Video ISIS: come vederli in tv

Agcom e Ordine dei Giornalisti hanno raggiunto un accordo che impedisce di trasmettere in tv i terribili video dell’Isis in cui vengono mostrate le violenze compiute ai danni dei prigionieri. Si tratta di una scelta importante che non va comunque a minare il diritto di cronaca che devono esercitare tutti i giornalisti.

Agcom e Ordine dei Giornalisti dicono no alla trasmissione dei video ISIS

Sono negli occhi di tutti le terribili immagini trasmesse negli ultimi mesi dalle varie emittenti tv in cui abbiamo visto, senza particolari censure, le sofferenze dei prigionieri dell’ISIS, costretti a torture di ogni tipo fino ad arrivare alla morte, ma ora questo non accadrà più. Il Consiglio Nazionale degli Utenti, insediato presso l’Agcom, l’Autorità Garante per le Comunicazioni, e l’Ordine Nazionale dei Giornalisti hanno così deciso di stringere un accordo per impedire di proseguire con la messa in onda ripetuta dei video dell’ISIS che è stata portata avanti negli ultimi tempi da alcuni canali televisivi e da diverse testate giornalistiche online.

Si tratta di una scelta ben precisa che è stata presa sottolineando che trasmettere questi video, e in modo particolare quelli in cui si vedono le esecuzioni dei prigionieri, non risponde al diritto di cronaca che deve essere perseguito da ogni giornalista. Ogni operatore dell’informazione, infatti, ha la possibilità di dare la notizia di quanto è accaduto senza che questa sia accompagnata dalla visione di momenti terribili come quelli che hanno avuto per protagonista, ad esempio, il prigoniero rinchiuso in gabbia che si copre il viso poco prima che la fiamma arrivi su tutto il suo corpo o il bambino che uccide impugnando un’arma come uno spietato serial killer.

Evitare ogni tipo di propaganda

Questa decisione vuole essere un modo per evitare che la trasmissione dei video possa fare da cassa di risonanza alla violenza compiuta dai terroristi e impedire che possano verificarsi fenomeni di imitazione dalle conseguenze pericolose. Si deve inoltre tenere presente che alcuni di questi filmati possono apparire ancora più violenti per l’aggiunta di fotomontaggi inseriti per aumentarne la drammaticità e questo non fa che aggravare la responsabilità deontologica dei direttori responsabili che devono occuparsi del controllo delle fonti.

Il Consiglio Nazionale degli Utenti e l’Ordine Nazionale dei Giornalisti hanno quindi voluto ricordare come il rispetto dei codici deontologici sia fondamentale per chi vuole operare nel mondo dell’informazione ed è proprio per questo che si è voluto lanciare l’invito ad evitare di trasmettere in futuro questo genere di video.

Dove rintracciare i video

I filmati delle decapitazioni e delle torture inflitte ai prigionieri senza alcun pentimento da parte dei terroristi dell’Isis possono essere ancora ritrovati in alcuni archivi online (c’è chi ancora non ha provveduto a eliminarli) o su YouTube, anche se in molti casi sono preceduti da un avvertimento sulla crudeltà di quello che viene ripreso.

Rainews 24, il canale all news dell’emittente di Stato, attraverso il direttore Monica Maggioni già prima della decisione di Ordine dei Giornalisti e Agcom aveva fatto sapere di non voler più trasmettere i video: basta quindi alla Hollywood del terrore, si farà informazione senza bisogno di diffondere ulteriormente questo spettacolo indegno.
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