Limiti al contante: cosa dice la Manovra e cosa cambia dal 2026

Uno dei temi più caldi del mese di dicembre 2025, per quanto riguarda le cronache politiche italiane, è stato, senza dubbio, quello del limite per l'utilizzo del contante, un argomento molto caro a diverse forze politiche. Un emendamento alla Manovra aveva aperto all'ipotesi di una modifica radicale della normativa. Ecco cosa è successo e cosa cambierà nel 2026.

In 30 sec.
  • un emendamento alla Manovra anticipava un aumento al limite per l'uso dei contanti
  • la proposta puntava a spostare la soglia a 10.000 euro con un'imposta di bollo di 500 euro per i pagamenti oltre i 5.000 euro
  • l'emendamento è stato ritirato: per il 2026, quindi, il limite resta a 5.000 euro
Limiti al contante: cosa dice la Manovra e cosa cambia dal 2026

Il tema del tetto al contante, periodicamente, finisce nell’agenda politica italiana. Anche nelle ultime settimane si è parlato della questione grazie a un emendamento del senatore Matteo Gelmetti di Fratelli d’Italia con cui si puntava a introdurre una modifica normativa con la Manovra 2026. Come vedremo di seguito, il provvedimento non ha avuto il successo sperato dal senatore che l’aveva presentato. Dopo un breve dibattito, infatti, è stato ritirato.

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Cosa prevedeva l’emendamento

3 COSE DA SAPERE SUL LIMITE ALL’USO DEL CONTANTE
1. I pagamenti in contanti possono avere un importo massimo di 5.000 euro
2. Un emendamento alla Manovra ha anticipato una possibile normativa con un nuvovo limite di 10.000 euro
3. La propsota è stata ritirata e, quindi, per il 2026 non cambia nulla

L’emendamento presentato a dicembre per integrare la Manovra 2026, con primo firmatario il senatore Gelmetti, come ricostruito da Fanpage, prevedeva un innalzamento della soglia dei pagamenti in contatti fino a un tetto massimo di 10.000 euro, con un raddoppio della soglia rispetto all’attuale normativa (che prevede un tetto a 5.000 euro).

In aggiunta, il progetto prevedeva l’introduzione di un’imposta di bollo di 500 euro per tutti i pagamenti in contanti caratterizzati da un importo superiore a 5.000 euro, a prescindere dall’importo effettivo. In sostanza, per effettuare un pagamento in contanti da 10.000 euro bisognerebbe pagare un totale di 10.500 euro.

Come anticipato in precedenza, l’emendamento è stato ritirato e, secondo le ricostruzioni, tale scelta è legata soprattutto ai ritardi per l’approvazione della Manovra. La proposta, infatti, avrebbe provocato ulteriori ritardi per eventuali modifiche prima dell’approvazione. Non si tratta, però, di un addio definitivo.

Nel corso del 2026, infatti, potrebbe esserci spazio per ulteriori interventi normativi sulla questione dei limiti all’uso del contante. In particolare, esponenti della maggioranza in Parlamento potrebbero proporre un nuovo incremento al tetto per l’uso dei contanti. La modifica è realizzabile nel rispetto delle norme UE che, a partire dal 2027, permetteranno di portare il tetto all’uso dei contanti fino a 10.000 euro.

Cosa cambia nel 2026?

Per il momento, considerando la scelta di ritirare il provvedimento, non cambia nulla. Fino a un nuovo intervento normativo, infatti, il limite all’uso dei contanti resta fissato a 5.000 euro mentre per le transazioni che superano questa soglia è previsto un obbligo di tracciabilità e, quindi, l’utilizzo di altri sistemi rispetto al contante.

Davide Raia
Esperto in Telecomunicazioni, Energia e Assicurazioni
Nato e cresciuto a Napoli, è specializzato nella realizzazione di contenuti relativi a tariffe energia, telefoniche e assicurative grazie al suo background formativo in ambito giornalistico e al suo lavoro in collaborazione con diverse importanti realtà editoriali italiane, come Libero Tecnologia, Sicurauto.it, Virgilio.it, Tomshw.it, Clubalfa.it, Key4biz.it e Cinquecolonne.it. Collabora attivamente con SOStariffe.it dal 2015, occupandosi della stesura di testi per il sito aziendale e per aziende partner. Contribuisce alla realizzazione di indagini di mercato dell’Osservatorio SOStariffe.it