WiMax: La Rivoluzione Continua

Per chi ancora non lo sapesse l’acronimo WiMAX (Worldwide Interoperability for Microwave Access) indica una tecnologia che permette di fornire connettività a reti di telecomunicazioni a banda larga anche in aree geograficamente complesse e difficilmente raggiungibili da infrastrutture tradizionali (cavi). Si tratta di una tecnologia che sfrutta le onde radio e consente l’accesso a internet in modo simile ad una semplice Adsl. E sono proprio tutte queste caratteristiche che rendono la tecnologia WiMAX particolarmente interessante per colmare il digital divide, divario presente, ancora oggi, su una percentuale ancora rilevante del territorio nazionale italiano. Il WiMAX inoltre, utilizzando frequenze concesse in licenza dal Ministero delle Comunicazioni e implementando tecniche di crittografia e autenticazione contro intrusioni di terzi, assicura anche un notevole grado di affidabilità e sicurezza.

La situazione italiana lascia ancora a desiderare anche se molto è stato fatto per raggiungere gli standard di altri paesi soprattutto negli ultimi due anni, da quando nel 2007 sono state date le prime concessioni ed è terminato l’uso esclusivo di tutte le frequenze da parte del Ministero della Difesa.

Un sistema di questo tipo ha potenzialità enormi: grazie a questa tecnologia sarà possibile raggiungere tutte le zone non ancora raggiunte dall’Adsl e fornire una rete ad alta velocità e qualità, e con costi non proibitivi ai 7,5 milioni di cittadini che sono ancora esclusi dalla banda larga.

Le offerte a livello italiano, parlando esclusivamente in termini economici, vanno dai 15 ai 150 euro al mese, con offerte differenziate per privati e business.

Gli operatori del Belpaese non sono ancora moltissimi. Aria è sicuramente il leader indiscusso nel nostro territorio ed è l’unico operatore italiano in grado di distribuire questa tecnologia su tutto il territorio nazionale, dopo essere riuscito ad aggiudicarsi i diritti d’uso delle frequenze WiMAX nell’asta indetta dal Ministero delle Comunicazioni nel gennaio del 2008. Al momento fornisce servizi solo in Umbria, suo luogo di nascita e arriverà presto anche in Lombardia, Puglia e Veneto. Interessante anche l’accordo raggiunto con Telecom Italia per diffondere ad ampio raggio la banda larga e superare così il digital divide; questa intesa prevede un diritto d’uso delle frequenze WiMAX dell’operatore per offrire il servizio in regioni come Abruzzo, Umbria, Lazio, Molise, Puglia, Campania, Basilicata, Calabria e Sardegna.

Altri operatori che si stanno muovendo in questo campo sono Linkem, secondo provider a livello italiano per copertura prevista, Mandarin, leader nella regione siciliana, rendendo fruibile un collegamento internet di qualità anche in centri rurali che non hanno mai avuto la possibilità di essere raggiunti dalla rete e rendendo disponibili, grazie al segnale fornito, servizi come videosorveglianza, monitoraggio ambientale, collegamenti tra apparati distanti tra loro senza la necessità di utilizzare i cavi. Si potranno realizzare micro reti tra piccole aziende dislocate nei punti più disparati di un territorio non uniforme, con vaste zone di montagna finora abbandonate dai tradizionali operatori. Citiamo poi Freemax per la regione toscana e tra gli operatori più piccoli, Comsre, Wi+ e Politec.

WiMAX è una tecnologia troppo interessante per permetterci di restare indietro rispetto agli standard mondiali; anche in Italia si stanno comprendendo tutte le potenzialità di questa tecnologia e la qualità del servizio che può essere offerto.Questo sta spronando molte società italiane a guardare a questo mercato come fonte di guadagno. L’implementazione di un sistema che può fornire internet anche in territori molto difficili da raggiungere ha potenzialità economiche troppo interessanti per rimanere inutilizzate.

ora non lo sapesse l’acronimo WiMAX (Worldwide Interoperability for Microwave Access) indica una tecnologia che permette di fornire connettività a reti di telecomunicazioni a banda larga anche in aree geograficamente complesse e difficilmente raggiungibili da infrastrutture tradizionali (cavi). Si tratta di una tecnologia che sfrutta le onde radio e consente l’accesso a internet in modo simile ad una semplice Adsl. E sono proprio tutte queste caratteristiche che rendono la tecnologia WiMAX particolarmente interessante per colmare il digital divide, divario presente, ancora oggi, su una percentuale ancora rilevante del territorio nazionale italiano. Il WiMAX inoltre, utilizzando frequenze concesse in licenza dal Ministero delle Comunicazioni e implementando tecniche di crittografia e autenticazione contro intrusioni di terzi, assicura anche un notevole grado di affidabilità e sicurezza.

La situazione italiana lascia ancora a desiderare anche se molto è stato fatto per raggiungere gli standard di altri paesi soprattutto negli ultimi due anni, da quando nel 2007 sono state date le prime concessioni ed è terminato l’uso esclusivo di tutte le frequenze da parte del Ministero della Difesa.

Un sistema di questo tipo ha potenzialità enormi: grazie a questa tecnologia sarà possibile raggiungere tutte le zone non ancora raggiunte dall’Adsl e fornire una rete ad alta velocità e qualità, e con costi non proibitivi ai 7,5 milioni di cittadini che sono ancora esclusi dalla banda larga.

Le offerte a livello italiano, parlando esclusivamente in termini economici, vanno dai 15 ai 150 euro al mese, con offerte differenziate per privati e business.

Gli operatori del Belpaese non sono ancora moltissimi. Aria è sicuramente il leader indiscusso nel nostro territorio ed è l’unico operatore italiano in grado di distribuire questa tecnologia su tutto il territorio nazionale, dopo essere riuscito ad aggiudicarsi i diritti d’uso delle frequenze WiMAX nell’asta indetta dal Ministero delle Comunicazioni nel gennaio del 2008. Al momento fornisce servizi solo in Umbria, suo luogo di nascita e arriverà presto anche in Lombardia, Puglia e Veneto. Interessante anche l’accordo raggiunto con Telecom Italia per diffondere ad ampio raggio la banda larga e superare così il digital divide; questa intesa prevede un diritto d’uso delle frequenze WiMAX dell’operatore per offrire il servizio in regioni come Abruzzo, Umbria, Lazio, Molise, Puglia, Campania, Basilicata, Calabria e Sardegna.

Altri operatori che si stanno muovendo in questo campo sono Linkem, secondo provider a livello italiano per copertura prevista, Mandarin, leader nella regione siciliana, rendendo fruibile un collegamento internet di qualità anche in centri rurali che non hanno mai avuto la possibilità di essere raggiunti dalla rete e rendendo disponibili, grazie al segnale fornito, servizi come videosorveglianza, monitoraggio ambientale, collegamenti tra apparati distanti tra loro senza la necessità di utilizzare i cavi. Si potranno realizzare micro reti tra piccole aziende dislocate nei punti più disparati di un territorio non uniforme, con vaste zone di montagna finora abbandonate dai tradizionali operatori. Citiamo poi Freemax per la regione toscana e tra gli operatori più piccoli, Comsre, Wi+ e Politec.

WiMAX è una tecnologia troppo interessante per permetterci di restare indietro rispetto agli standard mondiali; anche in Italia si stanno comprendendo tutte le potenzialità di questa tecnologia e la qualità del servizio che può essere offerto.Questo sta spronando molte società italiane a guardare a questo mercato come fonte di guadagno. L’implementazione di un sistema che può fornire internet anche in territori molto difficili da raggiungere ha potenzialità economiche troppo interessanti per rimanere inutilizzate.

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