Wifi pubblico, legge Pisanu abrogata?

E’ necessario che tutto cambi perchè tutto rimanga come prima: dalla più famosa frase del “Gattopardo” si può evincere come la fantomatica “simil” abrogazione della legge Pisanu non liberalizzi di fatto il wi-fi.

Il decreto legge approvato il 5 novembre 2010 rimuove le restrizioni per l’accesso libero alla rete Wi-Fi ma manterrà “adeguati standard di sicurezza”. Ci saranno nuove misure che garantiranno la riconoscibilità del navigatore, assicurando l’identificabilità anche senza la legge Pisanu.

Fatti alla mano il Decreto Pisanu non viene abolito:  si procede ad abrogarne un singolo articolo che riguarda l’obbligo di autorizzazione della questura per l’esercente. Rimane l’obbligo di registrazione dell’utente che si collega.

Cambia il nome ma rimane la legge: niente più fotocopie e registrazione di documenti ma arriveranno probabilmente nuove forme di controllo: in primis, nei locali pubblici con reti wi-fi, sarà attivata l’identificazione via SMS per ogni utente che vorrà connettersi alla rete wifi con una password spedita sul proprio cellulare. In secundis la Carta di Identità Elettronica, il nuovo “documento di sicurezza” per tutti i cittadini potrà essere usato per vari scopi di identificazione e sicurezza tra cui la connessione senza fili in luoghi pubblici.

Si cambia in modo peggiorativo: se prima tutti potevano identificarsi direttamente, ora con una procedura basata sulla SIM del telefono cellulare funziona solo se la scheda è Italiana. E tutti gli utenti stranieri?

Roberto Maroni

Maroni ha quindi cercato a suo modo di innovare un sistema (o il nome della legge) che ha “ingessato” la connessione mobile-fissa: finisce la sperimentazione iniziata nel 2001 che è costata alle tasche degli italiani oltre 300 milioni di euro ma ne arriva un’altra. Chi dovrà certificare l’identità delle persone? Che costi avranno i nuovi strumenti?

Costi che probabilmente diventeranno ricavi per le Telco che devono ringraziare il governo per l’ennesimo regalo: ancora una volta si è scampato il pericolo di avere una rete concorrente a quella UMTS (l’hand over non è possibile a causa della necessità di riautenticazione ad ogni hotspot). Un regalo da centinaia di milioni di euro.

Alessandro Bruzzi

io che tutto cambi perchè tutto rimanga come prima: dalla più famosa frase del “Gattopardo” si può evincere come la fantomatica “simil” abrogazione della legge Pisanu non liberalizzi di fatto il wi-fi.

Il decreto legge approvato il 5 novembre 2010 rimuove le restrizioni per l’accesso libero alla rete Wi-Fi ma manterrà “adeguati standard di sicurezza”. Ci saranno nuove misure che garantiranno la riconoscibilità del navigatore, assicurando l’identificabilità anche senza la legge Pisanu.

Fatti alla mano il Decreto Pisanu non viene abolito:  si procede ad abrogarne un singolo articolo che riguarda l’obbligo di autorizzazione della questura per l’esercente. Rimane l’obbligo di registrazione dell’utente che si collega.

Cambia il nome ma rimane la legge: niente più fotocopie e registrazione di documenti ma arriveranno probabilmente nuove forme di controllo: in primis, nei locali pubblici con reti wi-fi, sarà attivata l’identificazione via SMS per ogni utente che vorrà connettersi alla rete wifi con una password spedita sul proprio cellulare. In secundis la Carta di Identità Elettronica, il nuovo “documento di sicurezza” per tutti i cittadini potrà essere usato per vari scopi di identificazione e sicurezza tra cui la connessione senza fili in luoghi pubblici.

Si cambia in modo peggiorativo: se prima tutti potevano identificarsi direttamente, ora con una procedura basata sulla SIM del telefono cellulare funziona solo se la scheda è Italiana. E tutti gli utenti stranieri?

Roberto Maroni

Maroni ha quindi cercato a suo modo di innovare un sistema (o il nome della legge) che ha “ingessato” la connessione mobile-fissa: finisce la sperimentazione iniziata nel 2001 che è costata alle tasche degli italiani oltre 300 milioni di euro ma ne arriva un’altra. Chi dovrà certificare l’identità delle persone? Che costi avranno i nuovi strumenti?

Costi che probabilmente diventeranno ricavi per le Telco che devono ringraziare il governo per l’ennesimo regalo: ancora una volta si è scampato il pericolo di avere una rete concorrente a quella UMTS (l’hand over non è possibile a causa della necessità di riautenticazione ad ogni hotspot). Un regalo da centinaia di milioni di euro.

Alessandro Bruzzi

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