Superbonus 110%: come funziona e ottenerlo a marzo 2024

Aggiornato il: 21/02/2024
di Paolo Marelli
Pubblicato il: 11/01/2024

In 30 secondi

Superbonus 110%, ecco tutto quello che c’è da sapere sull’agevolazione e le sue novità da febbraio 2024

  • Superbonus 110% lanciato nel 2020 con il Decreto Rilancio e terminato il 31 dicembre 2023
  • Dal 2023 è stato trasformato in Superbonus 90%, con una riduzione della detrazione fiscale, ma anch’esso è terminato il 31 dicembre 2023
  • Nel 2024 la detrazione è scesa al 70% ed è valida solo per i condomini.Nel 2025 ci sarà un’ulteriore riduzione al 65%
  • Per l’accesso al Superbonus, sono necessari specifici requisiti e occorre seguire il meccanismo degli interventi trainanti e trainati

Superbonus 110%, introdotto per la prima volta nel corso del 2020, come contromisura alla crisi economica dovuta alla pandemia, è stato più volte revisionato, continuando a garantire una detrazione fiscale per le spese sostenute per la ristrutturazione e l’ammodernamento degli edifici, con un focus sull’efficienza energetica.

pannelli solari

Il Superbonus 110% e la sua trasformazione in Superbonus 90% nel 2023 hanno entrambi cessato di esistere il 31 dicembre 2023. Come previsto dalla legge Finanziaria, dal 1° gennaio 2024, la detrazione fiscale si è ridotta al 70%, ma l’agevolazione continua a essere vantaggiosa. Attualmente, con l’aliquota decrescente, l’agevolazione è prevista fino al 2025, quando scenderà al 65%, per poi terminare definitivamente nel 2026.

Vediamo di seguito, che cosa succede con la fine del Superbonus 110% e del Superbonus 90% e quali sono le novità de Superbonus 70%.

Dal Superbonus 110% al Superbonus 70%

Dal 1° gennaio 2024, il Superbonus scende dalla doppia versione 110% e dal 90% al 70%, come previsto dalla manovra Finanziaria 2024. Con la nuova aliquota ribassata, la detrazione fiscale sarà riservata soltanto ai condomini.

Il Governo ha varato con il decreto salva spese un’agevolazione per compensare il passaggio dell’aliquota dal 110% al 70%. Di che si tratta? È un tesoretto che ricalca il “fondo indigenti”, che ricordiamo era nato per attutire il taglio dello sconto dal 110% al 90%. Il nuovo fondo è rivolto alle famiglie con ISEE sotto i 15.000 euro annui (calcolato in base al quoziente familiare) e che abbiano raggiunto il 60% dei lavori entro il 31 dicembre 2023. A queste famiglie sarà garantito un contributo sulle spese sostenute dal 1° gennaio al 31 ottobre 2024, che di fatto assicurerà l’agevolazione per intero al 110% grazie a questi fondi che pagheranno la differenza tra l’aliquota massima e quella al 70%.

Superbonus 110% e decreto Rilancio

Introdotto dal Decreto Rilancio, come risposta alla crisi economica legata alla pandemia, il Superbonus 110% è entrato ufficialmente in vigore dal 1° luglio 2020 anche se la partenza effettiva, con i vari decreti attuativi, è avvenuta nei mesi successivi. Dopo una prima fase senza modifiche, l’agevolazione ha registrato svariate revisioni.

Nel 2023 il Superbonus ha garantito una detrazione fiscale del 90% sulle spese sostenute per interventi di ristrutturazione, efficientamento e ammodernamento. In più, non era più possibile ricorrere allo sconto in fattura e alla cessione del credito di imposta. Il bonus era accessibile esclusivamente sotto forma di detrazione fiscale in fase di dichiarazione dei redditi. La detrazione era riconosciuta in 5 rate annuali di pari importo.

Chi ha già richiesto il Superbonus 110%, prima della riduzione della detrazione, al fine di ottenere l’agevolazione completa, aveva la necessità di completare tutti i pagamenti entro il 31 dicembre 2023. Solo in questo modo era possibile beneficiare della detrazione massima. Era necessario, inoltre, che i lavori fossero eseguiti per il 30% al 30 settembre 2022.

La normativa attuale prevede il Superbonus fino al 31 dicembre 2025. Per le spese sostenute nel 2024 la detrazione è del 70%. L’aliquota calerà poi al 65% per le spese sostenute nel 2025.

Superbonus: i requisiti per ottenerlo 

L’agevolazione garantita dal Superbonus è accessibile solo a:

  • persone fisiche proprietarie di immobili per cui sono effettuati lavori compatibili con il bonus;
  • condomini;
  • IACP (Istituto Autonomo Case Popolari);
  • società sportive dilettantesche e associazioni ma solo per gli interventi riguardanti immobili o parte di immobili destinati ad uso spogliatoio;
  • associazioni di promozione sociale e di volontariato.

Ricordiamo che, nel 2023, per poter accedere all’agevolazione con detrazione al 90% per le unità unifamiliari era necessario che il “quoziente familiare” non superi 15.000 euro. Questo valore è calcolato come il rapporto tra i redditi lordi complessivi di tutti i membri della famiglia diviso il “numero delle parti”, un parametro compreso tra 1 e 4 in base alla composizione del nucleo familiare.

L’accesso al Superbonus era possibile nel caso in cui gli interventi realizzati garantiscano un miglioramento di almeno due classi energetiche oppure il raggiungimento della massima classe energetica possibile.

Per accedere al Superbonus è necessario che le spese per cui si chiederà la detrazione siano pagate tramite bonifico “parlante” con data successiva alla data di fattura.

Come si calcola il quoziente familiare

Per gli interventi di riqualificazione energetica della casa nel 2023,  occorre sapere come si calcola il quoziente familiare. Una questione che interessa il Superbonus 90%.

Anzitutto una premessa: a differenza dell’indicatore ISEE (che considera anche la composizione patrimoniale della famiglia), il quoziente familiare è un indicatore che si basa sui redditi di tutti i componenti del nucleo familiare e si ottiene dividendo il reddito complessivo della famiglia per il numero dei suoi componenti.

Nel meccanismo di calcolo del quoziente familiare, il primo punto da considerare è la somma dei redditi lordi (e non netti) conseguiti all’interno del nucleo familiare nel corso dell’anno precedente a quello in cui si sostiene la spesa. Occorre sommare i redditi:

  • del contribuente;
  • del coniuge, del soggetto legato da unione civile o convivente, se presenti nel nucleo familiare.

Bisogna poi considerare i redditi dei figli, o di altri familiari presenti nel nucleo familiare e a carico del contribuente, che abbiano conseguito un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro nel 2022 (e fino a 4.000 euro per i figli di età inferiore a 24 anni).

Per il calcolo del quoziente familiare è importante il numero dei componenti del nucleo familiare. Tenuto presente che ogni familiare, ha un diverso peso nel calcolo del reddito di riferimento, è necessario far riferimento alla cosiddetta “tabella 1-bis” del decreto legge 176/2022, il cosiddetto decreto Aiuti quater, la quale assegna un valore differente a ogni familiare.

Un esempio aiuta a essere più chiari: nel caso di un single, il valore sarà pari a uno. Se, invece, nel nucleo familiare è presente un coniuge, o un soggetto legato da unione civile o una persona convivente, il valore sarà pari a due. Nel caso in cui sia presente un familiare a carico del contribuente, il valore aumenterà di 0,5, mentre con due familiari a carico sarà pari a 1 e con tre o più familiari a carico sarà pari a 2.

Ricapitolando, una volta eseguita la somma dei redditi lordi e determinato il coefficiente della “numerosità” della famiglia, si può procedere al calcolo del quoziente familiare.

Per esempio, a fronte di un reddito nel 2022 di 40mila euro lordi e di un coefficiente familiare pari a 3, dividendo il reddito totale per tre, il risultato è pari a 13,333 euro. Questo importo, essendo inferiore ai 15mila euro previsti come requisito, consente di beneficiare del Superbonus 90%.

Gli interventi trainati: cosa sono 

Per l’accesso al Superbonus è stato definito un meccanismo che prevede l’identificazione di “interventi trainanti”, necessari per poter ottenere la detrazione, e “interventi trainati”, le cui spese possono beneficiare della detrazione ma solo se, in contemporanea, vengono realizzati anche interventi della prima categoria.

Tra gli interventi definiti trainanti ci sono:

  • gli interventi di isolamento termico degli involucri edilizi;
  • i lavori di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale sulle parti comuni;
  • i lavori di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari di edifici plurifamiliari.

A questi interventi, è possibile abbinare anche una serie di interventi aggiuntivi, detti trainati. Tra questi interventi troviamo:

  • gli interventi di efficientamento energetico;
  • l’eliminazione delle barriere architettoniche;
  • l’installazione di impianti solari fotovoltaici e sistemi di accumulo;
  • la realizzazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici.

Il meccanismo del Superbonus non consente di ottenere la detrazione per gli interventi trainati se, in contemporanea, non siano realizzati anche interventi trainanti.

I limiti massimi di spesa

L’accesso al Superbonus ha previsto il rispetto di precisi limiti di spesa. In base alla tipologia di intervento da realizzare, infatti, la normativa definisce un tetto massimo della spesa detraibile. Per gli interventi di isolamento termico degli involucri edilizi sono previsti i seguenti limiti di spesa:

  • 50.000 euro nel caso di edifici unifamiliari o per le unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno;
  • 40.000 euro, che devono essere moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti da due a otto unità immobiliari;
  • 30.000 euro, che devono essere moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti da più di otto unità immobiliari.

Per quanto riguarda gli interventi sulle parti comuni degli edifici legati alla sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, invece, i limiti di spesa sono:

  • 20.000 euro, che devono essere moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti fino a otto unità immobiliari;
  • 15.000 euro, che devono moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti da più di otto unità immobiliari ed è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito.

Gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari di edifici plurifamiliari prevedono, invece, un tetto di spesa pari a 30.000 euro per singola unità immobiliare.

Da segnalare che è previsto anche un limite di spesa per gli interventi mirati alla rimozione di barriere architettoniche. In particolare: il limite di spesa è di 96.000 euro per interventi finalizzati alla “eliminazione delle barriere architettoniche, per favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione alle persone con disabilità in situazione di gravità e anche se effettuati in favore di persone di età superiore a sessantacinque anni”.

La normativa del Superbonus al 90% prevede precisi limiti di spesa anche per gli interventi trainati. Ecco alcuni esempi:

  • per gli impianti solari fotovoltaici (connessi alla rete elettrifica e installati su edifici) è previsto un limite di spesa di 48.000 euro per unità immobiliare oppure di 2.400 euro per ogni kW di potenza nominale dell’impianto;
  • per i sistemi di accumulo è previsto un limite di spesa di 1.000 euro per ogni kWh di capacità di accumulo; è previsto anche un limite massimo di 48.000 euro;
  • per le infrastrutture di ricarica di veicoli elettrici è previsto un limite di spesa compreso tra 1.200 euro e 2.000 euro in base alla tipologia di edifico (unifamiliare o plurifamiliare) e condominio per cui si effettuano i lavori. L’agevolazione si intende per una sola colonnina di ricarica per unità immobiliare.

Nel caso si richiesta il Superbonus per più interventi, la spesa massima è data dalla somma dei limiti di spesa fissati per ogni intervento.

Superbonus 90%: come funziona e a chi spetta

Il Superbonus al 90% è accessibile esclusivamente richiedendo la detrazione fiscale e, quindi, lo sconto sul totale da pagare in fase di dichiarazione dei redditi. Per i nuovi interventi, infatti, non è possibile ricorrere alla cessione del credito e allo sconto in fattura.

I beneficiari del bonus sono:

  • i condomini;
  • le persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, su unità immobiliari;
  • gli Istituti autonomi case popolari (IACP) comunque denominati nonché dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti Istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing” per interventi realizzati su immobili, di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica;
  • le cooperative di abitazione a proprietà indivisa, per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci;
  • le organizzazioni non lucrative di utilità sociale;
  • le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale iscritte nel registro nazionale e nei registri regionali e delle province autonome di Trento e di Bolzano;
  • le associazioni e società sportive dilettantistiche, limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi.

Nel caso degli interventi che vengono effettuati dagli Istituti autonomi case popolari (IACP), le detrazioni fiscali potenziate per gli interventi di efficienza energetica si applicano anche alle spese, documentate e rimaste a carico del contribuente, che saranno sostenute dal 10 gennaio 2022 al 30 giugno 2022.

Superbonus 90% per demolizioni e ricostruzioni

Una delle novità introdotte in un secondo momento è quella secondo la quale il Superbonus 110% potrà essere utilizzato per i lavori di demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria. Si tratta infatti di interventi che rientrano nella definizione di “ristrutturazione edilizia” ai sensi del Testo Unico dell’Edilizia (Dpr 380/2001), ovvero di interventi che hanno l’obiettivo di trasformare un edificio in un altro edificio che è in tutto o in parte diverso rispetto al precedente.

Tali interventi possono prevedere sia piccoli lavori di sostituzione di elementi che compongono l’edificio, con l’eliminazione o l’inserimento di nuovi elementi, sia la demolizione e successiva fedele ricostruzione di un fabbricato per quanto riguarda i volumi, la sagoma, le caratteristiche dei materiali, fatta eccezione per eventuali adeguamenti alla normativa antisismica o necessari al miglioramento della classe energetica dell’edificio.

Per gli edifici condominiali, il Superbonus è accessibile esclusivamente nel caso in cui i proprietari e i responsabili dell’intervento siano persone fisiche e non società.

Le novità sulle seconde case e sulle villette a schiera

Le persone fisiche possono utilizzare la detrazione su un massimo di due unità immobiliari, oltre ai vari interventi realizzati su parti comuni condominiali. Di conseguenza, c’è la possibilità di utilizzare il Superbonus per le seconde case, nel rispetto di tutti i requisiti previsti per la normativa che regola quest’agevolazione.

Potranno inoltre avere accesso al Superbonus:

  • le villette a schiera, in quanto si tratta di unità immobiliari all'interno di edifici plurifamiliari funzionalmente indipendenti, con uno o più accessi autonomi dall’esterno;
  • gli edifici che appartengono ad organizzazioni senza scopo di lucro, organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale del terzo settore;
  • le associazioni e società sportive non dilettantistiche (ASD), ma esclusivamente per gli interventi relativi agli spogliatoi.

Sono state invece escluse dal Superbonus le unità immobiliari che appartengono alle seguenti categorie catastali:

  • A/1: abitazioni di tipo signorile;
  • A/8: abitazioni in ville;
  • A/9: castelli, palazzi di eminenti pregi storici o artistici.

Superbonus 90%: i documenti necessari

Per svolgere i lavori per i quali è possibile richiedere il Superbonus 90%, sarà necessario innanzitutto chiedere il via libera al condominio per effettuare lavori alle parti comuni dell’edificio. 

In secondo luogo:

  • si dovrà richiedere all’Agenzia delle Entrate il visto di conformità, che dovrà essere rilasciato da CAF e commercialisti;
  • si dovrà ottenere da un tecnico abilitato l’APE, ovvero l’Attestato di Prestazione Energetica, attraverso il quale sarà possibile certificare che i lavori serviranno a raggiungere la più alta classe energetica o a ottenere il miglioramento di due classi. 

I dati relativi agli interventi dovranno essere comunicati per via telematica, in concomitanza alla comunicazione all’ENEA. Dovrà inoltre essere fornita un’asseverazione da parte dei tecnici abilitati, nella quale sarà dimostrata la presenza dei requisiti tecnici e la possibilità effettiva di portare a termine il progetto.

L’asseverazione potrà essere rilasciata:

  • al termine dei lavori;
  • per ogni stato di avanzamento dei lavori. 

Scadenze e istruzioni per presentare la domanda

L’Agenzia delle Entrate ha messo a punto le istruzioni per richiedere Superbonus 90%, per gli interventi detraibili dall’IRPEF al 90%. Il contributo spetta se il richiedente è una persona fisica che possiede tutti i seguenti requisiti:

  • ha un reddito di riferimento per l’anno di imposta 2022 non superiore a 15.000 euro;
  • ha sostenuto tra il 1° gennaio 2023 e il 31 ottobre 2023 le spese relative agli interventi edilizi previsti dal decreto Rilancio;
  • gli interventi edilizi predetti sono stati effettuati sull’unità immobiliare posseduta dal richiedente alla data di inizio dei lavori, anche per quota, a titolo di proprietà o di diritto reale di godimento e adibita ad abitazione principale alla medesima data o, al più tardi, alla data di termine dei lavori; sulle parti comuni condominiali dell’edificio di cui la predetta unità immobiliare fa parte.

L’importo massimo della spesa agevolabile, su cui determinare il contributo è fissato in 96.000 euro.

Nella sua nota l’Agenzia delle Entrate spiega che “nel caso in cui altri soggetti, titolari alla data di avvio dei lavori di quote di diritto di proprietà o di altro diritto reale di godimento sull’unità immobiliare, abbiano sostenuto quote della spesa agevolabile, tale limite massimo di 96.000 euro è ridotto per il richiedente in misura proporzionale. A tal fine, l’importo massimo di 96.000 euro deve essere moltiplicato per il rapporto tra l’importo della spesa agevolabile sostenuta dal richiedente e l’importo complessivo della spesa agevolabile sostenuta da tutti i soggetti titolari di quote di diritto di proprietà o di diritto reale di godimento”.

Il contributo richiesto è pari:

  • al 10% della spesa agevolabile sostenuta dal richiedente, nel caso di spesa agevolabile sostenuta complessivamente dai possessori inferiore o pari a 96.000 euro;
  • al 10% dell’importo massimo proporzionalmente attribuibile al richiedente, come sopra calcolato, nel caso di spesa agevolabile sostenuta in totale dai richiedenti e superiore a 96.000 euro.

Il contributo è accreditamento su conto corrente bancario o postale, intestato o cointestato al richiedente, e non concorre alla formazione del reddito complessivo assoggettato alle imposte sui redditi. La domanda va presentata tramite servizio web disponibile nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle Entrate, direttamente dal richiedente o tramite un intermediario. Il modello e le relative istruzioni per compilarlo sono reperibili sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it.

Stangata fiscale per chi rivende una casa riqualificata col Superbonus 110%

Nella legge di Bilancio 2024, il Governo ha deciso che, dal 1° gennaio 2024, le plusvalenze sulla vendita di immobili su cui siano stati effettuati interventi con il Superbonus conclusi da non più di 10 anni non saranno considerati “redditi diversi”, tenendo conto del maggior valore dovuto ai lavori di ristrutturazione. Di conseguenza, il 26% di tasse sarà quindi calcolato sull'intera plusvalenza e non su quella “scontata” del costo della ristrutturazione.

Per le plusvalenze il contribuente può scegliere se applicare:

  • l’imposta sostitutiva del 26%;
  • le aliquote progressive Irpef, in genere meno convenienti.

Questa misura sulla tassazione delle plusvalenze è stata introdotta al fine di frenare eventuali le vendite speculative immobili, garantendo che le detrazioni fiscali siano effettivamente utilizzate per migliorare l’efficienza energetica degli edifici.

Da questa stretta sarebbero esclusi gli immobili acquisiti per successione e adibiti a prima casa del cedente o dei familiari per la maggior parte dei 10 anni precedenti o per la maggior parte degli anni tra acquisto/costruzione e vendita se sono meno di 10.

Superbonus: le sanzioni previste

Come ribadito fin qui, il Governo ha stabilito dei requisiti specifici che devono essere rispettati per poter avere accesso al Superbonus. Nel caso in cui chi ne facesse richiesta dovesse rilasciare attestazioni false, sarebbe soggetto ad alcune sanzioni.

Il documento più importante attraverso il quale ottenere il Superbonus è il visto di conformità, seguito dall’asseverazione: chi rilascia documenti infedeli rischia una sanzione che va da un minimo di 2.000 euro fino a un massimo di 15.000 euro.

Nel momento in cui è scoperta una truffa:

  • si perdono fin da subito tutti i benefici fiscali del Superbonus;
  • le somme della detrazione non spettante vengono recuperate dall’Agenzia delle Entrate;
  • l’importo recuperato dall’Amministrazione finanziaria è maggiorato con interessi e sanzioni.

Risorse utili