Nome sulla carta di credito: cosa indica questo dato della carta?


Le carte di credito in circolazione sono tutte diverse l’una dall’altra: ci sono tutta una serie di dati riportati su di esse, la cui funzione è indispensabile per procedere con l’identificazione del loro intestatario e rendere più sicuri i pagamenti. 

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Tra questi vi è anche il nome sulla carta di credito: vediamo di seguito cosa sapere in merito e quali sono tutti gli altri elementi da conoscere quando si parla di carta di credito. 

Il nome titolare della carta di credito

Le carte di credito sono strumenti di pagamento univoci, ognuno dei quali riporta una serie di elementi che hanno la funzione di identificarle in quanto tali. Sono tutti importanti e ciascuno ha una funzionalità differente. 

Non stupisce, dunque, che nel momento in cui si richiede l’attivazione di una carta di credito su di essa sarà riportato il nome del suo titolare, ovvero della persona alla quale la carta è stata intestata. 

Il nome sulla carta di credito viene generalmente stampato sul fronte dello strumento, mentre nella parte posteriore ci sarà uno spazio apposito nel quale dovrà essere inserita la propria firma

Il codice titolare della carta di credito

Uno dei codici numerici che identificano qualsiasi tipologia di carta di credito è il cosiddetto codice titolare, il quale non dovrà essere confuso con gli altri codici che vengono richiesti per gli acquisti online. 

Nello specifico, il codice titolare:

  • è presente su tutte le carte di credito, a prescindere da quello che è il circuito di pagamento;
  • provoca il blocco della carta nel caso in cui venga digitato in modo errato per tre volte consecutive;
  • potrà essere creato direttamente online, in modo tale da aumentare il livello di sicurezza: in genere questo avviene nel caso in cui la carta possa essere attivata direttamente online. 

A questo proposito, consigliamo di fare un salto sul comparatore di carte di credito online di SOStariffe.it

La funzione del codice titolare è quella di rafforzare la sicurezza della carta di credito nel momento in cui si effettuano degli acquisti sul web, proteggendo la carta dai rischi ai quali si va incontro durante queste operazioni. 

Si tratta di un numero che, proprio per la sua delicatissima funzione, non è inciso sulla carta: viene al contrario inviato a domicilio nel momento in cui si richiederà la carta di credito ed è contenuto all’interno di una busta sigillata. 

Nella stessa documentazione sarà presente anche il codice PIN, che ha una funzione completamente diversa rispetto al codice titolare, ovvero dovrà essere utilizzato per prelevare contanti dalla carta, allo sportello: questo è il motivo per il quale si consiglia di trattare questo codice con estrema cautela e attenzione. 

Quali sono i numeri della carta di credito

Dopo aver spiegato dove si trova il nome del titolare della carta di credito e cos’è, invece, il codice titolare della carta stessa, passiamo a illustrare quelli che sono i numeri riportati sulla carta stessa. 

Ognuna di esse ha un codice identificativo, che è composto da un numero massimo di 13 o 16 cifre, il quale viene assegnato sulla base di uno standard chiamato ANSI X4.13-1983. La prima cifra di questo codice serve a indicare il circuito di appartenenza. 

In particolare:

  • il numero 3 indica American Express e Diners Club;
  • 4 indica Visa;
  • 5 indica MasterCard;
  • 6 indica Discover Card. 

Le cifre successive indicano la banca e il conto di riferimento, mentre l’ultima è un codice di verifica che viene elaborato con l’algoritmo di Luhn e che serve a controllare la presenza di eventuali errori o possibili tentativi di truffa. 

Il secondo codice è il cosiddetto CCV: è composto da 3 o 4 cifre ed è riportato sul retro della carta di credito. Viene sempre richiesto nel momento in cui si effettuano pagamenti online per poter procedere con la conferma dei propri acquisti. 

Sulla parte frontale della carta di credito è poi riportata anche la sua scadenza - nel formato mese/anno: anche questo dato è necessario per poter portare a termine una transazione online. Si ricorda che in questo caso si dovrà indicare anche il nome sulla carta di credito, ovvero l’intestatario che è stampato sulla carta stessa. 

Come funziona una carta di credito

Una delle caratteristiche della carta di credito è il cosiddetto plafond, ovvero il tetto massimo di spesa concesso dalla banca che ha emesso la carta e che corrisponde al limite di spese mensili che potranno essere sostenute con la carta di credito. 

Solitamente va dai 1.000 ai 5.000 euro, ma ci possono essere delle carte di credito con un plafond più elevato: per questo bisogna tenerlo in forte considerazione nel momento in cui si vorrà ottenere una carta di credito. 

Ad ogni modo, esiste per i titolari della carta di pagamento anche la possibilità di richiedere che il plafond venga aumentato. In questa ipotesi la banca procederà con le opportune verifiche prima di procedere con l’accettazione della richiesta, che in genere prevedono l’analisi della situazione finanziaria del richiedente e di quella che è la sua disponibilità sul conto corrente. 

Qualora si fosse interessati all’attivazione di una carta di credito online con canone a costo contenuto si consiglia di valutare le opzioni disponibili sul comparatore di carte di SOStariffe.it. 

Quali tipologie di carta di credito esistono

Come si può ben intuire, le carte di credito non sono tutte uguali: oltre che per l’ente che le emette e per i servizi aggiuntivi che sono offerti, si differenziano principalmente per la modalità attraverso la quale sarà erogato il rimborso

Da un lato ci sono le carte di credito a saldo, che sono quelle maggiormente utilizzate e che permettono di differire dal momento in cui è stato effettuato un determinato pagamento fino a 45 giorni - ma le condizioni possono variare sulla base delle condizioni previste dal contratto. 

Ci sono poi le carte di credito a rate - chiamate anche carte revolving - le quali permettono non solo di differire il momento in cui sarà addebitato il pagamento, ma anche di procedere con la sua rateizzazione. Nella pratica, corrisponde a una sorta di finanziamento in quanto è prevista una percentuale di interessi. 

Ci sono poi anche le carte di credito co-branded, ovvero quelle che vengono emesse da un istituto di credito (o da una società finanziaria) in collaborazione con una società terza, la quale avrà il compito occuparsi della sua distribuzione presso i clienti interessati. In genere si contraddistinguono per il fatto che vengono previsti dei servizi aggiuntivi, il cui scopo è quello di fidelizzare gli utenti. 

Quanto costa una carta di credito

Nel momento in cui ci si ritrova a valutare una carta di credito per la prima volta, una delle prime domande che sorgono spontanee è quella relativa ai suoi costi. Il canone di una carta di credito, infatti, è di solito più consistente rispetto a quello previsto per una carta prepagata o per una carta di debito - che in molti casi è addirittura pari a zero. 

Il costo del canone di una carta di credito - e le eventuali commissioni legate al suo utilizzo - dipende da fattori differenti, primo fra tutti la capienza del plafond, seguito dai vari servizi che vengono erogati con la carta scelta. 

Per esempio, nel caso delle carte di credito Premium sicuramente il costo del canone sarà più elevato, ma ci saranno dei servizi extra che non saranno invece previsti per le tipologie di carte di credito emesse dalla stessa banca a un costo più ridotto. 

Tra gli altri costi legati alla carta, ci potranno poi essere:

  • quelli di prelievo;
  • gli interessi previsti nel caso delle carte di credito revolving;
  • i costi legati alla domiciliazione di un’utenza, oppure ai servizi di alert con i quali si viene avvisati nel caso di utilizzo improprio della carta da parte di malintenzionati. 

Come si richiede

Le carte di credito, rispetto alle carte di debito che si ricevono di solito in automatico nel momento in cui si apre un conto corrente e alle stesse prepagate, richiedono il possesso di determinati requisiti per poter essere rilasciate. 

Questo non significa che non siano per tutti, ma che, proprio per le loro caratteristiche, necessitano di una garanzia in più per la banca. In genere chi richiede una carta di credito dovrà essere un soggetto maggiorenne, titolare del conto corrente collegato alla carta

Si dovrà avere la cittadinanza italiana, oppure europea, o soggiornare in Europa da almeno 3 anni. Sono inoltre richiesti dei requisiti reddituali, oppure che vengano accreditate sul conto corrente determinate cifre ogni mese. 

Per richiedere la carta, si dovranno inviare documenti quali:

  • il modulo di richiesta;
  • la copia della carta di identità e del codice fiscale;
  • i documenti attestanti il proprio reddito, che potranno per esempio essere la busta paga, il cedolino della pensione, la dichiarazione dei redditi. . 

La banca verificherà quanto consegnato dal correntista che, qualora sia in possesso di quanto necessario, riceverà la carta di credito direttamente presso la propria abitazione. 

Attivare una carta di credito online

Il fatto che una carta di credito si caratterizzi per la richiesta di alcuni requisiti necessari alla sua emissione lascia ben intendere che sia più semplice riuscire ad averne una con l’istituto di credito presso il quale si ha un conto corrente. 

Per questo motivo, si potrebbero valutare le carte di credito associate ai conti correnti online, strumenti di gestione dei propri soldi che hanno in genere un canone azzerato e prevedono dei costi di mantenimento davvero irrisori. 

In merito alla carta in sé, come già illustrato, oltre che al plafond, si consiglia di prestare sempre attenzione:

  • al costo del canone mensile;
  • alle commissioni di prelievo, soprattutto a quello presso gli ATM di altre banche;
  • ai tassi di interessi nel caso delle carte di credito a rate;
  • al servizio di assistenza clienti offerto dalla banca. 

Ovviamente ognuno potrà poi fare considerazioni molto più particolari sulla base di quelle che sono le sue reali esigenze e abitudini di utilizzo: per esempio, una persona che è abituata a viaggiare molto potrà dare grande peso ai costi che vengono applicati nel caso di prelievi in valuta estera, che potranno andare da un minimo di 2 euro fino a un massimo di 5 euro o più, a seconda della tipologia di carta o Paese. 

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