficiente gestione di quanto generato dai raggi del sole.

Da ultimo, restano da stabilire le modalità con cui le fonti di energia rinnovabile, tra cui appunto quella solare, potranno interfacciarsi con il sistema elettrico “tradizionale”, per quanto riguarda l’intervallo di tempo tra la programmazione e l’immissione in rete, la promozione dei contratti a lungo termine, la partecipazione delle rinnovabili ai mercati di servizi di dispacciamento e a più possibilità di aggregazione tra gli impianti e tra i settori.

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